«Quanti clienti c’erano là dentro, a mangiare salsicce? Non più di una decina, separati gli uni dagli altri da alcuni sgabelli vuoti e da un altro vuoto, indefinibile e più difficile da colmare, un vuoto che era come un’emanazione del loro essere.
[…]
Perché, nonostante le luci accecanti, si aveva l’impressione che fosse tutto grigio? Come se quelle lampade dai raggi troppo forti che ferivano gli occhi non fossero in grado di dissipare le tenebre che quegli uomini, emersi dal buio della strada, portavano con sé.»
— Tre camere a Manhattan, Georges Simenon
— I nottambuli, Edward Hopper










