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@saayawolf
C’è chi, con questo caldo che scioglie sta cenando con la sua insalatina fresca e leggera. E poi ci sono io, che guardo quella ciotola di tristezza verde e intanto sogno un monumento calabrese che sa di orgoglio gastronomico del mediterraneo: un paninazzo casareccio che scrocchia solo a guardarlo, imbottito di 'nduja spalmata con la generosità di chi non teme l'estinzione delle proprie papille gustative, caciocavallo che sfida le leggi della termodinamica, salsiccia dal sapore ancestrale, melanzane sott'olio che trasudano storia e peperoni arrostiti che portano il calore direttamente all'interno. Una cena che richiede il certificato di idoneità fisica. Loro mangiano per non appesantirsi, io mangerei per avere una scusa valida per restare immobile sul divano con il condizionatore sparato addosso. il fatto di non poterlo fare è l'unica vera "indigestione" di questa serata. Ognuno ha la sua croce, la mia è una voglia di casa che si placa solo con un morso che qui non arriverà mai.
Sensuale non è mai un corpo in sé, ma è il modo con cui la testa riesce a portarlo a spasso, il corpo al massimo è bello.
In un mare di notizie di merda, per un momento questi due pazzi mi hanno fatto commuovere per il loro romanticismo e sognato Gotham City 🖤✨️🥰
🖤🌙✨️💫 by @lilaleonade
Promisi a me stessa che non sarei mai diventata una compagna infelice. O meglio, non lo sarei più stata. Non avrei mai più fatto coppia con una persona che chiunque, a guardarci, si sarebbe chiesto per quale strana ragione non ci fossimo ancora lasciati. Promisi a me stessa che non sarei mai più stata con una persona di cui mi sarei lamentata in mensa con le colleghe, che mi facesse saltare i nervi molto più spesso di quanto me li distendesse. Decisi che non avrei mai più sottovalutato l’intesa e il desiderio fisico e non avrei mai più ignorato l’affievolirsi di esso. Che non avrei mai più provato a costruire nulla con chi mi facesse sentire sola nonostante dormisse a 50 centimetri da me. Che non avrei mai più giustificato nessuno che provasse a sminuirmi.
Promisi a me stessa che non mi sarei mai più accontentata, non in amore.
Che se mai avessi scelto un compagno l’avrei “preteso” perfetto per me. E per “perfetto” non intendo privo di difetti, nessuno lo è, bensì qualcuno i cui difetti non mi arrecassero fastidio, non li leggessi come una continua mancanza di rispetto, non intaccassero la mia morale e i miei principi. Qualcuno di cui riuscissi a sopportare i difetti con tutta la pacatezza e la leggerezza del caso.
Decisi che se avessi avuto un compagno accanto sarebbe dovuta essere una persona con cui poter essere schifosamente me stessa.
Qualcuno con cui potermi sentire stanca, sfinita, qualcuno a cui poter dire che non ce la faccio più e scoppiare in lacrime, a cui poter dire tutte le mie verità nascoste che non avevo mai avuto il coraggio di dire a nessun altro. Qualcuno a cui non fosse necessario chiedere un abbraccio perché lo avrebbe capito da sola e avrebbe anticipato la mia richiesta stringendomi forte. Qualcuno che non mi facesse venire l'ansia "da depilazione" perché mi sarebbe saltato addosso in qualunque condizione, incapace di resistere all'odore della mia pelle. Qualcuno che avrebbe ascoltato tutte le mie polemiche sterili, i miei lamenti, i miei sfoghi. Qualcuno capace di prendersi in giro e capace di prendere in giro me facendomi ridere. Qualcuno a cui poter confidare i pensieri peggiori, i più cattivi, tutti quei "so che non é bello quello che sto per dire", così come anche i desideri più perversi e le voglie più illogiche. Qualcuno che avrei avuto voglia di guardare e ascoltare continuamente, di cui avrei sentito la mancanza viscerale dopo qualche tempo senza vederlo. Qualcuno di cui avrei avuto sete. Qualcuno capace di incuriosirmi e di farmi entrare nel suo mondo.
Presi consapevolezza del fatto che la possibilità di rimanere per sempre sola era concretamente tangibile ma decisi che questo non era importante. Che se fossero state rose, sarebbero fiorite. Perché capii che sono la prima alleata di me stessa e che per avere il meglio devo pretendere il meglio.
Promisi a me stessa che avrei affrontato le relazioni in maniera estremamente semplice, che non mi sarei mai più accontentata di un amore mediocre.
Perché a costringerci a situazioni mediocri ci pensa già troppo spesso la vita.
(D. Castaldi)
By Inconstruction
Non si aspettava di sentirsi "pronto", si identificava già con la versione di sè che desiderava diventare.
“Mi imposi la seguente regola: Non pensare mai a niente più di una volta, e in silenzio mi misi le mani in grembo. Io vivo sulla luna, mi dissi, ho una casetta tutta per me sulla luna […] sulla luna parlavamo una lingua dolce e liquida e cantavamo alla luce delle stelle, contemplando da lassù il mondo arido e senza vita.”
— Shirley Jackson, Abbiamo sempre vissuto nel castello
Ricarica naturale. 🔋🍃
Ph "Behold the rising of the Flower Moon" by @saayawolf 01 May 2026
Ph "Sotto lo sguardo della Luna" by @saayawolf ©