Certo che lei non capisce, a lei non è mai successo […] Non è che un uomo finisca fuori combattimento, ossia, dico, un uomo si batte contro le cose grosse. Ma quel che l’uccide è l’erosione, a furia di colpetti finisce al tappeto. A poco a poco s’impaurisce. E io ho paura. La società elettrica di Long Island può tagliarmi i fili. Mia moglie ha bisogno di vestiti. E i figlioli… scarpe, divertimenti. E se non potessi dar loro un’istruzione? E i conti ogni mese e i denti, e l’operazione alle tonsille, e oltre tutto, mettiamo che io mi ammali, e che non possa più spazzare questo maledetto marciapiede! Certo che lei non capisce. È una cosa lenta. Rode dentro. Io non riesco a pensare oltre la rata del frigorifero, il mese prossimo. Odio il mio lavoro e ho paura di perderlo. Lei queste cose come potrebbe capirle?
John Steinbeck, L’inverno del nostro scontento, Bompiani (The Winter of Our Discontent, 1961. Traduzione di Luciano Bianciardi. Segnalato da Flavia Vadrucci)







