É bello il paradiso, ma non c'é nulla da fare in un posto dove nulla é in disordine
tumblr dot com
Keni
TVSTRANGERTHINGS
🪼
NASA
cherry valley forever
No title available
No title available
Sweet Seals For You, Always

No title available
almost home
dirt enthusiast

Discoholic 🪩
RMH
AnasAbdin
hello vonnie
Claire Keane

Product Placement
Sade Olutola

Kaledo Art

seen from Norway
seen from Australia

seen from Nepal
seen from T1

seen from Maldives
seen from Malaysia
seen from Netherlands
seen from Argentina
seen from Dominican Republic
seen from Burkina Faso
seen from Brazil
seen from Brazil
seen from South Korea

seen from Saudi Arabia

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
@saporsalato
É bello il paradiso, ma non c'é nulla da fare in un posto dove nulla é in disordine
Tanti auguri a te amore mio, che rendi belle anche le mie paure
L'unica guerra in cui credo é quella di due corpi che lottano per stare piú vicini.
Per baciarsi di piú.
Per unirsi di piú.
A te, disertore di questo amore, vinto dalle tue paure.
Alla nostra terra chiamata amore, per cui non hai voluto combattere.
A me, il tuo piú fedele soldato in prima linea sul fronte.
Ti vedo, vinto da te stesso, camminare nei aridi deserti delle tue insicurezze.
E mi vedo, vorrei tenderti la mano ancora una volta, ma non trovo piú la forza per rinascere dalle mie ceneri.
Ammira la nostra terra affondare sotto il peso dell'Ego, come per Atlantide ne resterá solo un mero ricordo.
Oh Ade
Che sei salito nei giardini di Demetra per rubarmi al sole d'Apollo
Perché mi conosci meglio di me stessa e, come un fiore, mi hai colto per donarmi quei regni oscuri che non mi permettevo di vedere
Ma ora, nel tuo regno che sento anche mio, io mi conosco
Io mi riconosco
Solo tu potevi guardare le mie rose ed amarne le spine
E ho imparato ad amare ció che, di me stessa, non avevo mai amato
Regina di un regno a cui non anelavo
Ma che mi appartiene, come i miei desideri piú oscuri che tanto temevo
E che invece non temo piú.
Oh Ade
Che mi guardi innamorato e sorridi
E dici che si muore un po' piú felici, quando dall'altra parte é primavera
Chi lo avrebbe mai pensato che, anche nell'oscuritá piú profonda, si potesse sentire il profumo dei fiori.
.
.
.
Caddi, nello stesso modo in cui cadono le catene di un prigioniero.
Con pesantezza, abbandonandomi alla gravitá.
Avevo dimenticato il peso che mi portavo appresso.
E un po' ti sto lasciando andare
Fa male guardarti
Mentre ti allontani
Ma é straziante
La facilitá con cui lo fai
Poi arriva la parte difficile.
Ormai hai chiuso quella relazione che non ti rendeva felice, ti tieni impegnata e beh, non sei mai stata cosà piena di impegni.
Ma arriva sempre quel momento.
Quel momento in cui ti manca perché la tua mente, infame, ti riporta i bei ricordi.
A quando ti faceva ridere.
A quando ti faceva una sorpresa.
A quando ti guardava e ti diceva che eri bella.
Ma ricordati.
Ricordati che non eri cosà felice.
Ricordati che, quando lui se ne andava, tu pensavi a come dirgli di non tornare.
Ricordati di quando ti baciava e poi lo fermavi troppo presto.
Ricordati di quando lo guardavi e sorridevi triste, perché gli volevi un bene dell'anima... Ma non era abbastanza.
Giocavo ancora con le barbie quando lui mi urlava che ero scema, che ero una puttana, che ero una piagnucolona, che non capivo nulla.
Quando lui mi tirava uno schiaffo perché era tornato a casa dal lavoro ed era nervoso.
"tuo padre ti ama tanto", mi dicevano.
"devi portare pazienza, lui é fatto cosÃ, ma ci soffre", giustificavano.
"é colpa tua, lo sai che non devi rispondergli", e mi sentivo colpevole.
Le mie amiche mi dicevano che no, non era normale. Che la mia rabbia era giustificata. Che dovevo chiedere aiuto, che quella non era una famiglia.
E io pensavo che avevano ragione, ma dove mai potevo andare? E se lui si fosse arrabbiato ancora di piú? E se stessimo esagerando?
In fondo é un padre, non puó non amare la propria figlia. A volte mi dice che sono brava e intelligente. A volte ride e scherza con me.
A 23 anni la mia prima relazione. Mi sembrava un bravo ragazzo, non urlava mai e non si arrabbiava.
3 anni dopo ci fu la nostra prima grande litigata, lui alzó la mano come per picchiarmi e io me ne andai.
Mi sentivo ancora colpevole.
Dov'erano i segnali che non avevo visto?
Perché non lo avevo capito, sono davvero cosà stupida?
In fondo ha fatto solo il gesto, ma si é trattenuto, ho esagerato?
É colpa mia?
No, ho avuto paura. Avrei continuato ad averne ogni giorno, da quel momento, se non me ne fossi andata.
Non gli parlai piú. Non lo vidi mai piú.
Per un anno sua madre chiamó mio padre quasi ogni settimana. Passarono per casa mia a piangere e parlare male di me.
Mio padre era dispiaciuto per lui.
Le mie amiche mi erano ancora accanto, a difendermi, a parlarmi, a salvarmi.
Ci ho messo 27 anni a capirlo.
Ho cambiato paese, per prendere le distanze da casa mia, per vedere le cose da una prospettiva piú lontana.
Io lo sapevo che la violenza non é normale e non va giustificata, lo dicevo con gran vemenza.
Ma quella realtá era tutto ció che conoscevo. Volevo amore e uguaglianza, ma ero fatta di paura.
Paura di non meritare qualcosa che sembrava fuori dalla mia portata, qualcosa che per me era come un unicorno, perché tutti ne parlavano ma io non lo avevo mai vissuto.
Perché quando cresci in un ambiente cosà tu non ti senti meritevole di amore e cure. E te lo dici ogni sera che ti meriti di piú. Ma non ci credi veramente, e non lo sai di non crederci.
Perché dentro di te hai rabbia e parole denigranti e schiaffi ingiustificati e tante giustificazioni, te le hanno sempre ripetute, sono radicate in te.
É come una corda che ti tiene prigioniera e non sai sciogliere, e ogni giorno lotti per liberarti e poi ti arrendi.
Poi ho avuto bravi uomini. Ho avuto una brava psicologa. Ho ancora le mie amiche, che non mi hanno mai lasciato sola in questi 15 e passa anni.
Ho dovuto perdonare per salvarmi l'anima, ma non ho dimenticato.
E mi sento fortunata.
E penso a te, Giulia, perché io non ti conoscevo e ho saputo della tua esistenza nella maniera peggiore che esiste. Penso a tutte le vittime che non sono state fortunate. E penso che ognuna di noi poteva essere Giulia.
É facile parlare col senno del poi. É facile, per alcuni, dire che "ce l'andiamo a cercare/ se non sono stronzi non li vogliamo/ dobbiamo imparare a difenderci".
Piú difficile é guardare la vittima e sentirsi un po' responsabili.
É il nostro fallimento come esseri umani che non scendiamo forse abbastanza in piazza, che ci arrabbiamo contro le ingiustizie e il giorno dopo ce ne dimentichiamo, che quando qualcuno viene picchiato in mezzo alla strada ci allontaniamo e non aiutiamo.
É fallire ogni volta che co arrendiamo e diciamo "ma che vuoi mai, é cosà che va, che ci vuoi fare".
É il fallimento di una scuola che insegna le guerre ma non l'amore.
E forse é la mia ferita che parla, forse ancora mi sento una colpevole mai vittima.
Ma a volte mi chiedo se io stia facendo abbastanza. Se forse sono troppo abituata al fatto che il mondo sia cosà e non si possa cambiare.
Oggi Giulia non potrá rivedere le sue amiche, la sua famiglia, crescere la vita che portava in grembo.
E mi sento come se fosse anche un po' colpa mia.
Ti cerco
Ancora
Dal nostro primo addio
Raperonzolo, sciogli i tuoi sogni
Li hai tenuti chiusi in quella torre, aspettando il mondo giusto
E non ti sei accorta che loro ne erano le fondamenta;
Raperonzolo, sciogli i tuoi sogni
Ci aggrapperemo ad essi come si fa con la speranza
E mai piú avrai una prigione nella quale dovrai nasconderli.
Quando ti accorgi che le tue paure diventano profezie.
Oh Ade
Che sei salito nei giardini di Demetra per rubarmi al sole d'Apollo
Perché mi conosci meglio di me stessa e, come un fiore, mi hai colto per donarmi quei regni oscuri che non mi permettevo di vedere
Ma ora, nel tuo regno che sento anche mio, io mi conosco
Io mi riconosco
Solo tu potevi guardare le mie rose ed amarne le spine
E ho imparato ad amare ció che, di me stessa, non avevo mai amato
Regina di un regno a cui non anelavo
Ma che mi appartiene, come i miei desideri piú oscuri che tanto temevo
E che invece non temo piú.
Oh Ade
Che mi guardi innamorato e sorridi
E dici che si muore un po' piú felici, quando dall'altra parte é primavera
Chi lo avrebbe mai pensato che, anche nell'oscuritá piú profonda, si potesse sentire il profumo dei fiori.
.
.
.
Nella profonditá del tuo mare, lá dove non respiri, c'é una via d'uscita che ti riporterá a galla
A chi ama l'amore
Perché non si perderá mai nell'egoismo
E i battiti del cuore mostreranno la strada che
Anche con la tempesta
Non si oscurerá mai
Mi sei mancato ancor prima di conoscerti
Poi ti ho conosciuto
Poi ti ho riconosciuto
Eri tu
Tanti anni a credere di essere pazza
E invece tenevo solo fede a una promessa
Che non ricordavamo