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Luigi and Enrico - 1915
Batism
© Scrivetemi Presto / Write me Soon
§ 19 March 1914 § Happy Birthday to You, my dears Brothers Luigi and Enrico.
Siam fieri e siam forti per cacciare l’invasor.
“ ANDATECI VOI IN RUSSIA CON UNA BREDA 1930!”
La mitragliatrice Breda Modello 30, classificata allora fucile mitragliatore, fu dal 1931/32 fino al 1946 (negli ultimi 3 anni relativamente alle unità di fanteria destinate al servizio di sicurezza interno) arma collettiva della squadra fucilieri del regio esercito.
Il principio di funzionamento era basato sul corto rinculo della canna solidale all'otturatore, il quale era di tipo rotante a tenoni di chiusura contrapposti. In teoria tale schema meccanico era logico e funzionale, ed era adottato da numerose altre armi coeve, ma la Breda lo realizzò con tolleranze così ridotte che bastava un niente (sabbia, fango, gelo ecc) perché si inceppasse e l'arma aveva bisogno di costante manutenzione. In più, il caricamento era a caricatori di soli 20 colpi, perdipiù stranamente concepiti (non erano estraibili ma andavano riempiti con apposite lastrine) il che non consentiva un'autonomia di fuoco elevata; anche le cartucce erano di tipo speciale, identiche a quelle dei fucili Carcano 91/38 ma più potenti (per rafforzare il rinculo e favorire il funzionamento della meccanica) e spesso i soldati confondevano le munizioni sul campo: la fama di scarsa affidabilità del Breda mod. 30 deriva anche dal fatto che veniva spesso inconsapevolmente caricato con le cartucce da fucile, che non garantivano un rinculo sufficiente a muovere il meccanismo. Viceversa i militari che erroneamente sparavano le cartucce destinate al Breda nei fucili Carcano 91/38 ne ricevevano un violento contraccolpo.
Oltre a ciò, le numerose sporgenze presenti erano di notevole impaccio per il movimento tra la vegetazione, perché tendevano ad agganciarsi a tutto quello che incontravano.
Vi erano anche altri difetti principali del Breda Mod. 30 che nel complesso, ne fecero un'arma piuttosto insoddisfacente:
La mancanza di un qualsiasi appiglio o manico per il trasporto, che considerato il suo peso e le sue particolari proporzioni sarebbero stati indispensabili: in combattimento il tiratore doveva per le necessità di movimento portarsi a braccio o sulla spalla l'arma spesso rovente; La lubrificazione delle munizioni prima di essere spinte e introdotte dall'otturatore in camera di scoppio, al fine di favorire e aiutare l'estrazione del bossolo spento a partenza del colpo avvenuto. L'olio in alcuni teatri operativi come quello dell'Africa settentrionale o quelli glaciali russi, aveva la cattiva fama di trattenere sabbia, polvere oppure, con le temperature parecchio sotto lo zero, tendeva a solidificarsi, bloccando e pregiudicando sovente l'affidabilità dell'arma;
Una Moto Guzzi "Alce" del Regio Esercito nel 1941 in Jugoslavia, armata con un mitragliatore Breda mod. 30 montato sul manubrio. L'arma equipaggiava di frequente le motociclette e le motocarrozzette militari italiane, dando un certo volume di fuoco alle pattuglie motorizzate. Il tempo impiegato per caricare l'arma. Il tiratore doveva aprire il caricatore fisso, girarlo in avanti in linea con la canna verso la sua volata, inserire la lastrina contenente i 20 colpi, ritrarla dal caricatore energicamente, priva dei suoi colpi e richiudere il caricatore: ciò portava a un volume di fuoco pratico o celerità di tiro molto basso. Inoltre le lastrine erano delicate e facilmente danneggiabili.
#ricerca
Alle sette del mattino del 18 settembre del 1957 a San Giuseppe del Cairo in provincia di Savona, un Lancia Esatau modello B perse il controllo e invase la carreggiata opposta. In quel preciso momento Luigi era in viaggio per Torino a bordo della sua Fiat 500. Lo scontro fu fatale.
Un Esatau primo tipo fu citato dai giornali dell'epoca per essere stato coinvolto nell'incidente stradale nel centro di Roma in cui perse la vita Fred Buscaglione, nel 1960. ( nella foto )
Nel 1947 vede la luce l'Esatau 864, la prima versione, ancora a cabina arretrata (i cosiddetti "musoni"), mentre per il trasporto persone occorre attendere il 1949 quando nasce l'Esatau V11 con motore a sogliola posto a sbalzo sull'avantreno. Nel 1957 nascono, nell'ambito di un rinnovamento della gamma, l'Esatau B per le merci e l'Esatau 703 (autobus); questi ultimi invece presentano il nuovo tipo di cabina sopra il motore.
Per quanto riguarda l'Esatau B, era dotato di un motore sei cilindri in linea (da cui anche il prefisso "Esa" che caratterizza i vari modelli Lancia del periodo che trova la sua maggiore espressione nell'Esagamma) di 8.867 cm3 con 150 cv di potenza. La frizione era dotata di servocomando mentre il cambio aveva il riduttore e la preselezione. Esteriormente presentava un parabrezza ancora diviso in due parti e la guida, come usuale ai tempi, era destra.
La portata era di 8.000 kg e la pendenza ufficialmente superabile era del 34%.
Il Lancia Esatau è un modello di autocarro prodotto nel dopoguerra dalla divisione Lancia Veicoli Industriali nello stabilimento di Bolzano.
Il Lancia Esatau poteva essere usato anche come bisarca e come mezzo da cantiere.
È stato anche adattato ad autobus e venne utilizzato dalle maggiori aziende di trasporto pubblico italiane come ATM e ATAC. Dal suo telaio vennero tratti anche modelli di filobus.
(Self)portrait is not a selfie.
1944 ca.
monozygotic twins
Some movies seen by Enrico in 1933
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