ti presterei il mio cuore per farti sentire quanto ha sofferto, quante volte è stato rotto e ricomposto a casaccio, perché non avevo tempo per prendermene cura.
ci sono stati giorni in cui mi alzavo dal letto solo perché dovevo e, lo facevo piangendo
a volte mi capitava di scoppiare a piangere in macchina con mia mamma
c’era una parte di me che diceva “parlane con lei, ti puoi sfogare”, ma avevo paura che pronunciare le frasi nella mia testa e dare sfogo ai miei pensieri, mi facesse stare peggio
così mi sfogavo da sola: ero anche brava a rincuorarmi
a volte mi ripetevo frasi del tipo “Sara ci sei già passata, lo sai che starai male per un po’, andrà tutto bene”
mi ripetevo sempre che il tempo sistema ogni cosa, ma non è vero, è iniziare a risolverle che le sistema
così ho fatto la cosa che più mi sembrava giusta in quel momento: sono andata via
piano piano ho ricominciato a dormire di notte, a sentire meno quel nodo allo stomaco
ho ripreso ad uscire con le mie amiche, a divertirmi
e lentamente, proprio loro, lavavano via la mia tristezza
la vita è andata avanti e nel frattempo mi sono anche innamorata: è stato difficile aprire il cuore ad una persona
ma lui era fresco, genuino, lo è tutt’ora
il problema è che sono ancora tutta scombinata, tenuta insieme da due pezzi di scotch malandati, priva di pazienza e spesso con poca voglia di fare
è che a me piacciono da morire le cose semplici, ma poi a chi non piacciono?
ad esempio mi piace ritardare la sveglia e avere l’illusione che quei 10 minuti in più di sonno mi facciano essere più riposata durante la giornata
mi piace l’odore di caffè, in particolare quello a casa di mia nonna, perché mi ricorda nonno
però odio il retrogusto amaro, consapevole del fatto che iniziare la giornata senza caffè mi rende terribilmente rincoglionita
quindi lo prendo lo stesso.
mi rendo conto che spesso cerco la strada più semplice per affrontare la quotidianità: non mi piace il caffè, ma senza non mi sveglio. non ho mai voglia di truccarmi, ma senza trucco mi vedo sfatta. è noioso passare giornate sui libri, ma voglio laurearmi.
che poi forse non è la via più semplice, ma quella che in fin dei conti sembra la più giusta.
non lo so se tutti riconoscono le proprie fragilità, ma io le vedo ogni giorno da che ne ho memoria.
conosco i miei punti deboli e spesso cerco di renderli punti di forza
ma altre volte non ne ho proprio voglia.
secondo me perché cambiare e affrontare le situazioni è davvero difficile
oggi ho avuto dovuto riesumare un ricordo dal passato parecchio traumatico, è stato difficile affrontare nuovamente quelle emozioni
farlo davanti al mio ragazzo è stato ancora più traumatico.
ho notato che tutte le persone del mondo si dividono in due grandi categorie: chi parla di tutto e chi invece parla del necessario.
io rientro nella prima categoria, ma ci sono alcuni argomenti per i quali vorrei far parte della seconda.
vorrei sapere chi ha il tempo di superare tutti i traumi.
se ci pensi è come stare alla guida, devi prestare attenzione a tutto ciò che ti sta intorno: l’anziano che attraversa le strisce pedonali, il bambino che gioca a palla, il semaforo diventato improvvisamente rosso, cambiare le marce, far caso ai pedali, guardare gli specchietti, prendere la corsia giusta.
in questo senso, di certo non puoi focalizzarti più di 5 secondi a guardare gli specchietti prima di cambiare corsia. è tutta questione di tempistica: rapida, veloce e sicura.
questo vale anche nella vita. la quotidianità è scandita da impegni, concentrazione, lavoro, studio, famiglia, amici, faccende. davanti a situazioni traumatiche, a discorsi pesanti, non c’è il tempo di metabolizzare, di riflettere, di fermarsi.
se guardo per 10 secondi lo specchietto retrovisore, probabilmente poco dopo mi ritrovo contro un muro.
se mi fermo più di un giorno a riflettere, sono indietro con la tabella di studio per l’esame, con la relazione di tirocinio, spendendo meno tempo per gli affetti o per gli altri impegni.
quando ero a pezzi, esattamente un anno fa, non ho avuto il tempo di rimetterli insieme. riflettevo nei tempi morti, nelle sere passate a casa, prima di dormire e appena sveglia. pensavo a come andare avanti solo nei momenti che non avrebbero compromesso tutto il resto e, erano davvero pochi.
quindi, per concludere questo monologo interminabile, il tempo non sistema le cose solo perché non ce n’è, perché le occasioni sono poche in questa vita frenetica, perché non c’è pace per disinfettare le ferite.
ma possiamo trovare qualcuno con cui unire i tempi e duplicare le opportunità di sentirci vivi, anche solo per un secondo.