Secondo giorno in seconda media, quella ragazza nuova venne a scuola. Sì quella che era in ospedale. Era magra, alta più o meno quanto me, aveva degli occhiali enormi, una felpa larga, pantaloni aderenti e un cappellino di lana in testa. Non alzava mai le maniche della felpa, si sedeva al primo banco, vicino la lavagna. Non parlava con nessuno, proprio come me, non girava mai lo sguardo, fisso alla lavagna; appena era entrata in classe ho notato il suo sguardo perso e nei suoi occhi mi sono persa anch’io, erano verdi, stupendi. Arrivò la ricreazione, lei prese un libro dal suo zaino e uscì dalla classe. La seguì di nascosto, andò nel giardino della scuola, si sedette per terra, vicino un albero. Andai lì, vicino a lei, gli chiesi se potevo sedermi lì accanto a lei, mi guardò per un po incantata e dopo mi disse di sì, sorrisi e mi sedetti vicino a lei. Sembrava avesse paura di qualcosa, restava lì a leggere con le cuffiette alle orecchie, io la fissavo, ogni tanto mi guardava sorridendo e continua a leggere. Un ciuffo di capelli usci fuori posto e lo aggiustò, aveva una fascia sul braccio, gli chiesi che ci faceva in ospedale, mi guardo incantata, dopo un po mi disse perché gliel’ho chiesto e risposi che avevo visto quella fascia che non mi convinceva e che era strano che rimaneva sempre da sola. Parlammo finché la campanella della ricreazione non suonò. Mi disse che i suoi genitori erano separati e suo padre la picchia, a casa deve fare tutto lei non c’è nessuno e viene anche maltrattata se sbaglia. Avevo capito cosa si nascondeva dietro quella fascia; torniamo in classe e ci sediamo tutti al nostro banco, tranne quella ragazza, si siede dietro con me, tutti la guardavano strano. La professoressa con uno schiocco di dita attirò l’attenzione di tutti gli alluni e incominciò la lezione; questa ragazza che si era seduta vicino a me, mi scrisse “Mi chiamo Simona,ho notato i tuoi tagli e volevo dirti che ti capisco.”, quando lessi quel messaggio avevo le lacrime agli occhi, l’avevo immaginato che fosse un’autolesionista, ma speravo di no. Risposi a quel messaggio scrivendoli “Mi dispiace che anche tu abbia dei tagli..spero che riuscirai a uscirne” e rispose scrivendo “Anche tu! Senti, ti va di diventare amiche? Saresti la mia prima amica. L'amicizia durò parecchio tempo,fino a che..”