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@shadowofablackwolf
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L’attuale situazione familiare e personale mi logora, svuota e rende apatico.
Che mestizia, questa pesantezza d’animo non vuole lasciarmi in pace; tengo ben stretto il ricordo dell’incontro con A, finora è l’unica soddisfazione nonché attimo di pace del 2026 per non parlare dell’ultimo anno in generale.
Non devo permettere alla parte malsana di me stesso di precludere momenti belli, conoscenze positive, nuove esperienze ed emozionarmi.
Nonostante i problemi, la situazione lavorativa ed economica, merito anch’io di stare bene e unire il cuore ad un altro coltivando ogni giorno il legame.
Da adolescente non ero interessato alla psicologia quanto oggi, infatti mi limitavo ad andare dalla psicologa. Con il passare del tempo e i miglioramenti, poco alla volta iniziai ad approfondire, porre più attenzione e ascoltare con un piglio diverso.
Successivamente arrivò il momento di curiosità relativo alla psicologia criminale, alle storie dei serial killer e delle persone comuni, anche se a dire il vero gettai le basi ai tempi del liceo mentre leggevo i libri gialli/polizieschi.
Peccato che la scintilla non scattò quando ero più giovane e avevo la possibilità economica per pagare l’università, niente spese extra né obbligatorie, oltre al maggiore tempo a disposizione.
Ahimè la morte di mamma, 18 giorni dopo aver compiuto 15 anni, fu devastante e persi del tutto la voglia di vivere. Se avessi reagito forse sarebbe andata diversamente.
In the Land of Lupines by Marina Murashova
Walking along a road on a warm morning looking at land, July 2020
Tipico delirio di mia sorella
La scorsa settimana mentre facevo la doccia suona il/la postino/a, a casa c’era anche mia sorella che come al solito non ha risposto. Nella cassetta postale trovo l’avviso di giacenza a nome di nonna, a quanto pare non posso programmare la riconsegna e quindi munito di certificato di morte verso le 17:30 di oggi mi sono recato all’ufficio postale.
Arriva una doccia fredda, ma non piacevole: l’operatore allo sportello mi dice che serve l’atto notorio che attesta chi sono gli eredi, inoltre questi ultimi devono delegare me per il ritiro. Ahimè un’erede ha un’amministratrice di sostegno che, da brava stronza, non collabora mai e mette i bastoni tra le ruote oltre ad essere arrogante.
Parlo con mia sorella e scoppia il finimondo: urla, mi insulta e inveisce contro definendomi fallito, testa di cazzo, nullità, femminuccia perché non ho insistito allo sportello, merda e cosi via, il tutto mentre lanciava cose e sbatteva. Io ho risposto a tono, perché non le tollero le persone così, lei continua imperterrita e aggiunge “Domani vai al municipio” con tono di comando poco piacevole; ad un certo punto sbotto e replico dicendo “Sempre io qui, io lì, muovi il culo per una volta e vai tu. Quando ti servo non dici nulla, ma alla prima occasione mi tratti a pesci in faccia”, al che si giustifica con il sempreverde “Io ho da fare”.
Quando torno a casa dopo avere fatto la spesa, come se nulla fosse, viene verso di me tranquilla e dice: “Dobbiamo comprare un fornello da campeggio”, questo perché fino al 29 mattina non potremo usare il gas a quanto pare. Io le rispondo un po’ stizzito: “Vedi tu, fai come ti pare.” Si è alterata e mi ha insultato di nuovo. Io ho replicato dicendole che sa fare solo questo.
Con lei avere un dialogo è impossibile se non sei d’accordo. Ditemi voi se è normale una che si comporta così, pensa sia tutto passato in men che non si dica e se reagisci apriti cielo.
by Adrian Swancar
3 months plus to go but you know don’t lose sight of it!
L'incontro del 9 giugno con A lo conservo come una reliquia preziosa, d’altronde è stato un efficace "soffio di vita”.
Avere conosciuto una persona affine, semplice e introspettiva in un momento buio segnato dalle difficoltà tra i due ricoveri di nonna, la sua morte, il funerale, la visita al cimitero per portarle un pensierino, dimostra che il mio cuore è vivo e sa ancora provare delle emozioni positive. Non è più incatenato e sofferente come prima, laddove sembrava solo capace di sanguinare e lacerarsi.
Spesso tendiamo a pensare che il dolore ci abbia spenti, senza una via di fuga, poi però succede l’impensabile e improvvisamente ti accorgi che sei ancora capace di emozionarti, provare curiosità, desiderare con speranza e sorridere.
Mi ha riportato in superficie, più leggero di prima, pertanto non posso fare a meno di rivivere questo ricordo con positività riguardo ad eventuali prossimi incontri.
Spiegare a parole cosa si prova quando tra due persone c’è una forte connessione mentale è difficile, bisogna viverlo in prima persona e lasciarsi trasportare dal fiume di energia positiva, benessere e stabilità, che prima ti aiuta a dimenticare momentaneamente i problemi e poi ad affrontare meglio la quotidianità.
In un mondo colmo di cattiveria gratuita, invidia e prepotenza, cercare gioia nelle piccole cose è un toccasana, perché ti fa stare bene e semina positività oltre a determinazione nel non volersi arrendere a una società che funziona al contrario.
Pensare all’incontro positivo e profondo con A mi fa compagnia nei momenti più tranquilli, dà speranza nonostante sia passato più di un mese e alleggerisce il cuore.
Passare del tempo con una persona affine è importante, serve anche come “analgesico” in un mondo che spesso è cattivo in modo gratuito.
Non rinuncerei mai ad una connessione positiva per della frivolezza, falsità e relazioni superficiali.
by Thomas Marquize
Ieri ho passato un venerdì tranquillo: prevalentemente a casa, per poi uscire nel tardo pomeriggio e andare a fare la spesa.
Successivamente ho salutato la proprietaria del solito negozio, la quale era in compagnia di una signora giapponese che indossava lo yukata e le stava insegnando a creare gli origami.
Per concludere al meglio la serata, oltre a rilassami, ho mangiato la pizza e le patatine in tranquillità. Un rituale semplice, ma utile a staccare per un attimo la spina da tutto.
Approfitto della quiete della casa e l’assenza di mia sorella.
La voglia di rivedere A è ancora presente, ma sono consapevole che servirà tempo, perché fa più caldo rispetto al 9 giugno e ciò le toglie energia. In generale non ama uscire spesso né andare al mare e preferisce i luoghi tranquilli. La capisco perfettamente!
Certo, mi è capitato di pensare “Chissà se qualche volta ha rivissuto mentalmente il nostro incontro piacevole”, credo sia normale e l’attesa non è un problema.
Da adolescente non ero interessato alla psicologia quanto oggi, infatti mi limitavo ad andare dalla psicologa. Con il passare del tempo e i miglioramenti, poco alla volta iniziai ad approfondire, porre più attenzione e ascoltare con un piglio diverso.
Successivamente arrivò il momento di curiosità relativo alla psicologia criminale, alle storie dei serial killer e delle persone comuni, anche se a dire il vero gettai le basi ai tempi del liceo mentre leggevo i libri gialli/polizieschi.
Peccato che la scintilla non scattò quando ero più giovane e avevo la possibilità economica per pagare l’università, niente spese extra né obbligatorie, oltre al maggiore tempo a disposizione.
Ahimè la morte di mamma, 18 giorni dopo aver compiuto 15 anni, fu devastante e persi del tutto la voglia di vivere. Se avessi reagito forse sarebbe andata diversamente.
Ora mi sono sdraiato un attimo prima di passare l’aspirapolvere. Penso a quanto vorrei che A fosse qui, sento la mancanza di quelle sensazioni positive e voglio immergermi di più nel suo mondo per scoprire ulteriori dettagli.