Metticci un quatrato
immagine di Luca Caruso.
Per ricordare uno dei pilastri del design che ha creduto intensamente nel corso di Laurea in Disegno industriale della città di Palermo e nei suoi studenti.
Ciao Prof. Michele Argentino
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Metticci un quatrato
immagine di Luca Caruso.
Per ricordare uno dei pilastri del design che ha creduto intensamente nel corso di Laurea in Disegno industriale della città di Palermo e nei suoi studenti.
Ciao Prof. Michele Argentino
Handmade week-end a Palermo
Bestie di La Claque: multistrato, vecchi giocattoli, smalto acrilico.
Designer: Salvatore Portella
Una due giorni a Palermo interamente dedicata al fatto a mano, un week-end che vede anche Palermo aperta all'autoproduzione, parola tanto sentita in questo periodo, che ha iniziato a dilagare con una certa intensità anche sull'isola.
Presso lo spazio Trentasei ArchiArte, in via XX Settembre 36, a Palazzo Dato oggi e domani dalle 17.00 alle 00.00, rigorosamente ad ingresso gratuito interessanti esposizioni di oggetti autoprodotti.
Presenti all'evento acnhe gi amici di "la claque", gruppo indipendente che si occupa di grafica, prodotto autoprodotto e abiti vintage. A questo link trovate un breve spot che "la claque" ha realizzato appositamente per il week-end
https://www.facebook.com/photo.php?v=142102425934154
...godetene voi che siete in isola!!!
'A Stasciuni / La Stagione
In Sicilia così chiamiamo l'estate, quasi a voler fondere in una sola parola il concetto che l'estate è la stagione per antonomasia.
Aria siciliana di scirocco
Non è più domenica, ma questa resta sempre una lunghisisma notte di scirocco che imperterrito continua a soffiare da questa mattina fino ad ora, senza tregua.
Caldo, fin troppo caldo, che a stento riesce a far prendere sonno. Un caldo che fa girare e rigirare nel letto nella speranza di trovare un angolo dove riesca a passare almeno un filo d'aria. Data l'insonnia dovuta alla calura di questa notte, il brano di Giuni Russo e Franco Battiato sembra essere particolarmente adeguato alla situazione.
Strade parallele descrive perfettamente lo scenario di una giornata di caldo afoso, così calda da impedire il riposo e attimi di riflessione. Racconta la storia di due amanti, che cantano ognuno la propria solitudine proprio nel corso di una domenica tormentata dal caldo. I due amanti sono distanti, qualcosa impedisce loro di vedersi ma proprio quel non vedersi, fomenta forse questo amore non detto al contempo così profondo da non concedere una stregua dagli stesis pensieri. Intanto, i due continuano a godersi la propria solitudine nel corso di una domenica tormentata che solo qualche schizzo d'aqcua di fontana può rendere sopportabile.
Strade Parallele
http://grooveshark.com/#!/s/Strade+Parallele+con+Franco+Battiato/2gw7D4?src=5
Fora nan si pò stari Pi ffari un pocu 'i friscu Mettu 'a finestra a vanedduzza E mi vaju a ripusari Ah! Ah! 'A stissa aria ca so putenza strogghi 'u mo pinzeri Ah! Ah! 'U cori vola s'all'umbra pigghi forma e ti prisenti nan pozzu ripusari. 'U suli ora trasi dintr'o mari e fannu l'amuri 'un c'è cosa cchiù granni tu si la vera surgenti chi sazia i sentimenti Ah! Ah! 'A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta Ah! Ah! 'U cori vola sintennu sbrizzi d'acqua di funtana 'ndo mo' jardineddu mi piaci stari sula. Ah! Ah! 'A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta Ah! Ah! 'U cori vola sintennu sbrizzi d'acqua di funtana 'ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu mi piaci stari sula.
Testo di Giuni Russo (1951-2004) Musica di Maria Antonietta Sisini Interpretata assieme aFranco Battiato Album: Se fossi simpatica sarei meno antipatica (1994)
Immagine: Secca campagna siciliana, foto di Fabrizio Costa 29.08.2011 alle 15:47, Licenza: , Location: Borgo Petilia - Caltanissetta (CL), foto tratta da www.fotocommunity.it
Influssi linguistici #3
Particolarmente stupita dall'interesse che ha suscitato il post sugli influssi di lingua araba nel dialetto siciliano, vi invito a continuare ad aggiungere termini oltre a quelli proposti nei singoli post. Queste brevi liste di parole vogliono solo essere uno spunto di riflessione sull'intricatissima e stratificata cultura siciliana.
Dopo i greci e gli arabi tra il settecento e l'ottocento arriva anche l'influenza francese nella moda e nella cucina che s'impone sull'isola con diversi vocaboli che entrano anche in questo caso, nell'uso comune.
Di francese:
arreri (di nuovo) -areire (francese arriere)
baghiu (cortile) -baille
burgisi (proprietario terriero) -borges
curtigghiu (cortile) -courtil
fausu (falso) -faus
fumeri (stallatico) -femier
jazzu (giaciglio) -jas
munzeddu (mucchio) -moncel
muzzu (mucchio) -muz
purritu (fradicio) -poirrit
racina (uva) -razin
scagghiuni (dente canino) -ecaillon
trunzu (torsolo) -tronce
troffa (cespo) -troffe
Baglio di Scopello, provincia di Trapani
Influssi linguistici #2
Gli arabi trasformarono l'isola rendendola il giardino del Mediterraneo ed un centro culturale ed artistico di grande rilevanza. La cultura araba e soprattutto l'arte araba hanno lasciato opere notevoli e di queste molte sono di età normanna, basterrebbe fare un giro per le vie del centro storico della città di Palermo per apprezzarle nei vicoli, tra una bancarella del pesce ed una di frutta.
Non sono poche le voci lasciate dagli arabi nel dialetto siciliano anche se molte di esse passarono nel siciliano indirettamente tramite la lingua spagnola, di seguito ne abbiamo selezionate alcune, forse tra quelle più di uso comune anche oggi.
Dall'arabo:
allallatu (perduto nella visione di Allah) -Allah
azzizzatu (ornato) -aziyz
balata (lastra di pietra) -balat
cafuddari (picchiare) -kaff (palmo della mano)
falari (grembiule) -fadla
giuggiulena (sesamo) -giulgiulau
milinciana (melenzana) -badingian
taliari (guardare) -tala'a
zibibbu (uva) -zabib
Chiesa di San Cataldo, Palermo.
Influssi linguistici #1
Apuleio nel secondo secolo dopo Cristo definì i Siciliani triglotti, secondo lui i Siciliani usavano tre lingue: la greca, la latina e la punica dei Cartaginesi i quali occuparono per un certo periodo buona parte dell'isola ma non vi lasciarono tracce rilevanti della loro lingua.
In questa serie di post Siculisiamo darà spazio agli influssi linguistici che hanno caratterizzato il dialetto siciliano nel tempo, mostrando alcuni termini dialettali con la rispettiva traduzione in italiano e il riferimento alla radice o alla parola dalla quale derivano. Persistono elementi linguistici di origine francese, spagnola, araba, greca e nel corso dei nostri post verranno messi in risalto.
Il greco ritorna ad essere la lingua principale e forse l'unica nel 535 quando il generale Belisario conquista l'isola. L'uso della lingua greca andò certamente oltre questa data e i suoi influssi sono ben riconoscibili ancora oggi in molte parole del dialetto siciliano.
Dal greco:
arrassari (allontanarsi) -rasso
ammàtula (invano) -matau
mustazzu (baffi) -mystax
nicu (piccolo) -nikos
timugna (grosso covone di grano) -themonia
tuppuliari (bussare) -typo
strummula (trottola) -strobos
Valle dei templi di Segesta, Trapani.
non cerco don pè o zu saru
A venti anni dalla strage di via d'Amelio a Palermo del 1992, di carattere terroristico-mafioso, in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta, Siculisiamo non può fare a meno di denunciare e ricordare, "a suo modo", l'accaduto.
Il progetto editoriale non cerco don pè o zù saru, raccoglie l'intervista inedita a noi rilasciata da Michele Presipino, magistrato che si è occupato dell'arresto di Bernardo Provenzano ed è nato durante il laboratorio di comunicazione I tenuto dal docente Leonardo Sonnoli nel 2011 presso lo IUAV di Venezia.
non cerco don pè o zù saru è il progetto di una cesura nel tessuto continuo dello show, un lapsus nel registro retorico ad alta tensione di una rivista scandalistica. Per consentire ad una voce di essere ascoltata nel frastuono è necessario interrompere il circolo vizioso di una battaglia al rialzo dei toni: è necessario affrontare la questione in senso etico, in senso radicale.
Dice Prestipino nell’intervista a noi concessa: «il pericolo che io vedo in determinati modi di comunicare la questione mafia/antimafia è quello di far diventare tutti tifosi, di far trasparire l’immagine epica di uno scontro tra un manipolo di eroi che vanno protetti, difesi e sostenuti, e dall’altra parte tutto il resto del mondo. [...] bisogna stare attentia non cadere in questo vizio della comunicazione, quest’ultima deve essere funzionale a creare organizzazione, non a fare schierare».
Il libro si inserisce all’interno di una rivista di gossip, come fosse un virus, per sensibilizzare il lettore a tematiche critiche e quotidiane.
Wim Wenders e Palermo
"Dopo aver trascorso a Palermo la maggior parte dell'anno passato, sono felice di poter tornare così presto in questa città immaginifica, che in questo periodo ho davanti agli occhi ogni giorno, sebbene solo sull'Avid nella mia sala di montaggio.
Mi sembra quasi di affrontare un singolare viaggio nel tempo, che parte da Berlino, dove mi ritrovo quotidianamente a girare per Palermo, e arriva a Palermo, dove vengono presentati i miei film, alcuni dei quali sono ambientati a Berlino...
A noi cineasti piace pensare di intraprendere ad ogni film un nuovo percorso, e la mia unica fobia è sempre quella di ripetermi in qualche modo. Ma proprio quando ci confrontiamo con i nostri film passati, che nel mio caso risalgono fino a 35 anni fa, ecco che ci troviamo di fronte ai nostri stessi trucchi e ci accorgiamo che, così come anche nel caso di tutti gli altri registi che abbiamo ammirato, il numero delle storie che ognunodi noi porta con sé non è infinito, ma limitato. Così come limitata e parziale è la visione del mondo.
Con sollievo ci si rende conto che questa non è qualcosa di cui vergognarsi, finchè non si inizi deliberatamente a ripetersi e ad ammirare se stessi. Trovo che sarebbe insopportabile realizzazre film e raccontare qualcosa solo perchè si sa come si fa.
Per questo noterete che alcuni temi si ripropongono sotto diverse forme all'interno dei miei vecchi film.
Una ricerca di significato, di amore, di identità. Una particolare predilezione per la musica. Una certa irrequietezza, una voglia di viaggiare, una certa nostalgia...
Non appena penso a Palermo mi viene subito voglia di tornarci."
Wim Wenders, Appunti di un viaggio, Palermo 2008
Ferdinando Scianna #2
Ibla, 1987.
http://www.youtube.com/watch?v=SaKcbGMdKuE
Ferdinando Scianna #1
(riflessioni personali= disio.)
Post - Appuntamento in laguna #1
Eccovi alcune immagini di giovedì 5 luglio scattate durante il terzo evento SM Venezia Art Paper Beer, al quale hanno partecipato Edizioni Lucky Shoes e i ragazzi del workshop autogestito DIY con le loro fanzine autoprodotte. L'evento ha messo in mostra i lavori di tutti gli studenti che hanno preso parte al workshop autogestito di quattro settimane, che la docente Dolejova ha seguito da tutor, presso lo IUAV di Venezia. Inoltre per l'occasione, è stata presentata l'ultima fanzine progettata da Edizioni Lucky Shoes che raccoglie i dieci lavori selezionati tra quelli sviluppati durante l'intero periodo del workshop. La selezione dei lavori ha reso possibile la realizzazione di un manifesto che mostra gli alfabeti, rigorosamente fatti a mano dai ragazzi, con i quali è stato scritto "Lucky Shoes" venduto in allegato alla fanzin che racconta qualcosa in più sulle lettere che compongono la scritta presente sul poster. Strumenti di lavoro, frasi di riferimento, concept, immagini, frame, il mondo delle lettere raccontanto oltre le lettere stesse.
http://edizioniluckyshoes.tumblr.com/ http://www.flickr.com/photos/81757218@N06/ http://dothefanzineyourself.tumblr.com/
foto di Stella Morelli
Appuntamento in laguna #1
Siculisiamo è sempre aperto ed attento a quello che accade nelle città dove vive...Giovedì 5 luglio tutti al SuperMarket Venezia a sbirciare fanzine, ascoltare musica e a dibattere sul dilagante interesse per la publishing art che sta invadendo letteralmente la laguna in questo periodo!
RING THE BELLS!!!
Leggi l'intero post su Branchie http://www.branchie.org/item/supermarket-3.html
Sbircia anche le pagine dedicate a SuperMarket Venezia e Edizioni Lucky Shoes
https://www.facebook.com/supermarketve
http://supermarketvenezia.tumblr.com/
http://www.flickr.com/photos/81757218@N06/
Echi di Sicilia #3 - Vittorio De Seta - Isole Di Fuoco - Documentario 1954
Questo è l'ultimo post, almeno per adesso, dedicato allo straordinario lavoro di ricerca e mantenimento della memoria storica della Sicilia, che Vittorio de Seta ha portato avanti negli anni cinquanta. Questa volta, dopo aver elogiato le coste, il mare e la pesca della Sicilia, non rimaneva altro che mostrare la veemenza del fuoco e della lava che scorre nelle viscere della terra delle isole Eolie, visibili ad occhio nudo dalle coste siciliane, quando il cielo è terso. Il fuoco che costringe gli abitanti a spostarsi verso il "continente", poco a poco, in una lunga migrazione, è la causa dell'abbandono di quella terra, così aspra e brulla ma non per questo meno incantevole.
http://www.youtube.com/watch?v=zLpTAn8_lMw
Echi di Sicilia #2 - Vittorio De Seta - Contadini del mare - Documentario del 1955
Continua anche oggi la breve parentesi sui documentari di Vittorio de Seta, che con carattere antropologico descrivono i ritmi di una vita isolana.
Una vita scandita dal sorgere e dal calar del sole, da una rete buttata a mare nell'attesa che qualcosa resti intrappolata nella sua fitta trama.
http://www.youtube.com/watch?v=0egtbAOad3k