Qual’è il limite che divide quella che viene definita una buona azione, spontanea, quasi naturale, da una azione che svolgiamo per nostro interesse?
Esistono due tipi di persone, quelle che risponderebbero: le buone azioni esistono e sono quelle che svogiamo per il piacere di farle senza volere nulla in cambio.
E quelle che leggendo questa domanda, iniziano a riflettere, e come me cercano di trovare questo limite, questa sottile linea che le divide. Poiché non per forza dobbiamo pensare di avere un doppio fine nel momento in cui facciamo del bene poiché questo doppio fine potrebbe non essere chiaro nemmeno a noi stessi.
Quindi la differenza tra una buona azione e una svolta per nostro interesse, sta nel poter riconoscere se l’azione che stiamo per svogere avrà un doppio fine esplicito, quindi ad esempio lasciando prendere l’euro all’uomo di colore che metterà il nostro carrello apposto eviteremo che questo la prossima volta ci infastidisca.
E il doppio fine implicito ovvero: lasciargli l’euro poiché sarà bello aiutare qualcuno, ma a nostra insaputa ci farà apparire migliori ai nostri occhi.
@sigmose
















