Se Arnaldo va in trasferta a San Mariano di Perugia "Un Sindaco serio ci serve" scherza e ride Matteo Renzi dal palco del Bing Bang quando accompagna Lorenzo Guerini, emozionato nell'iniziare il suo intervento applauditissimo. E basta forse quella battuta del 2011 per comprendere il rapporto che può esserci tra il Premier e il suo alleato più importante, perché complementare. Renzi detta il passo, Guerini accompagna tutti verso l'obiettivo. Come Berlusconi con Gianni Letta, ma più concreti. Come Bossi e poi Salvini con Giancarlo Giorgetti, ma più solidi per via di una forte esperienza amministrativa comune. Come oggi la maggior parte dei sindaci della Lega Lombarda, guidati da Grimoldi e Malanchini, prova a fare con Roberto Maroni e la sua Giunta. Così come sempre accade dopo l'ennesimo slancio dialettico del Premier verso l'opposizione interna, Renzi scherza e accompagna con una battuta l'arrivo di Guerini all'assise di Roberto Speranza a Perugia:" tanto noi abbiamo l'Arnaldo Mariano". Toccherà a San Mariano, un comune vicino Perugia appunto, guidare la pacificazione dopo la fuga in avanti di Renzi sulla storia recente dell'Ulivo. E come potrà fare l'ex sindaco di Lodi che non si arrabbia mai e che avrà certo pigramente sbuffato nel leggere le dichiarazioni dell'amico e la risposta di Bersani? "Altro lavoro per me" avrà potuto pensare nel suo giorno di riposo... Ma Guerini non è solo: incassa già da qualche giorno un giudizio chiaro proprio da Roberto Speranza, con il quale, capogruppo o no, sono stati superati diversi passaggi delicati: "Alle elezioni noi stiamo ovunque con il simbolo del PD, su questo non ci piove". Messaggio chiaro per Bassolino e quei pochi che pensano ci sia un futuro a sinistra fuori dal partito di maggioranza, ma non solo: la solidarietà all'interno della comunità PD e delle generazioni più giovani, non è assente. E in politica questo è fondamentale. È bene che Massimo D'Alema ne prenda atto e ne gioisca perché per lui e la sua generazione non è stato così. Guerini non è solo. Lo accompagna un'uscita chiara del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che parafrasando Macaluso "un riformista insieme al popolo non ha nulla da temere", dice chiaramente: "di primarie se n'è parlato troppo, mi vergogno per tutti, leggiamo da giorni paginate di sciocchezze mentre la notizia dei nostri concittadini senza lavoro passa in secondo piano". E ancora Guerini non è solo quando nello stesso giorno delle esternazioni di Renzi sugli ultimi vent'anni di vita politica, interviene a difesa delle primarie Arturo Parisi dalle pagine de Il Messaggero. Più D'Alema parla, più Bersani lo segue e più Renzi si rafforza. Lo comprende bene Pierfrancesco Majorino a Milano, leader dell'unica sinistra ex-PCI realmente ancora presente che non ci pensa proprio a farsi relegare in un angolo "chissenefrega di D'Alema scrive su Facebook, Milano deve essere la città dei diritti e su questo noi siamo impegnati". Lo sfidante di Beppe Sala alle primarie del Pd milanese interviene e chiude il cerchio proprio nel giorno in cui il candidato Sindaco finalmente ricomincia la sua campagna elettorale: " serve un cambiamento - dice Sala al congresso delle Acli - una visione originale per ricucire il centro e le periferie della Grande Milano" e trascorre la giornata prima nelle strade tra immobili degradati e poi con l'Assessore Tajani (amica di Rifondazione Comunista) ad inaugurare uno spazio di inclusione e innovazione. Anche qui l'Arnaldo, ancora non Mariano, era intervenuto 48 ore prima: "a Milano c'è un candidato Sindaco e noi siamo con lui per fare una bella campagna elettorale e andare a vincere". Per la serie basta polemiche sciocche e inconcludenti all'interno del Pd milanese, Sala vada avanti e unisca attorno a lui. Nei giorni dei dibattiti sterili per pochi addetti ai lavori, un filo solido si rinsalda tra Salerno e Milano, simboli storici e questi si mai passati, di liberazione e ricostruzione. A Lorenzo Guerini oggi, dunque, non resta che ricordare il suo intervento del 2011 al Big Bang: "vi aspettereste forse che un sindaco venga qua a dirvi che bisogna rivedere il patto di stabilità, che c'è bisogno di federalismo per i comuni, di autonomie e spazi ulteriori di protagonismo per gli enti locali, ma io invece vi dirò che se fossi Presidente del Consiglio mi occuperei dei più deboli, di chi con le lacrime agli occhi viene a dirmi in ufficio che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, a pagare l'affitto di casa o le spese condominiali, di chi è senza lavoro. Se fossi Presidente del Consiglio lavorerei sempre di più perché costoro abbiano voce e siano al centro delle politiche economiche del governo". Bersani, se ricorda, può dirsi soddisfatto di fronte al suo richiamo sui diritti sociali. E del resto il Sindaco che a Lodi tiene insieme i voti della sinistra radicale con l'innovazione delle liste civiche viaggia sulla scia del Presidente Mattarella e del Senatore Giorgio Napolitano: il primo rinuncia ad una sua indennità mandando un segnale chiaro al Parlamento, l'altro nomina Senatore a vita Renzo Piano che rinuncia pure alla sua per avviare un progetto di riqualificazione del Lorenteggio, uno dei quartieri più abbandonati di Milano da oltre dieci anni. E come potrà concludere il suo intervento Lorenzo Guerini? Potrà forse dire che una mezza verità Bassolino l'ha detta, anzi due. Che le commissioni di garanzia vanno rispettate e che si', non si emettono giudizi prima che le stesse abbiano deliberato. E che se questo è valso per lui, lo stesso deve valere per il ricorso di Valeria Valente. Il PD interverrà sulla questione delle primarie a Napoli grazie al ricorso della coraggiosa candidata e non di Bassolino: Gianni Cuperlo, che lo aveva chiesto, non potra' far finta di nulla di fronte all'esito dei garanti del partito e non solo della commissione di garanzia della coalizione a Napoli. Guerini potrà dire infine che ha proprio ragione Bassolino a rimproverare certi giovanotti (e non) sul territorio, ma non perché sono la declinazione locale del renzismo, bensì perché auto citandosi " fare politica non vuol dire spezzare e separare, ma unire la comunità attorno al proprio futuro"... Più o meno le stesse parole del Cardinale Scola nelle sue visite di questi giorni per la Diocesi ambrosiana. A questo punto a chi scrive sorge più di un dubbio... perché alcuni politici del Pd fanno lo stesso gioco di Grillo anziché dire chiaramente che la proposta di legge Guerini in Parlamento sulla trasparenza dei partiti chiude definitivamente lo strappo tra i soggetti della politica e i cittadini? Perché non diciamo chiaramente che ci vuole un'unica forma giuridica per i partiti? Perché non si vuole riconoscere che quelli che vengono accusati di essere 'rottamatori' sono in realtà quelli che stanno sanando le ferite della prima Repubblica riconoscendo dignità alla politica?