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@sime667
everything you seek through power,
love can give you tenfold.
chiunque viva
è in trappola.
Alcune idee sono così stupide che, per concepirle, ci vuole per forza una persona intelligente.
Il rapporto con chi ci ispira deve essere transitorio.
Si prende quel che serve, e poi si va.
I rischi iniziano quando ci si ferma.
L'amore vero
L'amore romantico non è vero amore, perché non ha granché a che fare con "l'altro".
La persona di cui ci innamoriamo viene valorizzata soltanto nella misura entro cui è capace di attivare immagini, sensazioni e sentimenti già presenti in noi. L'innamorato è, in questo senso, uno strumento. Un modo per ritrovare il genitore ed il senso di protezione che questo offriva, allontanare la paura della morte, tornare a sentirci "interi".
Ma non solo. Ciò che ci attrae non ha esclusivamente a che fare con i lati positivi dell'altro. Molto spesso, a pesare di più sono i lati negativi. Sono questi a presentare un'occasione unica: l'occasione di riaprire vecchie ferite, nella speranza di medicarle.
Per questo non sorprende che molti matrimoni falliscano: oggigiorno ci sposiamo per amore, e quello che chiamiamo amore è in realtà innamoramento. L'innamoramento non dura, perché non è in grado di sopravvivere a se stesso. Gli innamorati, ancora smarriti ed incapaci di produrre risposte più mature ai comportamenti nocivi dell'altro - i medesimi comportamenti per cui questo "altro" è stato scelto - si ritrovano presto nel disincanto, a volte nell'odio. Si lasciano, senza che nulla sia stato risolto. E poi ricominciano da capo, con una persona identica a quella che hanno lasciato.
L'innamoramento è un sentimento autoreferenziale, un sentimento che pone l'enfasi su noi stessi attraverso l'altro. L'amore vero, al contrario, è un sentimento che pone l'enfasi sull'altro. Che esce dal bisogno ossessivo di doversi sempre guardare dentro, e finalmente riconosce il valore di un'altra vita. L'amore vero dice: "è bello che tu esista."
sono contento
di essermi liberato dall'odio
appena in tempo.
When I was a boy and I would see scary things in the news, my mother would say to me,
“Look for the helpers. You will always find people who are helping.”
(Fred Rogers)
Non soffrire mai nessuno è il tentativo di sentirsi superiori a tutti.
La superiorità è finta. La solitudine che ne deriva, vera.
se ignori la sofferenza delle creature per l'ansia di dover lavorare, sei diventato quella persona che speravi di non diventare.
e tutto quel che scrivo,
per quanto saggio,
me lo dimentico.
la mia mente è un luogo ove nessuno,
per me,
ha compassione.
nella mia testa
si combattono battaglie
che si combattono solo
nella mia testa.
Uno dei più grandi disservizi che si possano rendere a un figlio
è farlo vergognare dei suoi errori.
Se puoi sbagliare in serenità,
quante cose impari.
quando la vita è una merda,
comprale dei fiori.
quando si dirada la nebbia
ed anziché vivere dei fantasmi che hai in testa
apri gli occhi.
"Se vuoi, puoi."
Prima credevamo in Dio, ora non più. Quel bisogno di credere pare che l'abbiamo spostato su noi stessi.
Prima il successo capitava per volontà divina. Ora capita perché "crediamo in noi stessi."
E chi vince è chi ci ha creduto per davvero, chi ci ha creduto più degli altri. Quella stragrande maggioranza delle persone, la marmaglia, che al fantomatico "successo" non ci arriva.
"Se vuoi puoi", ripetuto in questo contesto, è solo l'ennesimo modo per magnificarsi, sminuendo ulteriormente chi è già in una posizione di svantaggio.
La verità?
La fortuna conta.
La genetica conta.
Le condizioni ambientali contano.
Noi non siamo artefici del nostro destino, guardando più da vicino non esiste nemmeno un "noi."
"Se vuoi puoi" è l'ennesima balla che ci raccontiamo per sentire di vivere in un mondo ordinato, prevedibile, controllabile. La balla è necessaria proprio perché è una balla.
Qualcuno emerge. La maggior parte no. Dir loro che la loro sfortuna è loro responsabilità, che "non ci hanno creduto abbastanza", è sale sulle ferite.
Pensiamo che sentirci artefici del nostro destino ci renda liberi. In realtà ci riempie soltanto di ansia. Perché nella costruzione di questo fantomatico successo ci ritroveremo sempre soli, ed il peso della nostra sorte sarà tutto sulle nostre spalle.
Forse, se accettassimo che non tutto è nelle nostre mani, potremmo tirare un sospiro di sollievo. La sorte spaventa, l'autodeterminazione strema.
Ci consoliamo.
Ci consoliamo, pensando che chi sta male vada curato.
Che chi soffre abbia bisogno di medicine.
Che un senso di infelicità, costante come un rumore di fondo, sia un disturbo da mandare via.
Che le persone che ne soffrono abbiano qualcosa che non va.
Non pensiamo mai che, forse, queste persone hanno visto.
Hanno visto qualcosa, attraverso la loro incapacità di esistere.
Abbiano perso quel senso di illusione che ci permette di tirare avanti, giocare al gioco, stare alle sue regole.
Mangia, caga, ripeti. Sgomita per stare a galla. Riproduciti. Muori.
Perchè la vita è una cosa meravigliosa.
E se non la pensi così, sei malato.
Io sono malato.