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@simonicaascolta
Twin Peaks(1990-1991)
Solaris (1972) | dir. Andrei Tarkovsky
Science? Nonsense! In this situation mediocrity and genius are equally useless! I must tell you that we really have no desire to conquer any cosmos. We want to extend the Earth up to its borders. We don’t know what to do with other worlds. We don’t need other worlds. We need a mirror. We struggle to make contact, but we’ll never achieve it. We are in a ridiculous predicament of man pursuing a goal that he fears and that he really does not need. Man needs man!
Soltanto ai confini della mostruosità esiste la vera profondità.
Stanislaw I. Witkiewicz, Insaziabilità (via antiumanistica)
I always had a repulsive need to be something more than human.
David Bowie, Rolling Stone, 1976
La ragione profonda per cui prediligo il mondo di Dostoevskij è quel miscuglio di distruzione, quella passione della distruzione che sfocia in qualcos’altro. Trovo che Dostoevskij si sia spinto realmente al limite, tutti i suoi personaggi oltrepassano un limite. Ogni essere ha una sorta di limite che non deve superare. Ebbene, i personaggi di Dostoevskij lo superano. Insomma, è tale estremità, questa passione dell’estremo in Dostoevskij ad avermi sempre affascinato. Vivere è distruggersi, non tanto per una carenza, ma per una sorta di pienezza pericolosa. In Dostoevskij non sono gli omuncoli che si distruggono, non sono i debolucci, gli anemici, sono individui che esplodono, che giungono sino al limite estremo di loro stessi e oltrepassano quel limite. In fondo, probabilmente, ogni essere è qui per distruggersi.
Emil Cioran
Carmelo Bene, 1994
Io capii il silenzio del Cielo, io non ho mai capito la parola umana.
Friedrich Hölderlin, Quand’ero ragazzo
Le mani potenti del fato lo strapparono dal mondo, da dimensioni troppo piccole per lui, lo spinsero oltre il ciglio dell’intelligibile verso la follia, nel cui benigno, diletto abisso, inondato di luce, popolato di fuochi fatui, egli sprofondò col suo peso di gigante, per assopirvisi in dolce, perpetua distrazione e oscurità.
Robert Walser, Vita di poeta
Tutti gli ordinamenti umani sono previsti proprio per fare in modo che la vita, nella continua dispersione dei pensieri, non venga sentita. Perchè l'uomo veridico vuole con tanta forza il contrario, cioè proprio sentire la vita, ossia soffrire a causa della vita? Perchè si accorge che lo si vuol derubare di se stesso. Allora si ribella. Adesso si deve tuffare nelle profondità dell’esistenza, con una serie di domande non comuni sulle labbra: Perchè vivo? Quale lezione devo imparare dalla vita? Come son diventato quello che sono e perchè mai soffro di questo essere così? Si tormenta, e vede che nessuno si tormenta così, che anzi le mani dei suoi simili si protendono appassionatamente verso gli avvenimenti sensazionali che si avvicendano sulla scena politica, o che essi stessi fanno bella mostra di sè in cento maschere, come giovinetti, uomini, vecchi, padri, cittadini, preti, funzionari, commercianti, vivamente preoccupati della loro comune commedia e niente affatto di se stessi. Alla domanda: Perchè vivi? Essi tutti risponderebbero subito e con orgoglio: «Per diventare un buon cittadino, o dotto, o statista». Ahimè, e niente di meglio? Chi intende la sua vita solo come un punto dello sviluppo della stirpe o di uno Stato o di una scienza e dunque vuole in tutto e per tutto entrare a far parte della storia del divenire, della storiografia, non ha capito la lezione che l’esistenza gli ha impartita e deve studiarla un’altra volta. Questo eterno divenire è un teatro di marionette menzognero, per il quale l’uomo dimentica se stesso. L’eroismo consiste nello smettere di essere il suo giocattolo.
Friedrich Nietzsche, Schopenhauer come educatore (via antiumanistica)
Ren Hang
Ingrid Bergman in “Europa 51”
This super-surreal version of Alice in Wonderland, is also the greatest I’ve seen.
Alice (Něco z Alenky), 1988 Dir: Jan Švankmajer DoP: Svatopluk Malý
I can’t imagine any form of creation, which doesn’t have a magical dimension. Or rather, I can, but it doesn’t interest me. Magic is a particular “active attitude to life”. However it is not just about mastering it, but transforming it because metamorphosis is the basis of every magical operation. And creation is just this type of activity. At least an imaginative creation is. Once art and magic coincided, they were the indivisible component of rituals, which the early human employed in order to receive the patronage of nature (of elemental forces, ancestral ghosts, demons). Only later did art begin to grow distant and embrace different functions: iconographic, aesthetic, representational etc., to often end up as a servant of totalitarian ideologies, in the impoverished role of a commodity of art markets. Surrealism tried to give back art its “magical dignity”. And it is precisely that, which interests me about Surrealism. In my own creative process, just like the old alchemists, I continually distill the waters of my childhood experiences, of my obsessions, idiosyncrasies, anxieties, as to create “heavy water” of understanding, fundamental to the transmutation of life. Similarly like surrealism, which is the alternative to art, alchemy is the alternative science. There is an analogous relationship between surrealism and alchemy.
Jan Švankmajer, translated by Tereza Stehlikova (via suturesque)
Alice (1988) Directed by Jan Svankmajer
ALICE (JAN ŠVANKMAJER, 1988)
Correzioni a mano di Marcel Proust sul primo libro della Recherche, La strada di Swann