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@smallsails
Niente di splendido è mai stato raggiunto se non da coloro che hanno il coraggio di credere che qualcosa dentro di loro era più forte delle circostanze.
Bruce Barton
“La speranza: essa è in verità il peggiore dei mali, perché prolunga le sofferenze degli uomini.”
- Friederich Nietzsche
“Lei fa sempre la finta tonta: imparate a decodificarla, perché lei ha un preciso codice. Lei dice una cosa e dietro c'è un pensiero. La cosa la butta lì, non è che dice in modo serio “adesso ti faccio una domanda”; ti fa una domanda e, a seconda di come rispondi, lei sa già come deve rispondere. Se tu cadi vuol dire che sei un bugiardo e allora, a questo punto, non te lo dice che l'ha scoperto e ti cancella.”
— Maria De Filippi
“In fondo è meglio stare da soli, se chi abbiamo affianco ci fa sentire come se lo fossimo.”
— Antonio Dikele Distefano
“Ricorderò di lui, quello che è stato e quello che non sarà, quello che avrei voluto e non c’era.”
— Giulia Carcasi, Ma le stelle quante sono.
Come fanno quelli che dimenticano di essere stati altro, prima di diventare quello che sono adesso? Come fanno a dimenticare di aver amato, di aver addirittura pianto, per amore? Come fanno a dire a chi sta soffrendo “i problemi sono altri”? Davvero non si ricordano che rumore assordante fa un cuore quando si spezza? Come i poveri che diventano ricchi e tutto ad un tratto dimenticano la sensazione di trovarsi ai margini, tutto ad un tratto iniziano a trattare gli altri con sufficienza, come se i soldi consentissero tutto, perfino l’arroganza. Come quelli che da piccoli erano soli e si sentivano diversi, poi hanno trovato il loro posto del mondo e bum! Hanno dimenticato com’era sentirsi sbagliati. Ascoltano distrattamente la notizia di quella ragazza che alla fine non ce l’ha fatta più perché la vita per lei era un po’ troppo e commentano con aria superficiale “forse era matta”. E ancora gli uomini e le donne per bene, quelli tutti d’un pezzo, che dimenticano di essere stati in frantumi, di essere stati cocci, vetri rotti, caos, disordine. Li vedi con le loro macchine perfette, i loro capelli perfetti, le loro vite perfette e guai a te se inciampi sulla loro strada. Col sorriso ti tenderanno la mano, ma lo faranno soltanto per disprezzarti più da vicino, per giudicarti meglio. Come fanno quelli che dimenticano le persone, tipo “sì, tanti anni fa ci siamo dati un bacio, ma non mi ricordo nemmeno come si chiama”. Secondo me il mondo funzionerebbe meglio se le persone non dimenticassero i nomi di chi hanno baciato. Il mondo funzionerebbe meglio se le persone prendessero appunti sulla tristezza e sulla gioia. Per esempio uno si dovrebbe ricordare com’è bello dire di no, certe volte, e com’è bello dire di sì, anche. Uno si dovrebbe segnare sul calendario “quella volta in cui mi sono ribellato” per ricordarsi che cambiare è possibile. “Quella volta in cui ho capito che sono in grado di cavarmela anche da sola”, per ricordarsi che meritiamo un amore bello e niente di meno. Non carino, non così così, non accettabile. Bello. Ché a forza di dimenticare ci si perde e invece io la strada di casa la vorrei ritrovare sempre.
Susanna Casciani
Non si può amare solo con la voglia di amare.
Con il voler amare.
Con il voler restare.
Con il crederci.
Con io lo amo.
Perché poi non basta.
Non regge.
L’amore non basta per amare.
Bisogna che ci sia la storia, per amare.
La vita, per amare.
Non bastano le parole, per amare.
Neanche quelle giuste, bastano.
Neanche le parole d’amore bastano per amare.
Dobbiamo fare una passeggiata.
Dobbiamo cenare insieme.
Leggere un giornale.
Andare a fare la spesa.
Fare una cosa insieme.
Che sia nostra.
Che siamo noi.
Io e te.
Non basta fare sesso per fare l’amore.
Anzi.
Ci vogliono i baci.
Ci vuole anche solo stare con la fronte appoggiata alla fronte.
Per amare ci vuole una storia. Da vivere. Vissuta.
Ci vuole tempo.
Non puoi non esserci mai.
Per amare ci vuole una storia. Da fare e raccontarsi.
Non puoi non aver voglia di parlare.
Non puoi parlare sempre.
Una storia da fare insieme.
Non puoi trovare tutto pronto.
Arrivare quando tutto è fatto.
Io amo solo chi fa la giornata con me.
Chi fa la vita con me.
Chi fa la spesa con me.
Chi fa una passeggiata con me.
Chi fa tempo con me.
Chi fa storia con me.
Non amo se no.
Amo solo chi sa stare tutto con me.
Chi parla con me.
Chi torna da me.
Chi chiama per non dire niente.
Chi mi bacia la testa, tra i capelli, passandomi vicino.
Chi mi porta i capelli indietro.
Io non le voglio le romanticherie.
Voglio le cose che sono nella mia giornata.
Voglio che sono con te.
Fatte con te.
Raccontate a te.
E poi ti racconto le cose solo mie.
Che faccio io.
Entro e esco dalla tua vita.
E tu dalla mia.
Come l’ago che cuce .
Come l’ago che per unire, entra e esce.
Mauro Leonardi
“Ero in un periodo della mia vita in cui pensavo a me, un cui stavo riprendendo in mano la mia vita, dopo che persone sbagliate ne avevano fatto uno straccio, stavo pensando a quanto é bello a volte star soli, a quanto da soli noi possiamo darci tanto
E poi sei arrivato tu, in silenzio, sei entrato in punta di piedi, hai fatto tutto dolcemente, quasi senza che io me ne accorgessi
Mi hai studiato, mi hai osservata come si fa con un quadro di cui non capisci la consistenza, di cui non capisci il significato se non dopo che passi ore ad osservarlo, ti sei intrufulato nelle mie giornate, in silenzio
Hai cercato in ogni modo di attirare la mia attenzione, a volte sei passato da stupido davanti ad occhi indiscreti
Io forse troppo presa dal pensare a me non mi rendevo conto di quanto forse pensavo più a te, so che é una contrapposizione di parole, ma in realtà era tutto un gioco di sguardi
Ci siamo baciati, eddio si, un bacio lungo, di quelli che non hai bisogno di pause per prendere fiato, no un bacio di quelli che ti riempie i polmoni ed anche il cuore
E ti ricordi le nostre mani che si toccavano, ed i nostri occhi che si toccavano ancora di più
Sei entrato in silenzio nella mia vita
Ed é stato il silenzio più rumoroso di sempre
.”
Vorrei solo dirti che sei stata amata. Qualcuno ha visto in te tutto quello che voleva e di cui aveva bisogno, ha perso la testa per il modo in cui muovevi le mani quando ti innervosivi e ha impostato a memoria i testi delle tue canzoni preferite, non per fare colpo, ma perché ha riconosciuto qualcosa di te in ogni nota.
C'è stato qualcuno che ti ha aspettato sotto casa scorticandosi le dita e immaginando frasi ad effetto da dire che ha dimenticato non appena ti ha vista, perché sei talmente bella quando scendi le scale e non riesci a fare a meno di sorridere.
C'è stato chi ti ha scelto ogni giorni in mezzo alla folla senza ripensarci un secondo, chi ti sbirciava mentre eri distratta chiedendosi se stavi davvero bene come dicevi e non stessi solo fingendo, chi ha abbattuto ogni singolo muro per camminare al tuo fianco, anche solo per poco.
Sei stata amata anche per i tuoi difetti. Quel tuo pensare sempre prima agli altri, anche quando eri a pezzi, anche quando di notte piangevi perché avresti fatto di tutto per un abbraccio e quella tua fissazione di avere tutto sotto controllo, con schemi così precisi e definiti in cui dovevo rientrare anch'io, mi chiedo se avessi già previsto come sarebbe finita.
Quindi se mai dovessi sentirti sola o sbagliata, sappi che sei stata amata. Amata come non mai, come forse quel qualcuno non amerà mai più e che ancora, dopo tutto questo tempo, ancora ti sogna.
Se un cuore vuole dimenticarti, lo farà. A niente serviranno i promemoria che sparpaglierai per la casa, per la strada, per il mondo. Se un cuore vuole abbandonarti lo farà, anche e soprattutto quando tu proverai a stringerlo più forte. Ogni tanto sarebbe utile ricordarsi che non abbiamo colpe, se qualcuno non ci ama. Che non ci possiamo rimproverare se qualcuno preferisce perderci. Sarebbe come dire che è per via di un nostro difetto che certi giorni piove. Hai mai provato a prenderti cura di un fiore? Capita a volte che un fiore appassisca anche se ti dai da fare perché sopravviva. Non ti accanire quando un amore sta morendo, non pensare nemmeno per un secondo di poter controllare un cuore solo perché ne sei innamorata. I cuori non si imprigionano, magari si sfiorano, si attraversano, si accarezzano, si scombussolano, ma non si trattengono. Ogni tanto sarebbe utile ricordarsi che chi è andato via non l’ha fatto perché abbiamo mollato la presa per un attimo, perché abbiamo detto la parola sbagliata al momento sbagliato o perché ci siamo distratti un secondo per guardare la luna; è andato via perché voleva farlo. Esiste una regola universale che chi ama tende a sottovalutare: ogni persona è alla ricerca spasmodica di un briciolo di felicità. Chi non l’ha ancora trovata, chi non l’ha trovata in noi, non può fermarsi. Se ne andrà, se ne andrà comunque, anche se dichiareremo con la dignità e l’amor proprio sotto i piedi di poter amare per due, per tutti e due. E invece no, invece non si può. Si capisce poi, seduti di fronte al mare, quando qualcuno ci raggiunge senza bisogno di chiamarlo. Si capisce poi, quando qualcuno ci telefona e ci dice “avevo voglia di sentire la tua voce”. Si capisce poi, quando qualcuno ci prende per mano e ci dice “vieni con me, voglio farti vedere una cosa”. Si capisce poi, quando ogni attesa si trasforma in sorpresa e non in delusione. Quando non smettiamo di esistere appena qualcuno non ci ha più davanti agli occhi. Si capisce poi, quando qualcuno ci ricorda di non prendere troppi caffè e di indossare una giacca più pesante perché fa un po’ freddo nonostante sia maggio. Si capisce quando si è amati, cosa vuol dire amare. Si capisce dopo, molto dopo, che amare non significa farlo per due. Si capisce quando ci si innamora di nuovo e finalmente siamo ricambiati, quando qualcuno si prende cura del nostro cuore. Si capisce allora che implorare attenzioni era inutile.
Susanna Casciani
“Es gibt keinen Weg zum Glück. Glücklichsein ist der Weg.”
— Siddhartha Gautama Buddha, ind. Gelehrter (563 v. Chr. – 483 v. Chr.)
“La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri pochi sono, come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.”
- Hermann Hesse, “Siddharta”
“Le donne si perdono se le costringi ad una vita noiosa, vuota e priva di attenzioni. Preoccupati dei suoi silenzi, non delle sue urla. Se è arrabbiata sei ancora in tempo, se è stanca è già tardi.”
— Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)