Patrizia Cavalli
Così arrivi, come sempre, a spargere il sospetto del paradiso, e prima ancora di aprire la finestra ti riconosco dalla luce più lenta dai pulviscoli sospesi e senza direzione dalla replica ossessiva degli uccelli, e se non fossero gli uccelli sarebbe un'altra cosa, per ogni posto hai le tue specialità; e quando entri e ti lascio i miei sensi riabito case sconosciute e ho nostalgia di cose mai avvenute. E attraverso i tuoi labirinti sospingi addosso a me i continenti e le stagioni e io divento la parete degli urti e dei rimbalzi l'appoggio dove cominciano le fughe fino al risucchio silenzioso dell'estate.

















