Le giornate fredde
Ti svegli la mattina, magari anche dieci minuti prima che suoni la sveglia, e hai la bella sensazione di una giornata fredda. Il Sole sta per sorgere, il cielo è chiaro e sembra che qualcuno l'abbia lavato bene e che i bambini l'abbiano colorato, tanto i colori sono brillanti e precisi.
Il momento di uscire dal letto, la lagna della sveglia che suona, il brivido quando togli le coperte e la voglia di rintanarsi sotto al piumone. I piedi che si posano sul pavimento freddo e mandano brividi fino alla punta del naso. I messaggi di buongiorno, pronti per essere letti ma non per ricevere risposta, perché "non parlatemi prima delle dieci".
La tazza fumante di latte e i biscotti che si sciolgono sempre troppo in fretta. Il fumo che sale lieve e la voglia di bere tutto d'un colpo e ustionarsi la lingua. Il pigiama ancora addosso, i fratellini e le sorelline che corrono, pronti per una nuova giornata all'insegna della vitalità, e i fratelloni e le sorellone, che salutano con un grugnito e non si fermano mai a mangiare, sono sempre troppo di corsa e troppo in ritardo.
L'autobus pieno di gente fredda, che strofina le mani per scaldarle, rilegge gli appunti con dita gelate, sorride agli amici con le labbra screpolate e il naso rosso.
Il portone della scuola, che è già aperto ma si aspettano sempre gli amici ritardatari per entrare. Le nuvolette di fiato che, non importa quanti anni si abbiano, sono sempre come il fumo vero. Il bidello antipatico infreddolito con il maglione e i pantaloni di pile.
Il pomeriggio seduti alla scrivania, ricoperti di felpe e maglioni, la cioccolata calda vicino agli appunti di latino e il libro di storia aperto a una pagina a caso che non si sa bene perché sia lì.
La sera fatta di Anime, serie tv e libri sotto le coperte, con la luce spenta e la luminosità al minimo.
La notte fatta di sonni beati al caldo nelle coperte, perché usare sotto e troppo scontato.












