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@soniarottichieri-blog
"Sul mio corpo" è libro del mese in Feltrinelli!
Sonia Rottichieri intervistata da RTL 102.5
Vi aspetto!
I'm Sonia!
Sonia Rottichieri: 3 pagine su "A" - Anteprima
Da Sette - Corriere della Sera del 20 luglio 2012
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Recensione di Net1news
Lo scorso 21 Giugno è uscito il libro intitolato "Sul mio corpo", scritto dalla dottoressa Sonia Rottichieri e pubblicato da Aliberti Editore. Il libro è stato fin da subito al centro di dibattiti sulle principali riviste che si occupano di letteratura ed è considerato la risposta italiana al best seller "Cinquanta sfumature di grigio" di E.L. James che negli Stati Uniti, in sole sei settimane ha venduto più di 10 milioni di copie Quest'ultimo libro racconta la storia di Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni che incontra un giovane imprenditore miliardario di nome Christian Grey. Fin da subito la giovane ragazza si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso e di volerlo a tutti i costi. Incapace a sua volta di resisterle, anche lui deve ammettere di desiderarla, ma alle sue condizioni. Presto Anastasia scoprirà che Grey ha gusti erotici e pratiche sessuali decisamente singolari ed è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dal bisogno di controllo. Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Anastasia conoscerà per la prima volta i suoi più oscuri desideri. A differenza di E.L. James, Sonia Rottichieri è davvero una dottoressa anche se questa sua opera prima tradisce un sorprendente talento. I suoi pazienti di Sorisole, paese bergamasco dove dal 1997 riceve migliaia di mutuati, la conoscono da sempre, soprattutto per la sua estrema disponibilità "Sul mio corpo" è un Il libro forte, a tratti crudo, ma non è mai volgare pensato e scritto dopo tanti anni di confidenze di molte pazienti, donne che si piegavano ai voleri del proprio uomo quasi non ritenendosi degne di meritarne l'amore e le attenzioni. La protagonista del romanzo è Alice una quarantenne vagamente snob e annoiata che, dopo aver risposto ad un annuncio erotico, finisce per ritrovarsi, non nel paese delle meraviglie, ma all'interno di una villa, sottomessa a quello che per tutto il romanzo, sarà definito come il «padrone». Un uomo che soddisferà tutte le sue perverse fantasie in un rapporto che mette in contrapposizione le due psicologie: quella dell'uomo dominatore e della donna che, dominata, ribalta la situazione facendo della sottomissione la sua forza e diventando lei stessa "padrona".
"Non bisogna fare niente per essere amati, si è amati per quel che si è" Sonia Rottichieri intervistata su Radio Number One
Sonia Rottichieri: “L’ hanno già definita la risposta italiana a E.L. James”
L’hanno già definita la risposta italiana a E.L. James, autrice della trilogia delle “Cinquanta sfumature di grigio/nero/rosso”, ormai best seller (sopravvalutato) in tutto il mondo. Lei è Sonia Rottichieri, medio condotto a Sorisole, in provincia di Bergamo, scrittrice per diletto. La sua opera “Sul mio corpo”, edita da Aliberti Editore (432 pagine, 16 euro), in libreria dallo scorso 21 giugno, sta facendo parlare l’Italia. E sembra offrire maggiori garanzie rispetto ai racconti, a volte banali, della James.
E’ la storia di una donna, 40enne, che scopre il sesso da una prospettiva diversa, ovvero attraverso un’esperienza dura, d’impatto, totalizzante, che la porterà a provare la condizione di sottomissione nei confronti di un uomo burbero. “Il libro è forte, a tratti crudo – ha detto l’autrice in una recente intervista -, ma non è mai volgare, perché il confine che separa l’erotismo alla volgarità è labilissimo e io ne sono stata alla larga“.
SINOSSI – Alice è una donna frustrata, un po’ opportunista e chiusa, schiava di futili desideri legati alle convenzioni sociali. Dopo l’incontro con un uomo misterioso scopre una profondità che non pensava di avere. A poco a poco, manipolata abilmente dalla mente esperta e crudele di lui, si accorge di avere un gran bisogno d’amore.
Bisogno che le farà subire ogni sorta di umiliazione da parte di quell’uomo enigmatico che, approfittando della sua sessualità soffocata, non solo la farà precipitare in un baratro di perversioni ma riuscirà a convincerla che, per essere “amata” è necessario subire affinché lui, il padrone, sia orgoglioso di lei.
Ma lungo questo percorso emerge anche una consapevolezza di essere donna che porterà Alice, non prima di avere attraversato confini e superato limiti che la spingeranno sempre più in basso, a liberarsi dall’idea dell’amore “meritato”. E quindi a risalire dalle profondità oscure e a riconquistare la propria libertà.
Fonte: Mirko Cafaro per Cultura Blogosfere
SUL MIO CORPO SU LIBRIEBIT
C’è chi sussurra che “Sul mio corpo” di Sonia Rottichieri sia la risposta italiana a “Cinquanta sfumature di grigio” di E. L. James. Con una (non ) sottile differenza. Mentre nel primo, critiche e stima contrapposte a parte, siamo in un erotico di tipo softcore, con il secondo parliamo di dominazione seria. Quella che si potrebbe incontrare tra gli amanti del Bdsm. E non è poco.
Una forza che viene tutta dalla scrittrice e dalla sua esperienza. Non come dominatrice o dominata, ma come dottoressa in medicina. Sono stati proprio i suoi pazienti ed i loro problemi in questo campo a dare lei l’ispirazione per dare vita ad un romanzo bollente in grado di incendiare gli animi (e non solo) dei lettori. La Rottichieri, per inciso, è medico di famiglia dal 1997 nella città di Sorisole.
Il libro è uscito lo scorso 21 giugno per Aliberti Editore, ed in buona parte a causa del suo contenuto è finito involontariamente al centro del dibattito letterario di questa estate infuocata. Gli esperti del settore sono ancora indecisi, a quanto pare, se calcolarla un fenomeno locale, o se iniziare a viverla come una vera risposta alla James con tanto di possibile pubblicazione estera. Ad ogni modo, tutti i critici sono concordi nel riconoscere una forte personalità alla donna ed uno straordinario talento.
Soprattutto, nonostante la scelta di termini forti e ricostruzioni hardcore che nulla hanno a che vedere con il best seller dell’autrice straniera, viene apprezzata la capacità di non cadere mai nel volgare. Un fattore molto importante in un libro erotico e che , purtroppo, non tutti sono in grado di comprendere. Eccitazione quasi mai fa rima con volgarità. Si può essere crudi, usare immagini forti, ma mai scadere nel turpiloquio quando si tratta di erotismo, altrimenti si perde il fine ultimo di un libro: quello dell’intrattenimento.
Qualche dettaglio per farvi correre in libreria: la protagonista del romanzo è Alice, quarantenne che risponde ad un annuncio erotico. Si ritrova in una villa, da sottomessa e strumento principale di attuazione delle fantasie sessuali di un uomo.
FONTE: Valentina Cervelli per libriebit
Dottoressa scrittrice, un caso letterario. Sta facendo discutere «Sul mio corpo», il libro pubblicato da Sonia Rottichieri, medico di base a Sorisole
«I racconti dei pazienti nel mio libro erotico» Corriere.it – Donatella Tiraboschi
Altro che «Cinquanta sfumature di grigio», il clamoroso caso editoriale inglese che, negli Stati Uniti, in sole sei settimane ha venduto più di 10 milioni di copie. Qui di sfumato non c’è proprio niente. Colori e situazioni sono nette: rosa (poco), nero(pochissimo), blu (elettrico ed elettrizzante) e rosso (fuoco) con toni che passano in tutte le gradazioni. Tinte forti e roba forte. Diciamo pure hard. Il colore di partenza è comunque il bianco. Quello del camice d’ordinanza che però la dottoressa Sonia Rottichieri non indossa mai. I pazienti del suo studio di medico condotto a Sorisole, dove dal 1997 ha censito oltre mille mutuati, la conoscono da sempre, soprattutto per la sua estrema disponibilità che fa rima con reperibilità: «Il mio telefonino è sempre acceso, rispondo a qualsiasi ora del giorno e della notte».
Sicuramente meno, i suoi assistiti, la conoscevano nelle vesti di scrittrice. Non di libri per bambini né di trattati medici, anche se il titolo del suo primo libro «Sul mio corpo» potrebbe rivelarsi fuorviante. Uscito lo scorso 21 giugno per Aliberti Editore, è al centro di dibattiti sulle principali riviste che si occupano di letteratura ed è considerato la risposta italiana, anzi bergamasca, al best seller di E.L. James, una presunta casalinga, perché secondo Sonia la signora James che di vero nome fa Erika Mitchell «in realtà faceva la sceneggiatrice per la tivù».Dunque, sarebbe tutto un bluff, mentre nel suo caso è tutto vero: Sonia Rottichieri è davvero una dottoressa e non è una scrittrice, anche se questa sua opera prima tradisce un sorprendente e immaginifico (in tutti i sensi) talento. Sia ben chiaro, entrambi i libri non sono trattatelli per educande, ma confrontarli significa paragonare un fragolino alla grappa: la gradazione alcolico-erotica è almeno dieci volte tanto, con una precisazione: «Il libro è forte, a tratti crudo, ma non è mai volgare, perché il confine che separa l’erotismo alla volgarità è labilissimo e io ne sono stata alla larga».
La protagonista del romanzo è Alice (un nome senza alcun riferimento) una quarantenne vagamente snob e annoiata che, dopo aver risposto ad un annuncio erotico, finisce per ritrovarsi, non nel paese delle meraviglie, ma all’interno di una villa, sottomessa a quello che per tutto il romanzo, sarà definito come il «padrone». Un uomo che su di lei darà la stura a tutte le possibili e perverse fantasie in un rapporto che, al di là di pratiche portate alle estreme conseguenze, mette in contrapposizione le due psicologie: quella dell’uomo dominatore e della donna che, dominata, ribalta la situazione facendo della sottomissione la sua forza e diventando lei stessa «padrona». Un intreccio tra il fisico e lo psichico di non facile decifrazione che costituisce il canovaccio narrativo di un libro scritto di getto in soli due mesi, un paio di anni fa. «Era un periodo nel quale mi sentivo un po’ giù di corda e la scrittura è stata, come dire, la miglior terapia». La stesura è cominciata senza un sentiero tracciato: «Nemmeno io sapevo come la storia sarebbe finita», racconta Sonia «ma sono stata incoraggiata dalla mia amica e paziente Pamela, alla quale facevo leggere a spizzichi e bocconi i vari capitoli del romanzo».
Azzardiamo, vagamente autobiografico? «Non nel senso personale – risponde – quanto piuttosto in senso professionale, dal momento che per anni ho ascoltato le mezze confidenze di molte pazienti, donne che si piegavano ai voleri del proprio uomo quasi non ritenendosi degne di meritarne l’amore e le attenzioni. Mentre dall’altro, sono proprio le donne, che pensano sempre a soddisfare i bisogni degli altri, ad essere bisognose di cure e di accudimenti». Secondo un rapido sondaggio alla domanda: «Se vostro marito/compagno/fidanzato vi proponesse una tre giorni nei quali sarebbe lui a doversi preoccupare di tutto, voi non gli ubbidireste?». La risposta, tra le amiche della dottoressa e le pazienti dell’ambulatorio, tra le quali è tutto un «pissi pissi bao bao» nella corsa in libreria, è stata plebiscitaria: per dirla alla E.L James «of course», per dirla come da queste parti «di corsa».
Segnalazione del libro su Donna Moderna in edicola dal 18 luglio!
Recensione di Liliana Russo su Donne Magazine
Nel frattempo vorrei parlarvi del libro di una giovane donna, medico, al suo primo romanzo: Sonia Rottichieri, autrice di “Sul mio corpo” pubblicato da Aliberti Editore.
Oltre 400 pagine che all’inizio mi hanno colpita, perché questa storia parla di Alice, una donna che accetta l’invito di uno sconosciuto e da quel momento la sua vita cambia. É un libro erotico e alle donne piace questo genere, lo dimostra anche il successo di “Cinquanta sfumature di grigio”! Devo dire che le prime 40 pagine mi hanno scioccata, vuoi perché non ho mai letto un libro erotico (e ho fatto male!), vuoi perché la protagonista accetta di sottoporsi a umiliazioni di ogni genere, piacere misto a dolore fisico e punizioni corporali solo per sentirsi dire “… sei stata brava schiava…” e rispondere “… grazie padrone…”. Lontano anni luce dal mio modo di essere, quindi all’inizio ero quasi infastidita dall’accettazione di questa donna ma leggendo, sempre più interessata la storia, mi sono resa conto che quella forte, quella che alla fine ne esce fortificata, vincente e consapevole del suo essere , è proprio lei. Passando attraverso un dolore interiore profondo, scopre cose di sé che non conosceva ed esce la vera essenza di Alice. Valeva la pena sconvolgere la sua esistenza. Un libro pieno di risvolti psicologici interessanti. I miei complimenti a Sonia Rottichieri, questo è un libro ben scritto, mai noioso e che mi ha fatto capire parecchie cose anche sul piacere femminile.
Da leggere, da mettere in valigia, da consigliare alle amiche e da regalare!
Buona lettura e a chi “stacca” per le vacanze, auguro tanto relax e divertimento.
Liliana Russo
Esttratto da http://www.donne-magazine.com/2012/07/eros.html
"Sul mio corpo" è stato recensito su il Fatto Quotidiano da Elisabetta Ambrosi!
Libro di grande impatto "fisico" ed emotivo che colpisce come un pugno nello stomaco già dalle prime pagine.Capace di trascinare il lettore in un vortice di emozioni contrastanti, a tratti quasi "fastidioso" ma sempre coinvolgente e travolgente. Libro più provocatorio che provocante il cui vero protagonista non è come può apparire ad una prima superficiale lettura l'erotismo portato alle estreme conseguenze, ma l'atavica lotta di potere tra le due contrapposte e complementari psicologie, quella maschile che tende a cercare la propria affermazione nell'esercizio del dominio fisico e mentale della femmina, e quella femminile che, dietro un'apparente sottomissione nasconde a sua volta il desiderio di affermarsi usando come arma una capacità di sopportazione e di accettazione del predominio maschile che riesce alla fine ad imporsi sul maschio-padrone in maniera molto più sottile ed incisiva, facendo emergere in esso il proprio bisogno sopito di dare e ricevere tenerezza ed amore.Chi, alla fine, risulta il più fragile tra i due protagonisti non è la schiava che sopporta stoicamente tutte le angherie subite dal maschio- padrone, ma il padrone stesso che per affermare la propria mascolinità ha bisogno di sottomettere la donna-schiava, finendo con il rimanerne egli stesso vittima a causa della difficoltà nell'ammettere il proprio disperato bisogno di amare e nell'incapacità di accettare la propria sottomissione all'abbandono amoroso.La figura di Paolo si contrappone come alter-ego del maschio-padrone, ma alla fine sarà la sua mancanza di coraggio nel liberarsi dai pregiudizi e dai propri schemi mentali a farlo precipitare nel baratro della brutalità rendendolo complice degli altri maschi-padroni, salvo poi pentirsene, ma in ritardo, quando la donna ormai non più schiava, ma liberata ed emancipata anche da sè stessa,è diventata forse irraggiungibile. Ottima opera prima di una scrittrice coraggiosa che, al di là dei gusti personali, non può lasciare indifferenti. Voto: 5 / 5
da ibs.it - STEFANIA (03-07-2012) http://www.ibs.it/code/9788874249046/rottichieri-sonia/sul-mio-corpo.html
Sul mio corpo - cap 1 (parte seconda)
E lei aveva scelto. Era partita. Era arrivata all’ora stabilita (“Sono una pazza… magari è un maniaco… hai visto gli altri annunci, le foto… gira e vattene via”). Davanti a lei un cancello. Le arrivò un sms: «Entra». Il cancello si aprì… un viale… una casa di pietra… un portone, socchiuso. Scese dall’auto, non aveva borse o bagagli: erano quelli i patti. Indossava un abito leggero a fiori rosa e un paio di sandalini con medio tacco, capelli raccolti e occhiali da sole. Entrò dal portone. Dentro, un salone fresco, penombra, una candela su un tavolo antico, una bottiglia di vino rosso e un bicchiere di vetro finissimo a grande calice… una musica lontana. Tappeti morbidi e preziosi decoravano il pavimento di cotto antico e quadri imponenti appesi alle pareti la circondavano. Levò i sandali, lasciò la borsa, bevve un po’ di vino, forse per darsi coraggio, sfilò l’abitino. Rimase solo con mutandine e reggiseno, semplici, bianchi. Dinanzi a lei c’era una scala… «Sali», ordinò la sua voce, «ma prima togli tutto». Lei eseguì, come una bambola, già quasi svuotata della volontà solo per quelle poche parole. Salì le scale e trovò il bagno, come lui le aveva indicato. Entrò. Candele, profumi, una grande vasca con acqua limpida dove galleggiavano petali di fiori profumati. Lei si immerse nell’abbraccio dell’acqua… era oleosa e aromatica e vi indugiò accarezzandosi. «Non toccarti!» La sua voce era autoritaria, perentoria. Si lavò. Uscì dall’acqua e si avvolse in un morbido accappatoio comparso quasi magicamente. Si specchiò. Sul tavolino accanto, in bella vista, una matita nera, un rossetto rosso vivo, una cipria profumata luccicante e trasparente. Si truccò con cura, la cipria sul viso, sul seno e un’ombra sulle spalle. Gli occhi già scuri, ancora più evidenziati dalla matita nera, la bocca rossa, sensuale, era come la mela di Biancaneve. Si spazzolò i capelli e uscì dal bagno. La stanza successiva era un salotto con un pianoforte a coda. Disteso sullo strumento un vestito bianco, brillante, di voile trasparente con esili spalline e ampia scollatura, stretto appena sotto il seno, lungo fino alle caviglie, con un ampio spacco laterale. A fianco all’abito un collare di cuoio bianco con un anello d’argento, due bracciali di cuoio bianco, anch’essi con un anello. Sullo sgabello del pianoforte un paio di sandali con tacco a spillo altissimo in argento, una fascetta di brillantini a circondare le dita dei piedi e l’allacciatura alla caviglia, anch’essa di cuoio, con un anello. Come biancheria intima vedeva solo un piccolo perizoma di tulle bianco vicino ai sandali. Indossò tutto, tremante, emozionata e impaurita. Nessuno specchio, solo una voce, la sua: «Sei bellissima». Lei non lo vedeva, nella penombra solo una sagoma controluce: «Girati di spalle», le sussurrò. Lo sentì avvicinarsi dietro lei, posarle un velo sul capo perché non potesse vedere bene. Agganciò l’anello del collare a una catena. Senza una parola la condusse in un’altra stanza dipinta di rosso, con tende rosse e dorate alle finestre… un grande letto con lenzuola rosse di seta, nessun quadro appeso alle pareti, solo due ganci distanziati tra loro da circa due metri. La fece voltare verso il muro, non l’aveva ancora sfiorata. Il primo contatto fu quando le sollevò le braccia per fermare gli anelli dei bracciali di cuoio ai ganci con una catena corta. Scese con le mani lungo il collo, le spalle, le sfiorò i seni. Le annusò i capelli e la nuca… poi strinse i capezzoli. Le cedettero le ginocchia. Continuò ad accarezzarle i seni, da dietro, con il palmo delle mani, sfiorandole i capezzoli e poi strizzandoli forte… un gemito. Poi corse giù sulla schiena, con un dito lungo la spina dorsale fino ad arrivare al solco tra le natiche. Lei dischiuse appena le gambe, che lui percorse con le mani fino alle caviglie. Fissò gli anelli dei sandali a due gancetti sul pavimento, che lei non aveva notato tra i folti tappeti. Ora era immobilizzata completamente, gambe e braccia aperte, viso contro il muro, ma ancora vestita… sentiva il suo respiro dietro lei. «Hai paura?» le chiese. «Un po’», rispose lei. «Non devi. Stanotte proverai ciò che non hai mai neppure immaginato e dopo sarai mia». Lui le alzò il vestito scoprendole i glutei e le gambe. Lo sentì allontanarsi da lei… poi avvertì sui polpacci un oggetto rigido ma flessibile, freddo. Era un frustino che strisciò lungo le sue gambe, all’esterno, per ricominciare poi a salire all’interno delle cosce questa volta. Poi, improvviso, un colpo secco, uno solo, poi ancora a sfiorare sempre più su. Sentì il frustino che s’insinuava tra le sue cosce, le sfiorava il pube ancora coperto dal perizoma… lo muoveva in piccoli cerchi intorno al suo sesso, lentamente… poi ancora un colpo secco, sulle natiche. Lei non osava respirare… il frustino giocava col suo sesso e il suo corpo rispose… cominciarono a bagnarsi gli slip… lei non respirava… lei non pensava… lei non era. Poi lui, sempre da dietro, si avvicinò. Lei percepì una sensazione di freddo, una lama. Con le forbici le tagliò il perizoma ormai fradicio e lo usò per imbavagliarla. Lei sentì il sapore della sua eccitazione riempirle la bocca e le narici. Riprese a percorrerla con le mani… a toccare quelle natiche che aveva immaginato. Passando attraverso le cosce aperte, da dietro, posò il palmo della mano sul sesso di lei, che ormai non aveva più nessun controllo sulle sue sensazioni, e lo strofinò piano, sfiorandola a lungo… lei moriva. Solo con una mano lui le stava facendo provare ciò che mai aveva neppure sognato. E come se le avesse letto nel pensiero, lui si fermò. Sganciò tutti gli anelli e le ordinò: «Girati! Sfila il vestito e vai sul letto». Lei obbedì, privata di ogni volontà… lui rimaneva sempre nella penombra, lei non lo vedeva bene… solo un profilo, vago, sfumato. Si stese sul letto. Lui si avvicinò, le mise un cuscino dietro la schiena e un altro sotto le cosce, che aveva divaricato. Le legò ancora i polsi e le caviglie a ganci ai lati del letto con catenelle d’acciaio. Lei non poteva muoversi, era esposta, il suo sesso aperto e bagnato, il suo seno coi capezzoli eretti. Le strofinò una catenella sulla figa, gliela infilò dentro e poi la tolse, anello dopo anello, molto lentamente. Fece lo stesso spingendola nel culo, inserendola piano piano, un anello alla volta. Prese un oggetto che lei non aveva mai visto, sembrava una piccola ventosa, e lo appoggiò sul clitoride, poi le infilò due dita dentro… era fradicia… laventosa cominciò a vibrare… lui si mise a scoparla con le dita… stava venendo. Lui fermò tutto, tolse le dita. Gli occhi di lei erano sgranati, lo guardava quasi con odio. «Mi odi ora, vero?» le chiese. Lei non rispose. «Ora mi odierai ancora di più». E le inserì un vibratore nella figa e ricominciò a stimolare con la ventosa il clitoride. Lei chiuse gli occhi… non pensava, non sapeva dov’era, sapeva solo che lui la vedeva godere come una cagnetta. Ecco perché doveva avere il collare, era una cagnetta in calore. Poi il dolore sul seno… il frustino… una, due, cinque, dieci volte… e intanto il vibratore e la ventosa. Era come divisa a metà. Lui smise di frustarla, tolse il vibratore e la ventosa e le infilò il cazzo ormai durissimo, nella figa… ed era come metterlo in una laguna bollente. Si mosse piano, lento, fino in fondo, una, due, tre volte… si fermò dentro di lei, la guardò negli occhi e la vide annullata, persa. Riprese a muoversi in lei, tirando fuori la catenella che le aveva infilato nel culo… sempre lentamente, anello dopo anello… cominciò ad avvertire le contrazioni dell’orgasmo che stava per travolgerla… e uscì da lei. Le si mise sopra, a cavalcioni sul seno, le strappò le mutandine con cui l’aveva imbavagliata e prese a scoparla in bocca. Ora era sua e lui voleva godere di quella puttana. Glielo sibilò, mentre lei aveva in bocca il suo cazzo. «Sei una troietta… e mi berrai fino in fondo». E le venne in gola. Lei bevve tutto, lo sperma le colava ai lati della bocca e lei cercava di leccarlo con la lingua. Era esausta, eccitata da morire. Era stata quattro volte sul punto di venire, ma lui l’aveva tenuta sotto controllo. Le sganciò gli anelli dei bracciali e dei sandali, glieli tolse, la baciò… la coprì con le lenzuola e le disse: «Sei stata brava, ora dormi. Domani deciderai se essere mia».