Tom Hardy in MobLand (S01E02).

oozey mess
noise dept.
he wasn't even looking at me and he found me
NASA
trying on a metaphor

if i look back, i am lost

Kiana Khansmith
Not today Justin
No title available
Alisa U Zemlji Chuda
KIROKAZE
Show & Tell
Misplaced Lens Cap
sheepfilms
No title available
Mike Driver
Lint Roller? I Barely Know Her

Andulka
🪼
wallacepolsom
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from South Korea

seen from Australia

seen from Italy
seen from Indonesia
seen from United States
seen from United States
@soogniappesi
Tom Hardy in MobLand (S01E02).
One day you’ll have whatever it is you’re now so confusedly seeking. That kind of calm that comes from knowing oneself and others. But you can’t rush the arrival of that state of mind. There are things you only learn when no one teaches them. And that’s how it is with life. There’s even more beauty in discovering it for yourself, in spite of the suffering.
Clarice Lispector, from "Gertrudes Asks for Advice" in The Complete Stories
27gen2k25
Cose di cui sono grata: riuscire a non sentirmi in colpa o ferita da gente manipolatrice e trovarci qualcosa di positivo da cui partire per migliorare.
Il comportamento, l'assenza o le false parole di queste persone non mi rappresentano e non dipendono in alcun modo da me.
Io sono ciò che scelgo di essere.
Tabula rasa.Reset. Questa volta per davvero. Non importa quanto ci vorrà ma valgo più di così
So che non posso ricominciare da zero, come se nulla fosse. So che mi porterò sempre dietro i segni di quel che è stato (...). Ma ho capito che ciò che sono, che sogno e provo deve dipendere solo da me.
~ Giovanni Arena • Quel treno per Inverness
I sogni non sono realtà. Possono diventarlo, ma devi avere la consapevolezza che possono rimanere per sempre tali.
~ Giovanni Arena • Quel treno per Inverness
La costante paura di essere in ritardo, di perdere qualcosa, la coincidenza di un treno o una qualsiasi occasione. Come se ogni volta che stessi per stringere qualcosa mi sfuggisse dalle mani, se ogni volta che stessi per raggiungerla si allontanasse. La sensazione costante che dopo il bello arriva sempre il brutto, e che ti spinge a dimenticare quel che stai vivendo nel presente.
~ Quel treno per Inverness, Giovanni Arena
Ho deciso di iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Volto pagina per cercare di essere una persona migliore, meritevole e capace di non lasciarmi più influenzare da tutte quelle persone negative e false che mi hanno circondato sino ad oggi.
Inizio un nuovo percorso che dovrà portarmi a essere più serena e in pace con me stessa, ad imparare a convivere con una me che si è trasformata in qualcosa che non ho mai voluto che diventasse.
Incomincio da qui, un po' con il fiato mozzo, un po' a fatica ma alla ricerca della felicità.
Al giorno d'oggi vai avanti solo se infanghi qualcun'altro. Non esiste coerenza, non esiste collaborazione. Solo quella costante voglia (e il piacere) di metterla in culo a qualsiasi essere umano che respira al tuo fianco.
A volte dobbiamo solo accettarlo che per alcune persone non contiamo un cazzo.
Arrivi ad un punto in cui ogni facciata, ogni maschera crolla. Fai fatica a trattenere quel sorriso finto che hai sempre tenuto stampato sul viso.
Sei stanca, stanca di fingere che vada tutto bene, stanca di ascoltare la gente che riesce a essere felice ed a realizzare ogni suo desiderio.E tu sei lì, ferma immobile. Non riesci ad andare ne avanti ne indietro, figuriamoci di lato.
Stanca di guardare, stanca di sopportare, stanca di mandare giù senza una lacrima.
Arriva il momento in cui scoppia e crolla tutto. Non riesci più a tenere dentro la rabbia che scorreva silenziosamente nelle vene fino ad allora.
Una rabbia incontrollata ribolle e pulsa ininterrotta, quella voglia di urlare e di spaccare qualsiasi cosa. Un fiume in piena a cui non puoi porre alcun limite perché capace di infrangere gli argini in pochi secondi.
A tutto c'è un limite, la pazienza e la speranza finiscono. La rassegnazione incombe.
Hai smesso di chiederti perché, restano solo le ferite che sanguinano e questo dolore sordo che ti esplode nel petto.
Ti chiedo per quanto durerà questo vuoto e questo dolore. La verità è che non c'è risposta, resta una domanda retorica che cade nel vuoto di una vita che nessuno è mai stato in grado di coccolare e apprezzare.
Parole buttate al vento, colme di amarezza e di rimpianti. Un turbinio che a lungo andare diventa tornado.
Quando finirà? Quando potrò essere anche io felice? Di una felicità mai provata, di una pace interiore che non ho mai saputo assaporare.
Non c'è gioia, non c'è pace per chi non si è mai sentita amata e apprezzata dalla vita che sino ad ora è stata schiva e infima.
È un dolore che non provavo da tempo. Quella voglia di sparire, annientarsi e non lasciare traccia.
Solo bruciando si può rinascere. Così, forse, solo allora potrò cominciare di nuovo, con un senso di pace.
Esiste una linea sottile fra realtà e fantasia, e seppur talvolta questa linea di confine si annulla, certe cose non le puoi fermare. Devi solo vivertele. La mia non è una storia semplice. Dopotutto, non lo è mai stata ma nel corso degli anni sono cambiata e ho cambiato il modo di vedere il mondo e di prendere le decisioni. Eppure, oggi, guardandomi indietro, non cambierei nulla di ciò che è accaduto. Alcune dinamiche sono sfuggire al mio controllo e, senza aver alcuna possibilità di scelta, mi sono ritrovata a vivere qualcosa che mai avrei creduto possibile se non nelle scene di un film, se non nella fantasia di chi scrive.
È capitato tutto all'improvviso... all'inizio mi ha sorpreso un po', mi sono chiesta perché fosse capitato a me, ma alla fine mi sono detta che per una volta potevo vivere senza il freno a mano tirato, senza dover controllare tutto, lasciandomi andare. Dovevo rimettere insieme i pezzi, ritrovarmi dopo quei mesi bui e capire un po' cosa desideravo e chi volevo essere. Mi ero persa e dovevo ritrovarmi. Perché solo cercandosi ci si ritrova e si ricomincia una nuova vita.
Ed è così che tutto ebbe inizio. Una vita parallela. Un multiverso fatto di sguardi segreti e sospiri, nonostante la luce del giorno.
Quanti sbagli che ho fatto nella mia vita. Solo ora me ne rendo davvero conto.
Avrei potuto vivere mille esperienze diverse, ma come sempre ho preferito non espormi. Tirare sempre quel freno a mano che da quando sono nata è una costante.
E così mi ritrovo a vivere una vita non completamente mia, ma per la maggior parte dettata dagli altri
Ho questa strana dote di rendere felici gli altri ma mai me stessa.
Mi dico sempre che devo darmi tempo, che prima o poi qualcosa di buono arriverà.
Ma la verità è che sono stanca, stanca di trovare sempre porte chiuse, di prendere delle grandi badilate in faccia, di continuare a lottare contro i mulini a vento e vedere che i sogni che ho diventano costantemente illusioni.
Una delusione che incrementa ogni giorno che passa e una speranza che ormai sta cessando di esistere.
Per la prima volta nella vita sentivo di avere uno scopo, di avere qualcosa per cui lottare. Ma evidentemente non era ancora arrivato il momento della vittoria, non avevo ancora raggiunto la vetta