Riuscire ad abituarsi ad essere leggeri
privati da alcun macigno
e forti abbastanza da resistere alle prove del tempo
- Alessandra Tripodi
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Riuscire ad abituarsi ad essere leggeri
privati da alcun macigno
e forti abbastanza da resistere alle prove del tempo
- Alessandra Tripodi
“Gli era apparso opportuno, nella circostanza, mettere tra sé e il mondo una certa distanza.”
— Alessandro Baricco
Alcune parole non vengono dette e escono direttamente dagli occhi
non ti rimpicciolire
solo per
adattarti agli altri.
ricordatelo sempre
impara che per
guarire una ferita,
devi smetterla
di toccarla.
(Il-ragazzo-che-gela-dentro)
“… perché in fondo noi siamo della razza di coloro che hanno per legge questa assidua pena di cercare armonia conquistando il dolore.”
— Salvatore Quasimodo, Voglio pensare al cuore che hai mentre danzi, ultimi versi
Una versione diversa di te esiste nelle menti di tutti quelli che sanno chi sei.
(Il-ragazzo-che-gela-dentro)
“Avevo quasi il timore di entrare nella sua vita, di domandargli del suo passato, di farmi raccontare cose che lo avevano segnato, cambiato o semplicemente fatto crescere. Sono sempre tutti così bravi a dirti che ti capiscono, che comprendono esattamente cosa provi o hai provato. Stronzate. Nessuno può conoscere i tuoi passi, al limite riconoscerli. Io non ci riesco. Non lo so se le cose di cui mi parli le esterni perché vuoi o solo perché devi, se ti fanno ancora bene o ti fanno ancora male, non lo so cosa ti passa per la testa quando provi a riviverle, se ti fa piacere ricordarle, se sei convinto di averle dimenticate e invece non sei mai riuscito a scordarle davvero. La mia empatia non servirà a un bel niente di fronte ai tuoi ricordi, inconcludente davanti a tutto ciò che è stato ieri. Non sarà mai in grado di leggere le parole della tua storia con gli stessi brividi della tua voce. Ma restare e ascoltarti, rispettare ogni tua esperienza, proteggere l’universo che sei, sì, lo so fare. Non ti sembra banalmente poco, a tal punto riduttivo? Forse non basterà mai, forse un giorno finiremo come gli altri, senza sapere cosa farcene di quest'amore così esiguo.” — manuela g.
se fuori piove
io dentro nevico
Receipt Art By Michael Moccia
For more: artwoonz.com
“Chi combatte contro i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E quando guardi a lungo in un abisso, anche l'abisso ti guarda dentro.” - F. Nietzsche
Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra. Semplicemente si vestono ed escono, chi può le riconosce.
—Cesare Pavese.
Non mi sono mai sentita veramente voluta da nessuno, piuttosto un rimpiazzo o un semplice passatempo. E questo mi ha fatta sentire terribilmente sbagliata.
Ho sempre dubitato di chi mi ha rivolto parole apparentemente dolci e sincere, così come le promesse.
Questo perché nessuno ha mai lottato veramente per me. Nessuno ha mai apprezzato quella parte di me un po’ fragile e dolce, sensibile. Nessuno si è mai interessato veramente a me.
Nessuno. Nessuno mai.
Nascondersi da tutta una vita
camminare per strada guardando le pozzanghere e quasi
cercandole
io che a stento sto ferma
ho sempre quella matta voglia di scappare
non sai cosa voglia dire aspettare, tu
e poi
sapere che metterò avanti le mani
per fermare qualunque possibile dolore
rifiuto
contraddizione
sono un disastro un momento prima e quello dopo
pure.
Alzare la testa a guardare le nuvole e vedere
che il cielo non è caduto ancora
anche se l’ho sentito sulla fronte
piangere
acide lacrime che avrebbero portato via
chiunque con un po’ meno forza
vedere che il cielo
è ancora là
nonostante i tuoni e i lampi
e ci sono limiti che impongo al mio essere un essere umano
limiti invalicabili
portami in braccio, che sono stanca
oggi,
se solo tu avessi una mongolfiera
o,
mi impongo limiti che sono miei altissimi insuperabili lontanissimi che non so abbattere e
allora aiutami
o
se solo tu avessi dei palloncini
da legare al camino
di questa casa
Qualche volta scivolo
sull’idea di me,
dandomi per scontata
dimenticando di apprezzare
ogni singolo istante senza volto
vissuto
oltre la paura delle cose
sul precipizio della vita
e della morte.
Mi ritrovo in piedi
al termine della strada
nel suono familiare del vento
tra le note di una canzone
a reggere il muro insostenibile
del dolore e della rabbia ingoiata
per strozzarsi con un vuoto
senza nome.
Eppure,
mi ritrovo sempre
intera, nello sguardo di chi tende la sua mano.
Nell’abbraccio di un affetto che sa di casa,
nelle lacrime di chi c’è e non va mai via,
mi ritrovo
intera,
oltre la vergogna di esporre tutte le cicatrici,
per qualcuno o qualcosa,
rimango intera
per me,
per ogni attimo di vita che ho amato,
nel dubbio che un momento felice
valga il mio perdono
per le emozioni che ho lasciato andare,
le mortificazioni, gli insulti, i rimproveri,
per le volte in cui ho odiato il corpo che mi è stato donato.
Rimango intera.