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@sottounabuonaluna
Tu stive ‘nzieme a n’ato, je te guardaje, e pprimma ‘e da’ ‘o tiempo all’uocchie, pe’ s’annammura, già s’era fatt’ annanze ‘o core: “A me! A me!” ‘O ssaje comme fa ‘o core… “A me! A me!” quann’ s’è annamurato.
Tu stive ‘nzieme a me, je te guardavo… comm’è succiesso, ammore, ca è fernuto? Ma je nun m’arrenn’, ce voglio pruva’. ‘O ssaje comme fa ‘o core quann s’è sbagliato.
Eduardo De Filippo e Pupella Maggio, “Natale in casa Cupiello” (1977).
Che bella sensazione
“Si direbbe che nel cervello esista una regione del tutto particolare che si potrebbe chiamare “memoria poetica” e che registra ciò,che ci affascina, che ci commuove e che rende bella la nostra vita. L’amore comincia nell’istante in cui la Donna si iscrive con la sua prima parola nella nostra memoria poetica.”
— Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
“Non c'è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione, prolungato in centinaia di echi.”
— Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare, sposta la bottiglia e lasciami guardare, se di tanti capelli ci si può fidare.
Cemetery of Staglieno, Genoa, Italy
Io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare.
Erri De Luca
By: Michelle Catherine | crazycatladyldn
KALA AND WOLFGANG + HANDS (insp.)
she’s a sun, bright, beautiful, he needs her
Cesare Pavese, Lavorare stanca.
“Mentre lei si perdeva nelle sue buffe fantasticherie, lui pensava che Chantal era il suo legame affettivo con il mondo. Quando sente parlare di carcerati, o delle vittime di persecuzioni e carestie, il solo modo che abbia di sentirsi personalmente , dolorosamente toccato dalle sventure di quella gente è di immaginare Chantal al posto loro. [...]
Solo lei, e nessun altro, riesce a scuoterlo dalla sua indifferenza. E solo attraverso di lei è capace di provare compassione. Avrebbe voluto dirglielo, ma ebbe timore di sembrare patetico. Tanto più che un’altra idea, opposta alla prima, lo colse come una sorpresa: e se gli capitasse di perdere quell’unico essere che lo lega al resto dell’umanità?”
Milan Kundera, Identità.