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Show & Tell
One Nice Bug Per Day
Peter Solarz
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Cosimo Galluzzi
Keni
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Three Goblin Art

❣ Chile in a Photography ❣
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🪼

JVL
Stranger Things
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Love Begins
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We’re all dead inside
Non sono il meglio perché insomma, guardami. Ma non sono neanche il peggio perché insomma, guardati.
(via 50shadesofvodka)
Già ho un carattere di merda, in più mi rompete i coglioni e allora ve la cercate proprio.
(via 50shadesofvodka)
mi sono accorta che non ho mai scritto quello che ho provato per te. Ci ho pensato a lungo e sono arrivata ad ammettere che non l'ho mai saputo. Probabilmente non mi sono innamorata dei tuoi occhi per via dei tuoi dubbi e di quelle volte che mi hai tenuta a debita distanza. Per via dei baci che volevo e che non mi hai dato, per quelle piccole attenzioni che desideravo e che mi sono mancate. Per via delle mie aspettative che non sono mai state gratificate. Per via delle sere che ho dovuto imparare a trascorrere anche senza di te, provando a divertirmi con un po’ di alcool e qualche sigaretta di troppo perché nella mia testa c’eri costantemente tu. Non ho provato affetto, quel semplice volersi bene. Il mio cuore faceva fatica, ma si lasciava andare. Voleva viverti ugualmente, anche se sapeva benissimo che non avremmo combaciato alla perfezione. Per la prima volta ha voluto rischiare. Fin dal principio sapeva che non sarebbe stato facile con te. Eppure ha insistito, ha trovato il coraggio quando sembrava non averne abbastanza per continuare a crederci. Non ti ha amato, questo no. Ma ho pensato che, forse, non ha potuto farlo perché non eri disposto a lasciarti amare.
Ho vissuto tra due millenni, due secoli, tre decadi. Ho visto il primo presidente nero degli Stati Uniti, il crollo delle torri gemelle, la cattura di Bin Laden, la morte di Michael Jackson, un matrimonio reale tra un principe e una cittadina comune. L'uragano Catrina, il terremoto ad Haiti. Sono sopravvissuta alla fine teorizzata dai Maya ed ho appena 20 anni.
(via strettamentemia)
Non riesco proprio a dormire, penso a quanto sarebbe stato figo vivere l'adolescenza negli anni ‘90, senza computer, niente internet, nessun social networks. Passare giornate a leggere giornaletti e magari andare in giro e su ogni panchina, sui muri, scrivere frasi e lasciare lì il proprio segno con un pennarello. Labbra tinte con colori scuri, ciocche rigorosamente bionde per seguire la moda delle Spice Girls ed ascoltare gli Oasis e i Take that. Andare al cinema a vedere Titanic, sognando DiCaprio. Avere un proprio diario segreto con un lucchetto, al posto di Facebook o di Tumblr. Avere uno dei primi Nintendo e uno dei primi cellulari, quello indistruttibile della Nokia magari! Altro che tablet e iphone! Vedere persone che si conoscono guardandosi negli occhi e non si cercano il giorno dopo su facebook, magari vedere il ragazzo farsi mille paranoie per chiedere un numero di cellulare e sentirsi quando non sono insieme. E se la ragazza non risponde? “non avrà credito” o “non avrà tempo”, non resti di certo a fissare lo schermo per un'intera giornata perché lei ha effettuato l'accesso proprio 10 minuti dopo il tuo messaggio e non l'ha visualizzato, tanto non esisteva il visualizzato! Credo di essere nata nell'epoca sbagliata, non mi sento parte di questa generazione di falliti o di malati di like. Non mi sento al mio agio in questo mondo in cui tutto va condiviso con tutti, ma nessuno è disposto ad ascoltarti davvero. Niente sentimenti, se non un cuoricino su whatsapp o un visualizzato. Persone che si tagliano perché va di moda, gente che fa di tutto per attirare l'attenzione ed avere qualche like in più. Si condividono i pensieri che poi nessuno condivide realmente, si mostrano al mondo i propri sentimenti, pubblicare foto di baci, carezze per cosa? per far vedere ai tuoi 17383 amici di facebook (manco li conosci tutti) che hai un ragazzo! Vogliamo parlare delle uscite con gli amici? C'è chi si scatta selfie, chi messaggia e chi fa foto al cibo e nessuno parla! È un quadro di disperazione, di solitudine e di condivisione, e io non voglio farne parte.
Siamo la generazione di Skins. Siamo la generazione del sesso veloce, senz'anima, dell'amore paragonato come una sveltina, degli amici di sempre che c'hanno rubato il cuore, dell'alcol a quindici anni e del fumo ancora prima. Siamo la generazione di stare svegli fino al mattino, quelli che ballano fino ad avere le vesciche sui piedi, che vanno a letto tardi e si svegliano ancora più tardi. Siamo noi, siamo noi, che abbiamo paura di tutto eppure abbiamo il cuore che si chiama Riccardo, coraggioso come non mai. E mandiamo a puttane tutto, FUCK IT! A fanculo il futuro, ciò che pensa la gente, cosa vogliono mamma e papà, cosa vuole l'amore, come ci vuole il mondo. Fanculo! Siamo quelli cresciuti credendo Goku il Dio Supremo del Mondo, con iPomekom sempre nella testa, il GameBoy giallo ocra in mano, e la PlayStation, la prima, quella grigia, sempre sotto la tivù, che Crash Bandicot e Spyro non ci lasciavano proprio mai. Siamo quelli cresciuti la mattina con Heidi e le Tre Gemelline, e il pomeriggio in strada a giocare a pallone e scambiarci le figurine. E c'era l'estate con Baywatch, Xena ed Hercules, e c'era l'inverno con Bim Bum Bam. La sera, prima di andare a letto c'era Smallville e poi,nell'adolescenza, era Skins il nostro compagno di vita. Siamo noi che ogni canzone di Ligabue è un brivido, cercando di identificarci in Alba Chiara e di ripescare quella buona musica che ora proprio non c'è. Eravamo quelli del FESTIVALBAR. Cazzo, siamo noi. Che se tornate fra cent'anni ci trovate sempre qua.
diciott'anni per sempre, E.C. (via electraheart94)
Sono nata negli anni 90 e guardando i ragazzini di oggi posso dirti che sono felice di essere nata in quegli anni. Non c’era il cellulare, Facebook, Twitter, Tumblr o Instagram e quando dovevamo vederci per giocare citofonavamo a casa del nostro amico e chiedevamo alla sua mamma se poteva scendere a giocare. Non avevamo bisogno di abiti alla moda firmati tanto finivano in lavatrice ogni giorno. Siamo cresciuti con Harry Potter è ancora aspettiamo la nostra lettera per Hogwarts. Giocavamo a ‘strega comanda color’ ‘nascondino’ ’ la bella statuina’ e ‘un due tre e stella’. Fino ai 13/14 anni non ci interessava nulla dell’altro sesso, eravamo tutti amici. Ci emozionavamo per un bacio sulla guancia. Costruivamo capanne con tutto quello che trovavamo, giocavamo al ‘cuoco’ in giardino con terra e fiori. La fantasia era tutto. Il primo Nintendo ci sembrava un gioco venuto dallo spazio e passavamo sere a giocare ai pokemon. Compravamo il ‘cioè’ e collezionavamo tutte quelle cavolate che c’erano in regalo. Le uniche barzellette che conoscevamo erano ‘pierino’ ‘il fantasma formaggino’ o ‘c’è un francese un italiano e un tedesco’. Non esisteva l’iPod o spotify, c’erano le cassette che se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgerli con la penna bic. Vinceva chi lasciava la scia più lunga sgommando con la bicicletta. Ci sentivamo ricchi se possedevamo ‘parco della vittoria’ e ‘viale dei giardini’. Quando iniziava a fare buio sapevamo che dovevamo rientrare. Guardavamo Art Attack, cercando di riprodurre i lavoretti che il programma mostrava, anche se alla fine non ci riuscivano quasi mai. Eravamo piccoli ma non ci fingevamo grandi, né vedevamo l’ora di diventarlo. Vivevamo in un mondo dove la sostanza contava molto più dell’apparenza, dove non si pubblicavano le foto dei pranzi su Instagram ma li gustavamo assieme alla nostra famiglia, perché la famiglia era tutto. I cuoricini in bacheca erano dei sinceri ‘ti voglio bene’. Era tutta sostanza, non apparenza.
Cit. (via no-one-tells-me-who-i-love)
AHS: Coven + Demigirl moodboard for anon!
Ho letto un libro mentre non c'eri. Ho creato una playlist di canzoni che non ti sarebbero piaciute. Ho studiato molto, cercato delle risposte. Sai, alcune volte, mi sono ricordata delle tue vecchie domande e adesso si che so cos'avrei dovuto dirti, ma non vale più e quindi le ho cancellate. Ho preparato altre 2 torte che avrei voluto assaggiassi ma le ho fatte provare a tutti, tranne che a te.
E andava bene così. Non ti ho pensato più. Dopo quella notte di dicembre io non ti ho amato più e non ti ho voluto più. Ho guardato tanti film, messo lo smalto e il rossetto. Non ho più tagliato i capelli ed il colore è rimasto lo stesso.
Le mie giornate sono state affollate e stanche. Il problema era la notte, quando mi svegliavo alle 3 pensando a te e non potevo dirtelo.
Hai presente i viaggi? Gli after passati a ridere di tutto? La pizza? I libri? Le persone di Tumblr? La musica Rock? Le felpe? La birra? Le sigarette? L’ Alcool? Il disagio? Il Lucca comics? I Film? Le Serie TV? Le Vans? I tatuaggi? I piercing? I capelli colorati? Il gelato? Le gite scolastiche? Hai presente tutte queste cose? Ecco, tu non sei meglio di tutto ciò.
Cit. condividiamoinsiemeilbuio (via condividiamoinsiemeilbuio)
Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.
David Grossman, Qualcuno con cui correre. (via lacrimainterrotta)