“Devo solo distrarmi. La distrazione. La massima invenzione dell'essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo.”
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“Devo solo distrarmi. La distrazione. La massima invenzione dell'essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo.”
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Amori mediocri sopravvivono. Amori grandi vengono distrutti dalla loro stessa intensità.
Oscar Wilde
Si, c'è qualcosa di sconcertante, demoniaco e affascinante in lei.
Leo Tolstoy (via qualcooono)
“Gli dissi di farmi godere con la lingua. Mi lesse delle poesie.”
Baricco (via caiac99)
Ti cerco nei giorni migliori. Ti cerco nei silenzi. Ti cerco nei sorrisi degli altri che non sorridono mai come te.
(via 268-km)
-Cristo, non voglio diventare una di quelle che ti attaccano una pezza su quello che vogliono fare da grandi. Lo farò e basta. Immaginare il futuro sa di rimpianto- -Eh?- feci io. -Passi la vita inchiodato nel labirinto, pensando al modo in cui un giorno ne uscirai, e a come sarà fantastico, e immagini che il futuro ti trascinerà pian piano fuori di lì, ma non succede. E’ solo usare il futuro per sfuggire al presente-
Cercando Alaska - John Green (via libri-cinema)
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Youaresuchadisaster
Orgoglio.
E’ curioso, ma la parola orgoglio ha conservato un’affinità etimologica con la parola rigoglìo: Immaginiamo la nostra pianta preferita nel suo momento di massima espansione, quando si ricopre di germogli nuovi e di foglie brillanti, quando sembra crescere a vista d’occhio e sviluppa i suoi rami e le fronde in un tripudio di vitalità: questa è una pianta rigogliosa che si appropria dello spazio per crescere. Ora, proviamo a pensare ad una persona orgogliosa e cerchiamo di capire cosa abbia un comune con la nostra pianta. Come questa, la persona orgogliosa si impone allo sguardo e mostra la sua forza; non riusciamo ad immaginarla seduta, ma in piedi, con il petto in evidenza e il mento un po’ sollevato: una persona orgogliosa non abbassa lo sguardo e non si ritira davanti a quello degli altri: un po’ come la pianta, solo che, a differenza del vegetale, l’uomo o la donna in questione, hanno una mappa di rappresentazioni mentali, una consapevolezza della propria esistenza e la facoltà di parola. Ecco, adesso davanti a noi ci sono una pianta e un essere umano. Entrambi rigogliosi e inorgogliti. Ma l’uomo è innamorato, la pianta no.A mio parere, dove c’è qualcosa che possiamo definire “orgoglio”, è molto difficile che sia presente anche l’amore. Ma cerchiamo di chiarire l’uso che qui si vuole fare dei due concetti chiamati in causa. L’orgoglio è quell’atteggiamento per cui l’individuo avverte di trovarsi ad un livello più alto rispetto agli altri in quanto si ritiene migliore in relazione a qualcosa; chi prova orgoglio si sente importante, crede di dover mostrare qualità personali ritenute positive, spesso nutre un sentimento di rivalsa e rivendicazione. A queste sensazioni può aggiungersi il desiderio di riparare ad una ferita ricevuta e uno stato d’animo che potremmo associare ad una fierezza venata di arroganza e malcelato disprezzo. L’orgoglio non è da confondersi con la dignità e l’amore di sé.Cosa succede, allora, quando l’orgoglio emerge all’interno di una relazione d’amore? In che modo l’orgoglio e l’amore possono sistemarsi tra i due soggetti coinvolti emotivamente? Poniamo il caso che tra i due amanti avvenga una lite(O per esempio si allontanino e non sentirsi per giorni) e che uno dei due si senta offeso, tradito, sminuito, ferito. Immaginiamo che in lui, o lei, nasca un moto d’orgoglio: quale situazione si verrebbe a creare? Pressappoco questa, volendo essere realistici: il partner che ha ricevuto il colpo reagirebbe con un movimento di chiusura o di attacco finalizzati a difendere la propria identità, la propria immagine; utilizzerebbe l’orgoglio per preservare la sua struttura psichica e non cedere alla sofferenza del danno ricevuto. Perché una persona sceglie di adoperare lì orgoglio come risposta ad un conflitto? Perché si sente frantumato sotto il colpo dell’offesa e, proprio in quel momento, rinforza le difese e innalza barriere per difendere l’integrità e contenere la paura della solitudine. Ma chi stabilisce che l’atto compiuto dal partner sia stato concepito intenzionalmente come un’offesa gratuita, e non sia, invece, il frutto di un equivoco o il riflesso di un disagio personale che nulla a che vedere con la presenza dell’altro? Semplificando: chi dice che l’offesa è veramente tale, così come l’intenzione di danneggiare? E se fosse tutta una percezione falsata della realtà? Se fosse un errore di interpretazione? L’orgoglio avrebbe peggiorato, forse irrimediabilmente, la situazione.Si profila, da questa prospettiva, un problema comunicativo che potrebbe essere risolto cercando un contatto più profondo e libero da condizionamenti narcisistici e solipsistici. Erich Fromm sosteneva che dove impera il narcisismo è impossibile per l’amore albergare. E l’orgoglio è una forma di narcisismo, se stiamo attenti a non confonderlo con la dignità intesa come rispetto e genuino amore di sé. Se il narcisismo è quel tratto caratteriale per cui, riflesso nello specchio d’acqua, non ci si accorge dei pesci che nuotano sotto la superficie, ma si rimane imprigionati nella contemplazione estasiata della propria immagine, allora l’orgoglio è una modalità di espressione di questo narcisismo secondo la quale diventa più importante difendere la mia identità piuttosto che sentire e comprendere le ragioni dell’altro. Quando l’orgoglio prende il sopravvento, l’altro scompare perché la paura di perdere l’equilibrio psichico, così faticosamente costruito negli anni intorno al concetto di io, è troppo intensa per lasciare il posto al confronto e all’incontro: cosa ne sarebbe di me se le difese crollassero? A cosa potrei appigliarmi per non cadere nel vortice del vuoto?Se diventassimo capaci di creare, anche solo per un attimo, questo spazio dentro di noi, la realtà percepita rifletterebbe una luce assolutamente nuova: non sarebbe più una produzione arbitraria della mia mente, ma avrebbe un colore tutto suo e un’autonomia, cioè una legge propria.Quando utilizziamo la parola “amore” dobbiamo essere cauti: che cosa intendiamo esprimere? Nella maggior parte dei casi noi tutti siamo abituati a riferirci all’amore romantico, l’amore come malattia identificato con la passione, con il desiderio per l’oggetto amato, con il coinvolgimento completo dell’amante, a cui fanno da corollario espressioni come il senso di possesso, l’esclusività, l’attaccamento, l’annullamento nell’altro. Ma in questo processo, l’altro, il polo della nostra attrazione, dove va a finire? Che cosa diventa mentre noi diamo sfogo a tutto il nostro immaginario culturale costruendo ad arte l’oggetto dei nostri desideri? Se ci va bene, l’altro emerge ogni tanto tra le pieghe del tessuto, nei momenti in cui la nostra mente riesce a sfuggire all’identificazione con il concetto di amore interiorizzato. M. Buber diceva che l’incontro avviene solo nel momento in cui l’altro cessa di essere per noi uno strumento. E se l’altro diventa lo strumento per inscenare la mia personale rappresentazione dell’amore, l’incontro autentico resterà una terra sconosciuta.Cosa deve accadere, allora, per rompere l’incantesimo di Narciso e vedere me stesso e l’altro senza veli? L’amore non è una malattia che fa perdere il senno, come al paladino Orlando del poema di Ariosto; non è una tensione disperata verso un oggetto irraggiungibile, come succede alle eroine romantiche dell’Ottocento; e non è neanche il tormento di Catullo che anela senza successo all’amore di una donna che quasi lo ignora; meno che mai è l’amore divinizzato della poesia cortese medioevale in cui la donna è rappresentata come un angelo incontaminato. Questo genere di rappresentazioni dell’amore sono parte integrante della nostra cultura e si sono sedimentate, pian piano, lungo il processo di costruzione di significato che la mente di ognuno compie. Non è facile sradicare tali associazioni semantiche e valoriali, le idee su cui si fonda uno schema mentale condizionano fortemente le nostre emozioni e l’evolevere dei nostri sentimenti.L’amore è uno stato di apertura psicofisica, in cui l’energia vitale scorre liberamente e incontra un altro campo energetico affine con cui entra in sintonia: è come l’armonia musicale che produce piacere, benessere, gioia. Può dare luogo ad una profonda intimità in cui si sperimenta una sensazione di fusione con l’altro, una caduta dei confini e la perdita e lo scioglimento della propria identità in quella dell’amato secondo un movimento reciproco e fecondo di scambio energetico, esattamente come avviene durante l’unione sessuale. Se l’amore è questo fluire di energie psichiche e corporee, appare evidente che non c’è posto per la storia e l’importanza personale, né per il possesso o il sospetto. L’amore è incontrare l’altro nella fiducia e nella libertà, nello scambio comunicativo, nel desiderio senza possesso e nella gioia del cuore e dei sensi che festeggiano il libero fluire della vita. Sulla base di queste premesse è forse possibile provare a costruire, passo dopo passo, un cammino a due, ognuno lungo la propria strada.Le persone che definiamo orgogliose sono coloro che hanno piena fiducia nelle proprie capacità e possibilità; tuttavia avere un livello di autostima troppo elevato e, di conseguenza, essere pieni di orgoglio, può sfociare in un senso di superiorità nei confronti degli altri, che nel tempo può rendere sgradevoli le persone.L’orgoglio però non è necessariamente negativo, anzi, talvolta è sano e utile alla nostra vita, soprattutto quando nasce dalla obbiettiva consapevolezza delle proprie capacità, del traguardi raggiunti e dei successi che abbiamo riportato fino a quel momento. In questo caso si tratta allora di quell’orgoglio positivo, che serve a farci avere una corretta autostima e che deve essere rinvigorito e alimentato, perché ci consente di vivere in armonia con noi stessi. L'orgoglio sano fa tenere i piedi ben saldi a terra e imparare ad averlo può aiutare chi è troppo ipercritico con se stesso a riconoscere le proprie capacità e a intraprendere la strada che più si desidera.Troppo orgoglio=superbia.Ma quando l'orgoglio si può trasformare in superbia? Sicuramente quando una persona si vanterà eccessivamente di sé, delle proprie capacità e dei risultati raggiunti.Quando le persone sono eccessivamente orgogliose generano errori e diventano presuntuose, con la conseguenza che rimarranno sole e isolate.da un lato, come abbiamo visto, un po’ di orgoglio aiuta a farsi valere, essere eccessivamente orgogliosi porta a scontri e incomprensioni e soprattutto non aiuta nelle relazioni.Bisognerebbe imparare a mettere il proprio orgoglio in secondo piano di fronte alle situazioni in cui ci si trova a condividere qualcosa con qualcun altro di cui abbiamo stima e ammirazione e quando crediamo e diamo valore al progetto che si sta condividendo. In questi casi mettere da parte il proprio orgoglio non significa avere scarsa fiducia e autostima nelle proprie convinzioni, ma significa dare importanza all'altra persona e a ciò che in quel momento si è deciso di costruire, sia che si tratti di vita privata o di lavoro.Se invece questa sintonia non c'è e se non c'è la stessa intensità di coinvolgimento nel progetto che si sta condividendo, allora possiamo anche rimanere sulle nostre posizioni e non scendere a compromessi.Sicuramente avvicinarsi all'altro, chiedere scusa e non essere troppo orgogliosi è anche sinonimo di intelligenza.
-Zpak
La fregatura è che mi piaci così tanto da non riuscire a guardare un altro ragazzo senza pensare inevitabilmente ai tuoi modi di fare , finendo per cercare in loro qualcosa di te . La realtà è che sono condannata a non averti mai e a volerti sempre.
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta, con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire. Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te, che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle. Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni. Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai la ridicola, che rispetti il tuo essere libera, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere. Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti il sogno, il caffè e la poesia.
Frida Kahlo (via xitsemm)
“Parlavi poco di te perchè ti ricordava i difetti che avevi..” “Eri un muro di ghiaccio, mi facevi vedere cosa c'era dall'altra parte, ma non mi lasciavi passare.”
Ti vorrei chiamare, ma sai, tra l’orgoglio e il fare, e poi ti vorrei mancare, più che chiamare.
Susanna Casciani (via trefiorinelcuore)
Ti direi che mi manchi , ma sono troppo orgogliosa per farlo
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Un amore che non sembri l'ultimo della vita, per una donna non è che un inutile passatempo.
Kitchen - Banana Yoshimoto (via libri-cinema)
😛
Se lui t'amasse infinitamente una vita intera, non ti amerebbe mai quanto ti amo io in un solo giorno.
Cime Tempestose - Emily Brontee (via libri-cinema)