È notte fonda ormai, il mondo dorme e io affogo.
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Ho l'acqua alla gola, a tratti arrivano delle ondate e solo qualche capello mi rimane scoperto. Le dighe si sono rotte. Sono sotto terra e faccio poco rumore, la gente che sta sopra non se ne può accorgere. Non grido, tanto sarebbe inutile, nessuno mi sentirebbe mai. Sto in profondità, sotto in una fogna sotto un tombino di una città troppo trafficata. Quando le acque si calmano mi sistemo i capelli, raddrizzo i vestiti e metto su la faccia di chi se la cava piuttosto bene.. E dentro sono piena d'acqua. Continuamente. A volte mi basta bere un solo bicchiere e allago tutto, ancora, di nuovo.
Voglio allagare tutto e liberarmi, far nascere fiori dentro i miei polmoni. Voglio le margherite, e le primule, e i girasoli, e i piscialletto, voglio le rose. Voglio che mi escano dagli occhi, dall'esofago. Voglio vomitare fiori, non parole, fiori. Voglio la primavera, quest'inverno travestito da finta estate mi ha stufata. Voglio la primavera dentro e tutto intorno.
Come ci si svuota?
Voglio smettere di avere paura anche di respirare.
Tu ce l'hai un modo?











