Brighton, galleria d'arte sul mare
Ogni singola porta è chiusa, le luci spente, l’atmosfera spettrale eppure incredibilmente affasciante: piccole luci, negli angoli delle sale, contribuiscono a quelle ombre che macchiano il pavimento, ora di una statua, ora di un piedistallo, ma per arrivare alla meta devono, necessariamente, attraversarle tutte. Le scale in marmo sembrano risuonare sotto i colpi del leggero battere dei tacchetti della Corvonero, conducendo fino ad una porta di cui la bionda, a quanto pare, ha le chiavi. Quello che si staglia dinanzi ai loro occhi è uno spazio che sembrerebbe aperto: le pareti, su cui sono appese cornici dorate e piuttosto grandi, sono in realtà in vetro, così lucide e sottili da sembrare inesistenti. Il pavimento in marmo scuro sembra parte del mare e, lì dove si congiungono, del cielo. Lionel non avrà problemi, però, a riconoscere le opere esposte: sono le sue foto, quelle che qualche settimana prima la bionda gli ha chiesto e poi restituito, dopo qualche giorno. Ognuna di queste manca di didascalia, tenendo il piccolo cartellino candido che le accompagna — nel lato inferiore, spostato sulla destra — candido e, a giudicare dalla piuma che levita in giro, pronto ad essere riempito dalla mano stessa dell’artista della serata. Giunge ovattato il rintocco della mezzanotte, da fuori l’edificio, eppure abbastanza percepibile affinché la bionda abbozzi un leggero sorriso, nel dirgli che « Buon compleanno » è ufficialmente il 31 di Maggio, il giorno del suo compleanno, e hanno tutta la notte per godere della mostra che ha curato personalmente.
















