Dici che mi devo prender cura di me stesso
adesso che non è lo stesso,
adesso che è cambiato tutto,
ma l’unico modo che conosco per volermi bene è attraverso te.
Ermal Meta
seen from Denmark
seen from China

seen from United States

seen from China
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from China

seen from United States
seen from China

seen from United States

seen from Norway
seen from China
seen from Denmark

seen from Türkiye

seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Saudi Arabia

seen from Germany
seen from China
Dici che mi devo prender cura di me stesso
adesso che non è lo stesso,
adesso che è cambiato tutto,
ma l’unico modo che conosco per volermi bene è attraverso te.
Ermal Meta
Ermal Meta, 9 primavere
Indigestione d’Arte
Sono solo lacrime, e non è proprio niente di speciale, una per ogni passo fatto insieme, una per tutte quelle notti sveglie ad ascoltare canzoni d'amore, quelle che fanno sempre stare male.
About Ercole, perché sì
Ciao sono Milena e dato che ho già sentito la canzone (niente allarme spoiler, semplicemente ad alcuni i cofanetti sono arrivati oggi) mi sento di dire quello che ne penso (e ricordo che è una mia opinione personale naturalmente).
Intanto, punto primo, posso dire che musicalmente non mi ha fatto impazzire, anzi, ma non è quello su cui mi interessa maggiormente esprimermi-anche perché io di musica ce ne capisco sì e no, la mia è una pura opinione basta sul mio orecchio e sui miei gusti quindi vale quanto una suola di scarpa bucata abbandonata in un cassonetto.
Quello su cui voglio concentrarmi è il testo, e quello che mi sta a significare. Testo che a me, personalmente, è piaciuto abbastanza e che, sempre secondo me, sta benissimo dove è stato messo.
Per me Ercole infatti è perfettamente in linea con tutto l'album di Non Abbiamo Armi e doveva stare lì dentro per forza perché in un altro contesto non ci sarebbe mai potuta stare e non avrebbe, anzi, avuto lo stesso senso che ha lì.
E' una canzone che rispecchia bene la fase del patteggiamento negli stadi del dolore che quel disco porta avanti e rappresenta ed è per me sinceramente giusto che stia in mezzo a tutti quegli altri brani che vanno ad esprimere ciò che precede o segue questo sentimento.
In quel disco c'è dolore, sofferenza, rabbia, tristezza, depressione, disperazione, ma anche speranza e la voglia di ripartire, ricominciare, andare avanti ed innamorarsi ancora.
E' il racconto di tutta una lunga fase di crescita e superamento che è stata vissuta da Ermal e che ha voluto donarci musicalmente e che però deve-come tema e come espressione artistica della cosa-chiudersi e finire lì, con quel cofanetto, con questo tour invernale e con l'ultimo concerto ad Assago di quest'anno.
Ercole meritava di esserci in questo capitolo della sua vita che lui ha scritto sottoforma di album per quel che esprime e quindi lì è stata messa. Per me non ci sono grandi misteri su questo punto: è un capitolo aggiunto al libro che già conoscevamo, che nulla toglie alla precedente versione e che ci regala invece solo un qualcosa in più, un’ulteriore sbirciatina nell’animo di Ermal e di tutto quello che ha passato con questa rottura, partendo da “9 primavere” fino ad arrivare all’apice della “guarigione” emotiva con “un’altra volta da rischiare”.
Guarigione che passa anche attraverso questa canzone.
Tutto Non Abbiamo Armi è, per citare @mylifeasvi, un cerchio che si chiude, e il prossimo album sarà invece l’apertura di uno nuovo, in cui racconterà altre esperienze di vita, altre emozioni e altre sensazioni, per cui era giusto che questa canzone fosse messa lì, al contesto in cui appartiene.
E' una canzone "vecchia"? Probabilmente sì e sì, allo stesso modo mi sento di dire che ci sono alte chance che sia dedicata alla stessa persona di cui praticamente tutto il disco racconta e parla dato che la relazione e la rottura l’ha avuta con lei e va benissimo così.
Thanks for coming to my ted talk, pace e amore e questo è quel che penso io, liberissimi di dissentire, per favore non mi insultate.
-edit:
Oltretutto mi sono dimenticata di dire una cosa (mi perdo i pezzi perché sono vecchia)
Verso la fine Ermal dice “giuro che sarà per sempre finché non è finita” che grammaticalmente senso non ne ha se non che... la frase con cui finisce la canzone è proprio “finché non è finita”, messa a capo dalle altre, quasi “isolata”.
Che è un chiusura molto forte e che sembra quasi dire era tutto così finché non è finita, a significare che è finita per davvero.
E in effetti quella contraddizione grammaticale più che un errore secondo me è il punto di rottura tra l’illusione del passato e il raziocinio del presente.
Quel te lo giuro doveva essere un giuravo e alla fine colpisce forte la realizzazione che /è/ finita
Il passaggio quindi dalla fase di patteggiamento a quella della realizzazione e depressione verso l’accettazione
Sono solo lacrime
9 Primavere Official Video
Sì, attraverso te✨
Vedrai che tornerà sereno
Allora. Questa cosetta ce l’avevo da un po’ nella mia testa e il videoclip di 9 primavere (che ho adorato follemente) ha solo facilitato lo sviluppo.
Quindi buona lettura!
(ovviamente, preferisco specificarlo, niente di tutto ciò ha intenzione di intaccare il rapporto tra Ermal e Silvia, che è e sarà privato, tutto questo è frutto della mia misera fantasia)
“Sono stanca di aspettarti, Ermal.”
Erano bastate poche parole per mettere la parola fine a quel tipo di rapporto, i gesti erano più importanti e Ermal lo sapeva
Sentiva che quel momento stava arrivando, cercava di ignorarlo, andrà meglio, si diceva, è solo un momento, ribadiva, domani sarà diverso
Cercava di ignorare quella situazione che ribolliva nella pentola da giorni, se non settimane
Il punto di svolta è quella frase pronunciata con forza, con estrema convinzione, dopo l’ennesima volta in cui tornava a tarda notte dopo un “Mangia pure, non mi aspettare, torno tardi” nel loro appartamento a causa di impegni con la casa discografica
“Lo so.” è l’unica cosa che riesce a dire, non ha neanche tolto la giacca bagnata dalla pioggia, ha le chiavi della macchina ancora in mano e non fa un passo, non dice altro
E’ lei a sporgersi verso di lui, a togliergli la giacca fradicia per appoggiarla all’appendi-abiti
“Togliti questa, altrimenti ti raffreddi” e gli passa una mano sulla guancia per poi scostargli un ricciolo bagnato dalla fronte
La guarda ed è bella come il cielo, come farò senza di lei? si chiede
“Promettimi che ti prenderai cura di te” e lo accarezza raccogliendo una lacrima che gli era sfuggita dagli occhi lucidi
“Ti voglio bene, te ne vorrò sempre” e lo abbraccia stringendolo
E assomiglia agli abbracci che gli donava sua madre per farti forza, quelli che precedevano i vedrai che andrà tutto bene
“Ti voglio bene anche io” ed è vero, come poteva mentire? Era stata una delle donne della sua vita per anni insieme alla madre e alla sorella, non si può troncare un sentimento del genere dal nulla
La abbracciava e si chiedeva come sarebbe sopravvissuto a una vita senza lei, mentre cercava di non guardare quelle valige all’angolo della stanza
-
Il Natale, ovviamente, non è lo stesso
Da quella notte sono passati pochi giorni, qualche settimana e tra valige, lavori ed eventi non ha neanche avuto il tempo e il modo di realizzare quello che stava succedendo, soprattutto in qualche modo non era mai solo
Questo, almeno, fino al 24 dicembre
Non andava giù a Bari perchè aveva bisogno di stare da solo e soprattutto non aveva la forza di affrontare gli sguardi tristi di sua madre, avrebbe pensato a quello dopo
La casa era diventata vuota, almeno per lui
Mancavano le loro foto, i suoi vestiti, i suoi oggetti, le sue collane
Dalla camera da letto riusciva a intravedere una parte di salotto, nessun divano sfatto dalla sera precedente, nessun incenso acceso che gli ricordava la sua presenza
Come poteva tenere a se stesso se il modo per amarsi era attraverso lei?
“Cos’è successo?” gli chiede Marco in tarda mattinata, seduto sul letto che lo guarda, il viso coperto da occhiaie e ricci sfatti
“Ci siamo lasciati” e non era vero, lui non l’avrebbe lasciata, ma sapeva che la colpa era la sua, non poteva scaricare una cosa del genere a lei
“Io... i- e singhiozza, non si rende neanche conto di quando la tristezza si trasforma in lacrime- ho sbagliato tutto, Marco, è tutta colpa mia” e si ranicchia su se stesso, coprendosi il volto con le mani
E a Marco gli si stringe il cuore a vederlo così
“Ermal... a volte capita, semplicemente non si può far nulla”
“Lo- lo so” ripete tra un singhiozzo e l’altro
Marco allora si toglie le scarpe e si stende accanto a lui, abbracciandolo da sopra il pesante piumone, mettendogli la testa contro il suo petto e “tornerà sereno, te lo prometto” gli dice Marco poco prima di dargli un leggero bacio sulla fronte
E Ermal non sa se assomiglia di più a un fratello maggiore o a un padre che non ha mai avuto, ma si sente protetto e quello gli basta per calmarsi
Marco si sveglia qualche ora più tardi rendendosi conto che Ermal non era più nel letto
E sente il suono del pianoforte solo dopo essersi stiracchiato e alzato dal letto
Vede le spalle di Ermal incurvate contro lo strumento e le mani che suonavano con forza, con ruvidità, una melodia che non aveva mai sentito
Si ferma ad osservarlo sullo stipite della porta, una massa di ricci che vaga da una parte all’altra, che suona e che smette all’improvviso per imprimere quelle note sulla carta
“Stai componendo?” gli chiede entrando, gli sembrava di rubare osservandolo di nascosto
Ermal si gira di colpo, ancora le mani sul pianoforte
“Io- si, è qualcosa”
“Ti va di farmela ascoltare?”
“Non ho un testo”
“Non fa niente” risponde sedendosi accanto a lui sulla panca davanti al pianoforte
E passano il pomeriggio suonando, correggendo, cambiando, consigliando e scrivendo quella melodia che non aveva ancora un nome fino a quando Marco è costretto ad ansarsene
“Mi raccomando, mangia qualcosa, ok?” gli dice prima di stringergli una spalla con uno sguardo preoccupato ma più tranquillo rispetto alla mattina
E Ermal non mangia ma compone, scrive, neanche si rende conto del tempo che passa fino al momento in cui sente diversi squilli al cellulare
25/12/2017 (00:07) Fabrizio Moro: Buon natale ricciolè
E Ermal non si ricordava da quanto tempo non sorrideva, ma in quel momento gli viene naturale
25/12/2017 (00:11) Ermal Meta: Buon Natale Fabrì.
-
La mattina dopo viene svegliato dal suono insistente del citofono e quando apre la porta si ritrova la sua band, i suoi amici, con una montagna di cibo e bevande
“E’ arrivata la banda di Babbo Natale!” urla Andrea entrando in casa dopo averlo abbracciato
E Ermal non lo ammette, ma un pochino si commuove e non sa come ringraziare quelli che prima che colleghi e amici sono una vera e propria famiglia
-
Il suddetto plagio a Sanremo arriva come un fulmine a ciel sereno, lo squarcio di un equilibrio creato a fatica, che spazza un mese di lavoro che aveva fatto su se stesso
E normalmente avrebbe chiamato quella che era la sua roccia, la sua ancora che gli esponeva il lato razionale di un problema, che lo confortava
E ora si trovava da solo in una stanza d’albergo, in pigiama e affacciato alla finestra, il freddo di febbraio che gli gelava i polmoni
Fino a quando, qualche ora dopo, Fabrizio lo aveva raggiunto nel cuore della notte e neanche si scomoda ad alzarsi
“Entra, è aperto”
Fabrizio che lo guarda e sa che si sente in colpa, sa che si addossa la responsabilità di quel progetto e si aspetta un discorsone su quello, quando in realtà lo vede avvicinarsi di colpo a lui mentre si rende conto della finestra aperta
“Cazzo ma se gela qua dentro, coprite che te viene ‘na broncopolmonite! -e chiude la finestra avvicinandosi a lui per poi sfregargli velocemente le mani sulle braccia per cercare di riscaldarlo- Mannaggia a te, te devi prender cura de te stesso oh”
Ermal sbuffa ma non risponde, non ha la forza neanche per quello
“Andrà tutto bene, vedrai” gli dice ancora Fabrizio spezzando il silenzio che si era creato da una mezz’oretta
E non era imbarazzante, non si sentivano a disagio, avevano semplicemente passato la notte a dirsi poche parole e a fumare insieme ed Ermal glie ne era infinitamente grato perchè in fondo qualcuno su cui contare ce l’aveva
-
Al Forum, Ermal aveva realizzato uno dei suoi sogni
Ed era felice, era euforico, era emozionato
E aveva tutti con se, la sua piccola-grande famiglia, i suoi amici, i colleghi a cui era più legato e anche Silvia, che era rimasta comunque una figura fondamentale della sua vita
L’abbraccio che gli da a fine spettacolo è simile all’ultimo che gli aveva dato poco prima di andarsene di casa, ma questa volta si sentiva un po’ più forte, un po’ più felice, un po’ più consapevole
E lo sapeva che questo era un inizio
Cantare quelle canzoni che tanto lo avevano fatto soffrire, piangere, urlarle a squarciagola tra la sua gente lo aveva reso libero
“E’ stato bellissimo, Ermal, davvero” gli dice e lo sa che è sincera, sorride mentre si guarda attorno, mentre vede avvicinarsi una figura che negli ultimi mesi era diventata una parte costante della sua vita
“E bello il comparino mio, sei stato spettacolare!” gli dice Fabrizio prima di abbracciarlo
E Ermal si aggrappa letteralmente alle sue spalle mentre Fabrizio se lo stringe e gli lascia dei baci sulla guancia scompigliandogli i capelli
“Grazie Bizio” e chiude gli occhi mentre sorride e si fa sbaciucchiare dal più grande mentre gli altri che conoscevano bene la sua riluttanza verso il contatto fisico eccessivo lo guardavano stupiti, ma Fabrizio era la sua eccezione
-
La vittoria a Lisbona, perchè per loro lo era, era stato il punto di svolta per quel rapporto che diventava sempre più ambiguo agli occhi di amici e fan, un rapporto sempre più fisico, sempre più intimo, difficile da definire
Ed erano bastati pochi bicchieri di vino e l’euforia da vittoria per esplicitare l’evidente attrazione che c’era tra i due, chiusi in una camera d’albergo che risuonava solo dei loro baci e dei loro gemiti
Ed era stata una notte che aveva racchiuso tutto il percorso fatto fino a quel momento, si erano esplorati, annusati, amati e venerati
E quando la mattina dopo Ermal si sveglia per la luce che ormai aveva inondato la stanza, trova Fabrizio premuto contro il suo fianco, la fronte contro la sua spalla e i capelli completamente scompigliati
Lo guarda e sorride perchè dopo mesi poteva dire che si, era tornato sereno ed era di nuovo felice
Ebbene, ce l’ho fatta ahahah lo ammetto, non ne sono pienamente convinta perchè non so se sono riuscita a far arrivare quelli che per me erano i collegamenti e/o riferimenti a più di una canzone, ma spero davvero che vi sia piaciuta ugualmente, quindi fatemi sapere!
Pubblico questo hc adesso per augurarvi anche buona fortuna per domani nel caso in cui proverete a prendere i biglietti del tour nei teatri (o peggio, per chi come me deve prendere sia quelli che quelli del tour di Mengoni = un disastro)