Silvano Gilardi "Notturno" watercolour 48x33 cm. 2010
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Silvano Gilardi "Notturno" watercolour 48x33 cm. 2010
Silvano Gilardi Guardate in su 1965 Oil on Canvas 50x40 cm
Silvano Gilardi "Vita dell'Umano" gouache 48x33 cm. 2010
Silvano Gilardi "Le protecteur des montagnes" 1968 oil painting 60x50 cm.
Silvano Gilardi Alberi avventurosi watercolour 42x33 cm. 2010
Donatello, Abacuc o Zuccone (particolare), 1423 - 25, marmo bianco, Museo dell'Opera del Duomo, Firenze.
Lo Zuccone è il nome popolare della statua del Profeta Abacuc di Donatello, proveniente dalle nicchie del terzo ordine del Campanile di Giotto e risalente al 1423-1425. È in marmo bianco a grandezza naturale (195x54x38 cm) ed è oggi conservata nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.
Vasari nelle Vite ricorda come nello Zuccone fosse ritratto un avversario dei Medici, tale Giovanni Chiericini che era diventato ricco dal nulla ed era morto a Firenze nel 1416. Vasari riporta anche vari aneddoti sulla statua come quello che Donatello fosse solito giurare su di essa, come si giura sulla cosa più cara, o come il fatto che la invitasse spesso a parlare: un topos legato ai grandi capolavori della scultura, secondo il quale ad essi non manchi che la parola per esser vive, a causa dallo straordinario realismo.
Donatello, Abacuc (o Zuccone), 1427-1436, marmo
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze
Tra i capolavori dell’artista fiorentino c’è sicuramente lo Zuccone, che è forse l’opera che meglio rappresenta lo stile di Donatello. Il corpo del profeta, magro ma possente, è coperto da una veste il cui panneggio ampio e dinamico ne riproduce la durezza della stoffa. La scultura ha grande forza espressiva, ormai lontana dalla compostezza e dall’eleganza gotica.
Fino a quando, Signore, invocherò soccorso e tu non darai ascolto? Griderò a te: « Violenza! » e tu non mi salverai? Perché costringermi a vedere l'iniquità e a dover guardare l'oppressione? Rapina e violenza stanno davanti a me; c'è rissa e la discordia prevale! La legge di certo si affievolisce e scompare per sempre la giustizia. Perché l'empio domina il giusto la giustizia si perverte.
Libro di Abacuc