Considerazioni sulla crisi del New Age
Dobbiamo dire che di crisi del New Age si parla negli Stati Uniti sin dall’inizio degli anni '90.
Contrariamente a quanto molti credono, i primi segnali di allarme riguardo la crisi del New Age non è stata lanciata da osservatori accademici o da critici, ma da alcuni esponenti più importanti autorevoli del New Age, tra i quali riteniamo opportuno citare David Spengler.
David Spengler pubblicava nel 1991 un libro in cui si metteva in evidenza e si stigmatizzava la “degradazione” del New Age, degradazione dovuta in gran parte al cinismo e alla speculazione commerciale che caratterizzavano il comportamento di molte figure di primo piano del New Age.
Qualche anno dopo, alcuni importanti studiosi del New Age, tra i quali citiamo Gordon Belton, cominciarono a loro volta a parlare di crisi del New Age.
In particolare, Gordon Belton, in occasione di un convegno internazionale sulle nuove religioni e la nuova religiosità, formulò delle affermazioni che ebbero un grande impatto sulla comunità scientifica internazionale.
Le affermazioni di Belton si basavano su elementi facilmente verificabili empiricamente: librerie acquariane che chiudevano, riviste che cessavano le pubblicazioni, intellettuali e scienziati sociali che decidevano di prendere le distanze dal New Age, mentre il prezzo dei cristalli crollava.
Dobbiamo tenere presente che in un passato non troppo lontano un non trascurabile numero di personaggi della cultura e della scienza avevano dimostrato un grande entusiasmo nei confronti della nebulosa acquariana.
Particolarmente importante e significativo era il crollo del prezzo dei cristalli, dal momento che erano proprio questi ultimi a giocare un ruolo molto importante dal punto di vista economico nell’universo acquariano.
Dobbiamo dire che le affermazioni di Belton sono state anche soggette a critiche, soprattutto tra gli studiosi del New Age, molto meno all’interno della nebulosa acquariana.
Secondo gli studiosi che hanno criticato le affermazioni di Belton, se il New Age deve essere considerato un network, la sua crisi può essere individuata e dimostrata dal venir meno di quegli elementi che ogni network deve utilizzare per continuare ad esistere.
Stiamo parlando in particolare di librerie, circuiti economici, fiere e festival, elementi che sono alla base di ogni network.
Al contrario, secondo altri studiosi, il New Age è più che altro ed è in primo luogo una mentalità o un insieme di elementi dottrinali, cosicché secondo tali studiosi parlare di crisi del New Age non è del tutto esatto; d’altra parte, anche Belton ha affermato che pur essendo venuto ampiamente meno il network, dottrine e mentalità continuano a essere ben presenti pur avendo assunto altre forme e manifestazioni.
Con tutta probabilità, bisogna dire che la crisi del New Age non è dovuta solamente all’eccessiva commercializzazione e alle speculazioni commerciali di molti importanti esponenti acquariani.
Infatti, sarebbe semplicistico attribuire la crisi del New Age solamente all’esagerata commercializzazione, dal momento che tale crisi ha anche una radice più profonda, soprattutto se teniamo presenti le teorie degli storici e dei sociologi delle religioni.
Dal punto di vista della storia delle religioni e della sociologia della religione, il movimento New Age poteva essere definito un movimento millenarista che preannunciava un'età dell’oro.
Il problema della crisi del New Age
I millenaristi vengono abitualmente divisi in due categorie:
In primo luogo, esistono i millenaristi pessimisti che sostengono che il mondo andrà di male in peggio sino a quando non si verificherà un disastro apocalittico finale da cui originerà un millennio di pace non dovuto alle azioni degli uomini, ma all’azione diretta e soprannaturale di Dio.
In secondo luogo, esistono i millenaristi ottimistici secondo i quali l’età dell’oro verrà instaurata non da un intervento divino, ma dagli sforzi e dalle azioni degli esseri umani, sforzi ed azioni che faranno in modo che il mondo andrà incontro a tale età dell’oro.
Altri studiosi non accettano tale terminologia.
Per fare un esempio concreto, la studiosa americana Wessinger preferisce parlare non di millenaristi pessimisti o ottimisti, ma di millenaristi catastrofici e di millenarismi progressistici.
Appare evidente che i millenarismi catastrofici sono meno soggetti alle smentite della storia.
Infatti, nella realtà di tutti i tempi storici, tutte quelle persone che hanno previsto sventure hanno purtroppo avuto molto spesso ragione, dal momento che nella storia umana gli avvenimenti negativi sono molto più frequenti di quelli positivi.
Pertanto, i millenaristi progressisti sono molto più soggetti di quelli catastrofici a smentite di tipo storico che fanno perdere la fiducia in quanti sostengono tali tipi di millenarismi.
Nel New Age, per un certo periodo di tempo, tale disagio è risolto con il riferimento al channeling di importanza assoluta nel fenomeno New Age, nonché all’entità che nel channeling si manifestava.
Come tutti sanno, nel channeling si manifestavano diversi tipi di entità come, ad esempio, spiriti vecchi di migliaia di anni, maestri cosmici, maestri asceti, extraterrestri, dai quali giungevano messaggi ripetitivi.
Gli Acquariani pensavano che tali entità vedevano molto meglio degli esseri umani il presente e il futuro.
Di conseguenza, i figli dell’Acquario erano convinti che tali entità fossero in grado di formulare previsioni che a lungo termine non avrebbero mancato di realizzarsi, nonostante le smentite di breve periodo.
Tuttavia, questa via d’uscita finalizzata a giustificare la mancata realizzazione delle profezie non poteva durare a tempo indeterminato.
Comunque sia, channeling o no, l’arrivo di un’età dell’oro è stata preannunciata per moltissimo tempo senza che si avverasse neppure un inizio di avveramento di queste previsioni.
Al contrario, si sono verificati degli avvenimenti tragici e negativi che hanno costituito altrettanti inviti a un brusco risveglio per tutti coloro che pensavano che il mondo era in cammino verso una nuova età dell’oro.
D’altra parte, non vi era nessun motivo per pensare che il New Age potesse evitare il destino che presto o tardi colpisce tutte le forme progressiste di millenarismo, che invece non colpiscono le forme catastrofiche che non vanno incontro a tali tipi di problemi.
Dobbiamo anche mettere in evidenza che al di fuori dell’’area di lingua inglese il New Age manifesterà verosimilmente più tardi la crisi nella sua totalità.
In ogni caso, si parla anche in Italia del fenomeno della crisi del New Age.
Tuttavia, quello che è importante metter in evidenza è che hanno parlato di crisi del New Age per prime persone che facevano parte di tale movimento.
Solo in un secondo momento hanno parlato di crisi del New Age studiosi che non facevano parte della nebulosa acquariana.
Tuttavia, aldilà delle polemiche più o meno strumentali, è importante evidenziare il fatto che il dibattito sulla crisi del New Age sia ormai aperto anche tra gli stessi figli dell’Acquario italiano.
Gli esiti della crisi del New Age
Riteniamo opportuno dire qualcosa sulle reazioni che ha determinato la crisi del New Age tra i figli dell’Acquario di tutto il mondo.
Le conseguenze della crisi sono diverse tra loro.
In primo luogo, può anche essere che qualcuno dei figli dell’Acquario, delusi dal New Age, riscopra percorsi religiosi di tipo diversi e si riaccosti alle chiese e alle religioni tradizionali.
Nel mondo cattolico e, per la verità, anche in quello protestante, non mancano esempi anche clamorosi di Acquariani che dopo una esperienza di conversione sono diventati cristiani convinti e attivi.
Da un punto di vista statistico, sembra, tuttavia, che questo tipo di comportamento non riguardi un numero socialmente significativo di persona.
All’estremo opposto, è anche possibile che la speranza delusa si trasformi in disperazione.
Questo è un itinerario estremo che non deve assolutamente essere considerato tipico, ma che non è privo di interesse per gli storici delle religioni e per i sociologi della religione.
Infatti, può accadere in qualunque credo religioso che il crollo della fiducia dei dogmi di tale credo religioso dia origine ad una vera e propria disperazione.
In terzo luogo, venuto meno il network, nascono e si consolidano dalla crisi del New Age movimenti che organizzano le idee del New Age in strutture, gerarchie e comunità.
A tale riguardo, dobbiamo ricordare che il New Age insisteva con fermezza sulla sua natura di rete di gruppi autonomi, liberi, non strutturati e non gerarchici.
Emblematico, a tale riguardo, è il caso di Damanhur.
Damanhur, la grande comunità a qualche chilometro da Torino, è in questo senso un esempio di movimento che oggi è già post New Age.
Ma Damanhur non è l’unico esempio al mondo.
Emblematico è anche il caso della Scuola di Illuminazione Ramtha, situata nello Stato di Washington.
Tale Scuola di Illuminazione rappresenta forte l’esempio più evidente di movimento che emerge dal network del New Age per proporsi come vera e propria religione organizzata con una struttura e un corpus dottrinale preciso intorno a una figura già notissima tra i New Agers degli anni d’oro.
Tale figura funzionava da “canale” dei messaggi dello spirito disincarnato Ramtha.
La persona di cui stiamo parlando è il nuovo profeta Knight.
Il caso della Scuola di Illuminazione Ramtha è certamente tipico, in quanto ci si trova di fronte a un movimento che oggi prende le distanze dal New Age di cui in passato la Knight era considerata una figura tra le più importanti ed influenti.
Tuttavia, dobbiamo mettere in evidenza che, per quanto interessanti e importanti, tali movimenti post New Age riuniscono e comprendono un numero limitato di persone.
Quindi, tali movimenti post New Age, pur essendo interessanti per gli storici delle religioni e per i sociologi della religione, non sono significativi dal punto di vista statistico proprio perché interessano un gruppo limitato di persone.
Concludiamo il nostro discorso sulle conseguenze della crisi del New Age mettendo in evidenza che per il grande pubblico al New Age si sostituisce gradatamente un nuovo fenomeno chiamato con una varietà di nomi fra i quali si sta affermando “Next Age”.
Dobbiamo dire che per alcuni studiosi non si tratta di un nuovo fenomeno socio religioso, ma di una nuova fase dello stesso fenomeno.
Parleremo del Next Age ampiamente nel prossimo articolo.
Per ora, ci limitiamo a evidenziare che l’espressione Next Age è emersa soprattutto in Eurosia tra i figli dell’Acquario, ma per indicare la consapevolezza ampiamente presente sia tra gli osservatori esterni del passaggio a una fase successiva del fenomeno un tempo conosciuto come New Age.
Prof. Giovanni Pellegrino















