ごこく神社

seen from China
seen from Hong Kong SAR China
seen from United States
seen from Malaysia
seen from Russia
seen from Spain
seen from Türkiye
seen from United States

seen from Australia
seen from United States
seen from United States
seen from Spain

seen from United States

seen from Canada

seen from United States
seen from United States

seen from Canada

seen from Canada
seen from Italy
seen from Spain
ごこく神社
Sugli effetti di quel famoso anno in Russia
Voglio raccontarvi una storia, che poi è la stessa storia che continuo a raccontare da due anni. Io sono certamente un personaggio di questa storia, potrete pensare ne che sia la protagonista indiscussa, ma ho sempre pensato a questa come a una storia corale. Non ci sono mai stata solo io, siamo sempre stati in tanti. Tutta una generazione oserei dire, quella che un giorno ha deciso di partire ragazzi e tornare adulti.
Non sapevamo in cosa ci stavamo andando a ficcare, magari ne avevamo un’idea. La mia idea era molto vaga, dopo il primo mese in Russia mi sono resa conto di essere finita in qualcosa di molto più grande di me. E quando sono tornata nulla è stato più lo stesso.
Come quando vai a consegnare una pizza il 31 dicembre del 1999, e ti risvegli nel 3000. Come quando resti congelato per aver cercato di sconfiggere i nazisti, e al tuo risveglio devi combattere gli alieni. E’ stato più o meno così anche per me.
È stato difficile? Certo.
È stato traumatico? Ci sono cose che ancora devo superare.
È stato utile? No, è stato molto di più. È stato un dono.
Mi è stato donato tempo, tanto tempo. Non ci dicono sempre che il tempo è ciò di più prezioso al mondo? Che non lo si può comprare, che non lo si può riavere indietro, che è unico e irripetibile, e che non va sprecato. In quei dieci lunghissimi, difficili, bellissimi mesi ho capito ciò che mi ci sarebbero voluti anni per capire, se non fossi partita. Sono tornata con le idee in ordine come ne le avevo mai avute. Il mio passato mi era chiaro, il mio presente e ciò che avrei voluto fosse il mio futuro. Mi ero persa, e una volta per tutte ritrovata. Da allora raramente mi capita di guardarmi indietro e rimpiangere di avere perso tempo.
Se potessi tornare indietro, rifarei tutto nello stesso modo. Ripartirei, e tornerei in Russia. E non dovete dubitare delle mie facoltà mentali per aver detto questo, sono lucida come non mai. Ma se con il mio sproloquio sui benefici del partire in giovane età per un’esperienza che vi cambia la vita non vi ho convinti, lascerò che sia un’altra giovane brillante donna a farlo.
Norma Peter, Croazia, 20 anni AFSER in Russia 2012/2013 << The problem with this world, one of them, is that is making people be children forever. And you know why? Cause it’s easier to manipulate them that way. Children will listen and adults will rebel. When you don’t want adults to rebel, you make them children for enough long, so after spending best years being child, you just jump into ages when you are too old to do something. Children are people as well, able to understand and learn. Raising them as a kind of different species is just ridiculous. The way they learn maybe is different, but taking them away the possibility to learn is not what a good parent should ever do. Saving them from bad things, this things, that things is not but creating an illusion and longer you live in illusion, harder it gets to go out of it. Making children forever children is a new invention. Think about your grandparents and the age when they had to grow up. Were they 30? I am not saying that times don’t change and people shouldn’t change, but I believe this way of raising people is a step backward. Would you be who you are now without those 10 traumatic months? What kind of perspective would you have? Have you died, physically, in that period? No! Only thing that died are illusions, and by this was born the great power of thinking and understanding. I think people like you and me, and other AFSers are luckiest young people ever. We are lucky for having our parents, who gave us the possibility to grow up and do something before we lose our energy and then understand what we were able to do but we never did. If you look, almost all greatest minds did their best or defined their path in younger age. They were not waiting to be 40 years old to think what should they do with their life. >>
That time when I guided #AFSers through #Brussels #AFS #exchange #Belgium #volonteering
October!
Non scrivo da molto e quindi ho molte cose da raccontare.
Partiamo dalla scuola , la mia scuola è fortemente cattolica ed è diretta da suore. A me questa cosa non piace molto perché sento che questo tipo di formazione non mi appartiene. Mi rendo conto che l’istruzione italiana abbia dei valori che consideriamo ovvi , a cui non facciamo nemmeno caso, mi riferisco: alla grande libertá di espressione che ci è concessa;al concetto di protesta che è visto come un qualcosa di legittimo per ogni studente; ad un istruzione obbiettiva e imparziale ,insomma priva di influenze¸ecc..
A Panamá si è un po’ arretrati sotto questo punto di vista, è mancata la generazione rivoluzionaria dell’italia del ’60. Personalmente penso che tra poco le cose cambieranno ma, parlandone con altri compagni loro non sono della mia stessa opinione “ottimista”.
All’inizio le differenze erano molto grandi ed è stato difficile abituarsi ma con il tempo ho iniziato a farmi degli amici , ho trovato gente addirittura che si è letta l’inferno e che parlava di Dante Alighieri alla stregua di una Stephenie Meyer facendo commenti tipo “quell’uomo è un genio, ha fatto una storia con miliardi di personaggi storici!”.
La scuola penso di cambiarla, non mi piace fare lo scientifico qua, e probabilmente vado in una scuola dove danno “Letras” una sezione del liceo più “umanista” (per il concetto di “umanista” a Panamà).
La famiglia va una bomba , mi sento dentro ormai! Sono davvero contento perché mi sto sentendo veramente a casa, a volte ho bisogno di momenti miei ma basta andare in camera e guardare un po’ di televisione o sentire qualche canzone che trovo il mio equilibrio!
La scuola sta finendo, il cinque dicembre chiude e all’orizzonte le vacanze già si vedono! Prima di dicembre però ci sono i primi cinque giorni di novembre che sono giorni dedicati alla patria e durante i quali partirò con la mia famiglia per Valle de Antòn, un luogo di “montagna” e fresco! Spero di divertirmi molto!
Alla prossima!
Rakatakaa!
La parola del titolo solo una parola in slang panameño non ha niente a che vedere con quello che segue.
I miei host parents sono molto religiosi, e cosi pregano prima dei pasti ecc..
Allora.. cosa e' successo tipo cinque minuti fa':
Tobi ,il ragazzo tedesco che vive qui,era in camera sua al computer quando d'un tratto Irina (madre ospitante) entra e lo vede usare la bibbia come tappetino del mouse.
AHAHAHAHHA lo rimprovera dicendogli che non si usa cosi quella cosa, mi sono sentito male,giuro.
randompost