Tomaso Albinoni (1671-1751) - Sonata for Violin and Basso continuo in c-minor, Op. 6 No. 10, II. Allegro. Performed by Zero Emission Baroque Orchestra on period instruments.
seen from Bulgaria

seen from Russia
seen from China
seen from China

seen from United States
seen from Malaysia
seen from Switzerland

seen from France
seen from Poland
seen from Brazil

seen from South Africa
seen from Bulgaria

seen from Uzbekistan
seen from China

seen from India
seen from United States
seen from Germany
seen from China
seen from France

seen from United States
Tomaso Albinoni (1671-1751) - Sonata for Violin and Basso continuo in c-minor, Op. 6 No. 10, II. Allegro. Performed by Zero Emission Baroque Orchestra on period instruments.
Tomaso Albinoni : Concerti per Oboe, on the turntable this morning
Adagio
Mi è sempre piaciuta questa parola, anche se la uso raramente. Già il solo pronunciarla mi rilassa... e mi ricorda concetti come "lentamente, con calma, senza fretta" che dimentico troppo spesso, presa come sono dal caos vorticoso che genera la mia vita frenetica.
Devo iscrivermi ad un corso di adagiologia... se esiste.
Adagio come stile di vita: l'arte raffinata di rallentare in un mondo che corre come se fosse "puntualmente in ritardo" per un treno immaginario. Concentrarsi sul momento presente, senza preoccuparsi eccessivamente del futuro (semplice o anteriore) o rimuginare sul passato (prossimo o remoto), godendo delle piccole e semplici gioie quotidiane, portando a termine meno cose e bene, arrivando dove si può e conservando tempo ed energie per dedicarle alle connessioni autentiche ed al benessere psicofisico.
Insomma, vivere adagio, oggi come oggi, è una ribellione silenziosa, ma immagino molto molto soddisfacente, contro una società che misura il successo attraverso l'accumulo e la produttività, come se la felicità si trovasse solo nel fare tutto quel che devi e di più, anziché nell'essere di più.
Quante belle parole, eh? A rileggerle pare pure facile... che ci vuole? Respiri, metti a folle, tiri il freno a mano e poi riparti. Se non fosse che le ho scritte proprio io, per la serie "senti da che pulpito...". Io che su questo argomento so' de coccio (armato) e nun me se ficcano in questa capoccia nemmeno con le bombe, e continuo a tirà come un treno pure se sto morendo. Deformazione caratteriale che, alla mia veneranda età, è ormai da considerarsi calcificata? Irreversibile? Bah. Ai posteri l'ardua sentenza.
Al momento l'unico Adagio che conosco (vabbè non è lunico ma questo lo adoro), e che mi concedo a quest'ora, è quello emozionante, evocativo e intenso che un tale ha composto tanto tempo fa. Magari mi rilasso (crederci non costa nulla eh) e la smetto pure di scrivere fregnacce.
Short and modern version... il concerto completo da 50 elementi me lo sciroppo da sola.
Venezia
Albena Denkova and Maxim Staviski's costumes for their free dance to a modern version of Albinoni's Adagio in G minor, seen here at the 2006 Worlds and 2006 Olympics.
(Sources: 1 and 2)