Ti hanno detto di sentire le emozioni nel corpo, di dargli un nome, un colore, una faccia
Che se collochi e se organizzi forse a qualcosa arrivi, hai sempre fatto così, no?
Quindi continua ad essere un esercizio mentale, con te che immagini l'ansia che ti strozza
La paura (la vergogna?) che ti fa prendere altre pillole, e non puoi uscire da camera tua vestita da casa.
E vedi il cuore esplodere di blu. Le gambe verde acido, addormentate, aliene.
Quella faccia è la tua però, e non sai più cosa ci vorresti fare. Cosa ci dovresti fare. Cosa farai. Prima ti saresti ammazzata, ma adesso so che non lo farai, non lo faresti.
Ed è tutto arancio amaro sopra la lingua. Galleggiante, viscido, lo vedi prima mischiarsi lentamente nell'acqua del bicchiere.
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Sei un callo. Hanno preso le cellule di qualcun altro e l'ambiente ti ha reso ciò che sei.
Sei in attesa di essere spostata in un terreno nuovo, che questi fattori adesso non devono più agire.
[E da sola, pensi di non riuscire a spostarti? Che le pinzette siano troppo dolorose? Eppure le usi per divertimento, per farti male ma per finta, in modo accettabile]
E se esistesse sul serio un flusso di auxina nell'aria? Non proprio auxina, ma sempre tipo un morfogeno. Sai che storia.
Alla fine il contesto è determinante, e la ricchezza la vedi, più concentrata e più diluita.
E l'amore lo vedi, più concentrato e più diluito?
Forse alla fine pure se ti spostano, se ti sposti, la determinazione ce l'hai già.
Non quella di testa, ma nella vita proprio.
Ti hanno già determinata.
Anche se non sei una pianta ti senti immobile, anche se sei umana ti senti morta a maturazione.
Lignificata.











