Vorrei riuscire a superare queste vertigini. Espormi. Sedermi con le gambe penzolanti nel vuoto. Non dovermi attaccare, con le mani scavate nel sudore, ai massi. Da qua sopra si vede l’antenna Mediaset, arrivi, col binocolo, a vedere i nuovi grattacieli di Milano. “Se domani tutte quelle luci si spegnessero? Cosa farebbe tutta quella gente?” “Hanno paura del buio, anche se per due minuti, anche se per due minuti tutto se ne andasse a puttane, loro urlerebbero incazzati a morte con non si sa quale governo o dio, dicendo che è tutta colpa del vicino di casa quando ha acceso il phon.” Buio. Lampioni. Carabinieri sorpassano con le doppie strisce. Abbaglianti dalla macchina nella direzione opposta. Si accanisce un rumore di fatica sulle costole. Tu che sembri un baco da seta nella mia felpa, sono più piccolo di te e la mia roba ti sta enorme. Ho il pube in fiamme. La voglia di vivere sotto i piedi, figurarsi quella d’immaginarmi in futuro. Per questo voglio saltare pezzi della mia vita, vedere cosa sarò tra dieci, cinque, due, venti, trentanove anni, lamentarmi perché le cosce di pollo sembrano avariate, prendere pasticche per la prostata e mangiare sano per il colesterolo. Voglio tagliare pezzi della mia vita, perché non so godermi momenti di pace, neanche questo, perché ad essere ricco sfondato e famoso mi ci vedrei bene, ma non è quello che voglio, c’è da diventare vecchi e meravigliarsi della luna arancione tagliata metà, del salmone all’IKEA, del costo eccessivo dei funerali, prepararsi alla fine, non avendo mai iniziato. Non pensare, è una questione di sicurezza. “Ti ricordi tutto tu?” “Pure quando sono nato. Sarei dovuto diventare stupido e darmi allo sport. Cercare ragazze con una quinta di seno che mi prosciugassero la carta di credito.” Buio. Cartelli autostradali. Caramelle eccessivamente zuccherate. Mantenere un sorriso per più di cinque secondi. Mantenere un orgasmo per più di cinque secondi. Mantenere. Essere nostalgici di non si sa bene cosa, del futuro e del passato assieme, fottendosene del presente, volendo un problema, cercando la pace. Pattuglie sembrano fermare macchine a caso. Un minuto prima facevi l’esame di quinta elementare, entravi in classe preso dall’ansia, banchi enormi e puliti. “Come faremo a superare tutto?”
"Qua o ti droghi o ti alcolizzi"







