I giorni erano tre, le notti due. Il luogo era Vialfrè, il pretesto era l'Alpette Rock Free Festival. Quel che davvero è successo, tuttavia, è stato che abbiamo passato tre giorni in mezzo agli insetti (troppi) a dormire (troppo) male in tenda, a mangiare solo pasta col sugo crudo cucinata col fornelletto da campeggio e a drogarci, ascoltando, se andava bene, qualche strimpellata distante e ovattata che giungeva alle nostre orecchie collassone chiuse- per la maggiorparte del tempo- nella tenda immerse in una densa nebbia di fumo di canna. Ho veramente e fortunatamente passato quasi ogni mio momento in uno stato di semi-coscienza non del tutto capace di intendere e di volere. E' comunque stata un'esperienza utilissima per le volte che verranno. Dopo questa volta infatti, se qualcuno mi chiedesse"andiamo in campeggio?" io saprei benissimo cosa dire.
Ecco cosa gli direi. E' veramente triste, ma l'uomo è regredito talmente tanto che ormai lo turba stare nella natura, non è più il suo habitat; ci siamo evoluti troppo male, è questa la verità. Non sappiamo più vivere se non nelle nostre scatolette di cemento che ci riparano da insetti, animali, intemperie e quant'altro. La nostra pelle si è fatta più sensibile e non resiste ai morsi degli insetti, non sappiamo riconoscere le bacche velenose e moriamo come il tizio di Into the wild...un'odissea da gamberetto infinita, finiremo a coprire le città con campane di vetro per crearci un'atmosfera più adatta a noi nel futuro, un'atmosfera adatta a non far marcire troppo in retta le nostre membra sempre più stanche, sporche, artificiali, sempre meno umane... perchè a perdere la natura si perde anche l'umanità. Eppure io nella natura ci son stata così male. Mi rende triste.