Il possesso genera mostri come la monogamia. Mostri che ci si ostina a non vedere per come sono, che vengono celati da tradimenti, scappatelle ed amanti e dietro una presunta morale autoimposta da incrostazioni religiose e sociali. Invece di eliminare le cause ci ostiniamo a castrare gli istinti, le gioie o a vivercele incomplete perché non abbiamo il coraggio di ammettere spesso che ci autoimponiamo regole assurde. Lavorerei sul possesso, sulla gelosia, sull'ego che sono limiti dell'amore, piuttosto che ergere un altro -ismo in difesa di uno stile di vita, come anche la castità, che deve essere frutto di scelte consapevoli e non influenze morali.
A.
















