“Io credo che siamo liberi, entro certi limiti, eppure sono convinto che c’è una mano invisibile, un Angelo guida, che in qualche modo, come un’elica sommersa, ci spinge avanti.”
— Rabindranath Tagore
seen from United States

seen from Netherlands
seen from Netherlands
seen from Finland
seen from China
seen from United States
seen from Georgia

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Germany

seen from Pakistan

seen from Malaysia
seen from United Kingdom

seen from Iraq
seen from France
seen from Türkiye

seen from United States
seen from United States
“Io credo che siamo liberi, entro certi limiti, eppure sono convinto che c’è una mano invisibile, un Angelo guida, che in qualche modo, come un’elica sommersa, ci spinge avanti.”
— Rabindranath Tagore
Angelo Guida's Accordian Class Portrait
January 5, 1950 Tampa, FL
Video incredibili: ragazzino salvato dall’angelo guida
http://dlvr.it/CKLP97
Un carillon.
Un carillon. Uno di quelli a scatola dove appena apri c'è la meraviglia di una ballerina che danza, che si muove con un suono mentre si osserva riflessa allo specchio. Ieri sera sono andata a meditazione, dopo quasi due mesi dall'ultima volta. Ieri sera abbiamo iniziato con la pulizia dei chackra ed ho sentito pesante la gola e lo sterno. Poi l'invocazione del cerchio angelico e la presenza di nonno che arriva. Arriva dopo gli Om in modo del tutto inaspettato. Arriva e mi sento avvolta, sollevata fuori dai confini del corpo. Tanto che la sola parte di me razionale per un attimo si perde, e torna quasi subito con il bisogno di aprire leggermente gli occhi. Ho la conferma, sono viva. Sono io. Sono tornata davvero quella di un tempo. Finiamo la meditazione e alcune persone hanno bisogno di pranic healing. Restiamo fuori io, Chloe e Fa., quindi Dani ci dice: Mettete le sedie orientate ad est e toglietevi i ganci energetici. Ce lo dice come se sapessimo già cosa fare, ma non l'abbiamo mai fatto. Ci spiega brevemente e via, si parte. Invocare l'Arcangelo Michele perché mi tolga i legami negativi, e lo visualizzo, sento la sua decisione nel togliere e vedo i legami: mamma, papà...e mio fratello. Sì anche lui lo è a volte. E una parte di me è triste nel realizzarlo. Apro gli occhi e Dani mi guarda, mi conferma che ho tolto tutto e che se voglio posso provare a pulirmi i chackra, dicendo quello che già so. Chackra del plesso solare e della gola da ripulire. Mi dice: Inizia dal plesso solare perché la gola per te è difficile. Inizio. Ritorno ad ascoltare i miei scambi di energia e invoco l'aiuto di nonno per farcela. E' ora di vedere se ci sei davvero e se sei tu il mio angelo guida. Arriva a darmi una mano e mi dona calma, poi gli chiedo un aiuto anche per la gola. Ci proviamo, ma sento che ad un certo punto è inutile chiedergli di più e lo ringrazio. Torno nella realtà e Dani mi guarda dicendo: Vacci il plesso solare è ripulito! brava!...ma aspetta, tu hai provato anche a sistemarti la gola...qualcosa hai ridotto, ma lì è difficile. Hai un nodo di cose non dette con la famiglia. Le faccio un cenno di assenso. Poi le dico: Ti devo parlare.
Le parlo delle sensazioni, del sogno di mio nonno e che credo sia lui il mio angelo guida. Lei mi dice che è possibile, poi mi dice: Aspetta...lui ti ha dato un oggetto quando eri piccola. Io le dico: Dani è impossibile, è morto un mese prima della mia nascita. Lei: no, c'è un oggetto che lui ti ha fatto avere. Chiama altre due ragazze e chiede a loro un opinione. La. dice: un carillon! Io ci penso, si c'era un carillon e non ho mai saputo la provenienza di quell'oggetto, mi calmava ascoltarlo. E poi Dani mi dice: Sappi che per lui eri la sua piccola principessa. E io sento le lacrime arrivare. Perché ho sempre saputo che per lui ero la sua piccola principessa. Quando l'ho visto l'ultima volta a sei anni era notte ed io giocavo con le coperte a creare fantastici vestiti da principessa. Lui sorrideva forte e mi diceva che non servivano quei vestiti, io ero la sua principessa sempre. Mi ha detto anche altro quella sera, non ricordo cosa, ricordo quel gioco con lui e poi un: Devo andare. Forse ha provato a spiegare i motivi ma io non li volevo sentire. La mia guida se ne andava, per cosa? Cosa restava di me? Chi mi avrebbe visto come lui? Dai sei anni a due anni fa io non sono stata più totalmente me. Sono arrivata a perdermi quasi del tutto. E ora lui è tornato, il carillon non c'è più. Ne mamma ne papà sanno dire da dove arrivasse, forse da casa di nonna. E mamma ricorda che anche per lei il carillon è stato un bel gioco d'infanzia, che a nonno piacevano e che probabilmente anche sua nonna ne aveva uno. Forse è per quel motivo che mi è rimasta una mania per le scatole, ma nessuna di quelle che ho canta e mostra lo spettacolo di una ballerina che danza. Nonno c'è sempre stato però. Lo so. Mi hai lasciato perché forse non volevi mi prendessero per pazza, ma mi hai sempre accompagnato, anche quando non volevo sentire la tua presenza. E ti ringrazio anche per avermi fatto credere che non c'eri più, contare solo su di me è servito. Ma ora, ora vorrei aprire una scatola e sentire la musica di un carillon andare, e poi pensare a quanto è bello sapere che ti ho conosciuto, mio malgrado e che tu mi hai indicato A. perché è della stessa bontà di cui sei fatto tu. Sei, perché esisti, sempre.
Una rosa bianca.
Stamattina mi sono svegliata e nel dormiveglia prima di alzarmi ho sentito dentro una voce, ed ho riconosciuto subito chi era, diceva: Porta una rosa bianca a nonna. E così ho fatto, ho infilato la tuta, la giacca mi sono diretta verso la fiorista del paese. Quattro chiacchiere e le dico che voglio una rosa per nonna, ometto il mandante, e lei mi chiede: Rossa? Rosso è il mio colore preferito, ed era il colore preferito del mio mandante, ma lui ha detto bianca, quindi: No no bianca, quella là è l'unica che hai? Lei: Eh si... Io: Allora quella! Si tratta di una rosa bianca con una delicata sfumatura sul rosso verso la fine del petalo ed un cuore al centro. (Si un cuore ed io a San Valentino arrivo a detestarli, ma sorrido pensando che il mio mandante doveva essere davvero dolce.) Mentre la fiorista incarta le chiedo quanto costa, e lei: Eh 10€...hai buon gusto perché tra quelle che ho è in assoluto quella che costa di più! Ed io dopo aver mandato quattro parole al mandante sorrido, sorrido forte perché lui era così. Pochi gesti, ma con cura e scegliendo sempre il meglio del meglio disponibile. Ed io sono come lui. Arrivo a casa, suono alla porta di nonna e lei mi apre, mi guarda accigliata e mi chiede il motivo di quel gesto: E' San Valentino nonna! Se non te la porto io una rosa chi lo fa? Mi ringrazia e mi abbraccia con un sorriso sincero, mi chiede dove l'ho presa e si preoccupa di dove metterla. Poi mentre mi ringrazia ancora e mi abbraccia le dico: Nonna, ti devo dire una cosa però...è stato nonno a dirmi di portartela.... Lei: Nonno? *con gli occhi lucidi* Io: Sì, l'ho sognato (anche se non sarebbe corretto dirla così...) e diceva di portarti una rosa bianca. Lei: Ma...strano...tu pensa che il suo colore preferito è sempre stato il rosso! Io: Lo so, è anche il mio! Ma lui diceva bianca...e fatalità era la più costosa del negozio! *scoppia a piangere ed io la abbraccio forte* Che hai nonna? Lei: Se era la più costosa allora so che è stato proprio lui... Io: Nonna, pensi che lui non lo senta che ogni venerdì da 26 anni passi dalla sua tomba? Credo mi abbia detto bianca perché un amore come il vostro è stato qualcosa di unico e puro come una rosa bianca.
I'll be your keeper for life as your Guardian.
Ho bisogno di piangere. L'ho capito stamattina quando ho discusso per niente con nonna e me ne sono andata eccessivamente arrabbiata. Volevo aiutarla e lei ha fatto tutto da sola, ma ha 86 anni se lei li ignora io non ci riesco. Quella rabbia dentro mi ha sorpreso, quella rabbia dentro non la sentivo da troppo tempo ed è sbucata fuori così. Non va bene lo so. Ma io a tratti non so più darmi un ruolo in questa casa. Ci sto male qui ed ho bisogno da troppo tempo di decidere per me non potendo però farlo realmente. Faccio sogni confusi ed a tratti talmente reali che li confondo per fatti realmente accaduti. Ora vorrei un segno, un segno dal mio Angelo Guida. Vorrei che me lo desse un vero motivo per piangere questo malessere in gioia possibilmente. Vorrei intavolarla seriamente una conversazione con A. rispetto al futuro non a pezzi e bocconi qua e là perché per me questa cosa con lui non è destinata a passare. Io dopo marzo devo sapere che fare e lui sarà sempre una variabile di cui tener conto. Io dentro mi sento sicura di lui come mai avrei creduto di sentirmi rispetto a qualcuno. E devo sapere.
I’ll be your keeper for life as your guardian I’ll be your warrior of care your first warden I’ll be your angel on call, I’ll be on demand The greatest honor of all, as your guardian