Gli anni Novanta sono stati nichilismo, rifiuto, autodistruzione, oscurità, ipnosi. Se dovessi dire che sono stati anni bellissimi è solo perchè hanno coinciso con i miei vent'anni. Gli anni Novanta non sono una categoria temporale, non si possono cioè rinchiudere entro due termini cronologici, 1990-1999, ma forse rappresentano qualcosa che va oltre. Ancora oggi, quando passo davanti alla borgata in cui sono cresciuto e rivedo quei grumi di palazzi abbarbicati su un colle all'estrema periferia di Roma, e quando sento dentro di me una pulsione ribelle che si sfoga nel pensiero di una resa autodistruttiva (chi è stato ventenne negli anni Novanta non può contemplare una forma di ribellione che non passi attraverso l'offesa del proprio corpo) quando succede questo, penso che non fosse semplicemente un decennio, ma , in un certo modo, la mia patologia, la disfunsione psico-chimica per la quale, ancora oggi, non trovo rimedio.
da Anni Luce di Andrea Pomella












