"Intravedo, tra i segni più terribili e temibili dei nostri tempi, la diffusione del cinismo in vaste fasce della popolazione mondiale e la conseguente sfrontata esibizione di un egoismo privo di infingimenti, ripensamenti, ricerche di alibi e senso del pudore."
Era il 2019, ma certi segni erano già là.
"Non so dire precisamente quando sia cominciata quest’era dell’indifferenza bruta e ostentata, ma ho la vaga impressione che dopo l’abbattimento del muro di Berlino si siano eretti intorno a ciascuno di noi miriadi di muri e di barriere protettive."
"Abbiamo fatto dei nostri interessi la nostra bandiera. Siamo diventati sempre più spregiudicati e soli, mentre i più ricchi diventavano sempre più ricchi e i più poveri sempre più poveri.
I ricchi sfonda(n)ti sono l’1% della popolazione mondiale [...] e sono gli unici che, alla fine dei conti, beneficiano di tanto cinismo e di una tale brutale indifferenza. Il nostro egoismo ricalca il loro egoismo e lo alimenta. Più aumenta l’indifferenza verso l’altro più si moltiplicano le disuguaglianze a vantaggio di quest’uno percento che specula sulla crisi in atto e tutto fagocita nel suo organismo ipervorace e spietato. Almeno fino a quando i poveri non diventeranno tanti e tanto poveri da non avere più nulla da offrire al mercato ed alla fame inesauribile di questo gruppo sparuto di opulenti indecenti."
Da "L’internazionale dell’indifferenza bruta"
Era il 2019.
Sette anni dopo mi pare tutto più chiaro. Più oscuro.













