Oggi non so cosa mi prende, la sua partenza mi ha lasciato un vuoto enorme che mi assale. Non so neanche io il motivo preciso, ma la verità è che quando si trova distante da me, quando si parla soprattutto di molti chilometri che ci dividono è come se mi venisse portata via una parte di me e mi mancasse da morire. Ovviamente è peggio quando si sente distante chi in realtà ci è vicino e lo so bene perchè l'ho vissuto di persona, ma anche la distanza fisica può fare male; certe volte non si regge, non si sopporta neanche al pensiero ed ogni volta che passa per la mente ci si sente assalire da vuoti di vario tipo e dolori allucinanti. Ci si può anche sentire soli, non importa se lo si è davvero oppure no, in quel momento la solitudine si vive sulla propria pelle in tutto e per tutto; e il desiderio sarebbe solo quello di vedere il tempo scorrere velocemente per far passare le brutte sensazioni, gli stati d'animo che cambiano (e non in meglio), i pensieri che continuano a torturare di giorno in giorno. Ma non c'è verso di porre fine a quelle cose: il tempo sembra andare a rallentatore o addirittura fermarsi e nessuno sa come accellerarlo. In qualche circostanza di troppo si arriva alla disperazione, poi passa persino quello; in altre si fa finta di niente cercando di passarci sopra nonostante si sa che è impossibile; in altre ancora si fa come me adesso: in un qualsiasi posto, con la testa concentrata sui propri pensieri, pieni di dubbi e vuoto, colmi di paure e mancanze ci si ritrova a convivere con la solitudine senza potersi opporre. E anche se fa un male assurdo queste sensazioni prima o poi se ne andranno, c'è bisogno di attesa e pazienza, solo che non sempre se ne hanno abbastanza per vivere bene.