e se questo ti piace, rimani con me

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e se questo ti piace, rimani con me
Ho bisogno anche di questo dolore,e tutto prende un senso.
One day - Pino Daniele e Biagio Antonacci.
Quando non hai voglia di parlare - certe volte capita - non ti va di fare le domande perché conosci le risposte: capita a te, come capita a me, di piangere poi per niente.
Biagio Antonacci
Grazie a questo straniero sorriso, ho capito che c’è il paradiso. Se il coraggio portasse il tuo nome, lo pronuncerei
Come ami tu, non si ama mai. Non lasci niente al caso, tu sorridi poi ti butti giù. È strano come ami tu, lo fai più di me e me lo sento addosso.
Biagio Antonacci
Bigamo
Non è delettazione senza mistura di tristezza Giordano Bruno
Ho sempre cercato con scrupolo la buona cura dei sentimenti e dell’amore, per cui con molta perplessità mi accorgo oggi di avere peccato di bigamia, oltre tutto reato penale ai sensi dell’Art. 556 CP. Succede che questo fine settimana si affolli di eventi molto appetibili per me: uno stage di Kendo nella limitrofa Gradara organizzato sempre con impeccabile dettaglio dagli amici dello Shingen, oppure l’occasione di correre in barca assieme ad un amico velista che ho sempre desiderato conoscere in azione. Due amori che mi chiamano verso destinazioni opposte, ed una scelta difficile da compiere. Non si tratta di scegliere per il benessere o lo prosperità della famiglia, non sono in gioco considerazioni di ordine professionale o deontologico è semplicemente una scelta di cuore, anzi mi sbaglio non lo è. Si tratta di un dilemma di passione, dell’assecondare un desiderio piuttosto che un altro e come Siddharta ha chiaramente esposto: dal desiderio nasce il dolore. In questo caso il piccolo tormento di una scelta. Nemmeno conforta il prezioso testo del Hagakure che campeggia con spirito samurai sul mio comodino, sempre disponibile ad un approfondimento ed alla scoperta di uno strato ulteriore della sua saggezza: sette respiri sono trascorsi senza marcare la direzione definitiva. L’ago della bussola oscilla ancora con rotazioni asincrone e non trova la rotta vera da segnare sulla mappa: è necessario cambiare approccio. Così ho pensato che dove non poteva la saggezza rimaneva posto solo al cuore ed ho chiesto consiglio a chi conosce il mio in modo che suggerisse la strada più conveniente da porre sotto ai passi. Mi accoglierà pertanto il mare invece dell’urlo belluino, cercherò di onorare questo consiglio prezioso senza che il torcicollo rivolto al castello in arme distragga troppo dalla necessità di governare la barca. Credo che il parere ricevuto sia davvero saggio, in fondo esprimevo nelle pagine precedenti il senso di affetto e riconoscenza per le onde ed ora mi si presenta il modo di porgere i sensi di questo trasporto in modo diretto. Più di sette respiri, ma finalmente la scelta è chiara come il sole che oggi scintilla invitante dal levante liquido.
Non è delettazione senza mistura di tristezza Giordano Bruno
Ho sempre cercato con scrupolo la buona cura dei sentimenti e dell’amore, per cui con molta perplessità mi accorgo oggi di avere peccato di bigamia, oltre tutto reato penale ai sensi dell’Art. 556 CP. Succede che questo fine settimana si affolli di eventi molto appetibili per me: uno stage di Kendo nella limitrofa Gradara organizzato sempre con impeccabile dettaglio dagli amici dello Shingen, oppure l’occasione di correre in barca assieme ad un amico velista che ho sempre desiderato conoscere in azione. Due amori che mi chiamano verso destinazioni opposte, ed una scelta difficile da compiere. Non si tratta di scegliere per il benessere o lo prosperità della famiglia, non sono in gioco considerazioni di ordine professionale o deontologico è semplicemente una scelta di cuore, anzi mi sbaglio non lo è. Si tratta di un dilemma di passione, dell’assecondare un desiderio piuttosto che un altro e come Siddharta ha chiaramente esposto: dal desiderio nasce il dolore. In questo caso il piccolo tormento di una scelta. Nemmeno conforta il prezioso testo del Hagakure che campeggia con spirito samurai sul mio comodino, sempre disponibile ad un approfondimento ed alla scoperta di uno strato ulteriore della sua saggezza: sette respiri sono trascorsi senza marcare la direzione definitiva. L’ago della bussola oscilla ancora con rotazioni asincrone e non trova la rotta vera da segnare sulla mappa: è necessario cambiare approccio. Così ho pensato che dove non poteva la saggezza rimaneva posto solo al cuore ed ho chiesto consiglio a chi conosce il mio in modo che suggerisse la strada più conveniente da porre sotto ai passi. Mi accoglierà pertanto il mare invece dell’urlo belluino, cercherò di onorare questo consiglio prezioso senza che il torcicollo rivolto al castello in arme distragga troppo dalla necessità di governare la barca. Credo che il parere ricevuto sia davvero saggio, in fondo esprimevo nelle pagine precedenti il senso di affetto e riconoscenza per le onde ed ora mi si presenta il modo di porgere i sensi di questo trasporto in modo diretto. Più di sette respiri, ma finalmente la scelta è chiara come il sole che oggi scintilla invitante dal levante liquido.
Sail_chelles
C’era lontano poesia d’isole nuove che m’aspettava
I greci antichi immaginavano la perfezione come un cerchio, io la considero piuttosto come una parabola, la stessa che nell’arco di pietra permette alle tensioni di rimanere sempre sulla corda e non spingere mai contro le spalle della struttura: un concetto evidente di equilibrio ed armonia. Il giorno che vado a raccontare è certamente parabolico, superato il vertice, inizia il periplo verso l’isola principale di Mahé, i miei pensieri accarezzano questa idea del tornare, anche se con qualche giorno ancora a disposizione, tornare verso la capitale inurbata, dove c’è anche l’approdo finale, verso l’aeroporto che sarà il punto di partenza per il percorso che riporta a casa. Ma c’è tempo, ancora tanto tempo, per godere di questo paradiso; è possibile aprire insieme gli occhi ed i polmoni e fare entrare le immagini dei rosei graniti giurassici graffiati dal tempo, dove risuona il fischio del vento che pizzica nelle narici, lui che accarezza con premura queste coste verdi altrimenti arroventate dai raggi tropicali del sole. È una mattina diversa quella che mi accoglie, la pioggia che spesso compare a donare arcobaleni è più intensa, c’è una perturbazione in transito e il cielo, che solitamente cambia colore con femminile voluttà, oggi rimane grigio. Il bagno all’alba è delizioso, mentre l’acqua del mare si confonde con quella del cielo, altrettanto calda, sono sommerso da pensieri liquidi. Complice il tardivo risveglio dell’equipaggio, decido di tornare a terra a remi con il dinghy per sdraiarmi nella risacca e lasciare che questi momenti entrino profondamente sotto pelle, portando pace e armonia. Apprezzo questo sentire interiore che sa dell’agro dolce della malinconia e tutto il fremere attorno a me di questa terra: ha i contorni perfetti di un Haiku che si espande oltre il potere scarso della mia scrittura; ci vorrebbe Basho! A colazione c’è il sapore intenso di questi luoghi dai frutti strani: il mango ormai abituale, ma anche il cuore di bue e i più agrumosi frutti della passione, intanto la barca riprende lentamente vita, si accende il fuoco sotto al caffé. Trovo interessante constatare, osservando la bandiera seicellese che tanto si ispira all’arcobaleno sempre di casa qui, come questa contenga anche il nostro tricolore e così similmente in questa barca immatricolata nel porto di Victoria da giorni battono cuori italiani all’unisono con Jeff e la sua terra incantata. Ci aspetta la rotta verso Mahé, quella che all’andata ha regalato onde alte e vento teso ed oggi invece, quasi in armonia con i miei pensieri più sopiti, ci accoglie in mare aperto con un vento fiacco e pioggia insistente, non quella abituale frizzante di pochi minuti che pulisce la strada al sole. Il solcometro indica appena 5 nodi, abituato alle spinte dei giorni precedenti mi pare quasi di essere fermo, ma tutto ha un senso quando ci si affida alla natura. Oggi è il giorno giusto per incamerare visioni ed immagini con la doverosa pacata lentezza che chiedono i ricordi quando desiderano mettere radici per durare a lungo. Sfiorando le isole di Cousin e Cousine si avvicinano in volo al nostro veleggiare pigro uccelli davvero esotici come i pappagalli. Poco dopo turbiamo la tranquillità di uno stormo di Albatros che protestano indispettiti. Il mare sotto alla pioggia che passa incostante mi riporta alle esperienze di regata e così confabulo un po’ con Jeff spiegandogli di voler virare, rinunciando alla rotta diretta, per andare a trovare il vento sotto alle nuvole di un fronte caldo dall’aspetto minaccioso che abbiamo a babordo, lui è un tailer e in gara non si occupa di queste cose, poi è sempre accondiscendente con i clienti, ovvio che dice di si, ma vedo dagli occhi che ci crede poco; il cambio di rotta, che impone la pazienza dell’attesa per qualche diecina di minuti, ci avvicina allo scoglio di Mamelles, ma subito prima di questo siamo finalmente sotto allo scuro dove troviamo il vento fresco tanto desiderato, per una volta sono riuscito a ricambiare le mille cose che ho imparato da Jeff. Presa una mano di terzaroli si vira verso la nostra destinazione volando di nuovo, con un applauso di schiuma che le prore affilate tagliano solenni nel mare ancora quieto, mentre il fronte nuvoloso passando ricama con intarsi di sole la rotta a venire e davanti, immancabile come un sorriso amico, l’arcobaleno. Il pomeriggio nuovamente assolato è dedicato all’ultimo abbraccio stretto con il mare, scopriamo meglio le anse e le piccole insenature della costa Ovest di Mahé. Qui piccole isole ancora incontaminate fronteggiano calette dove si affacciano le verande di abitazioni che si sporgono in mare, impossibile trattenere il desiderio di vivere in una casa così, di fronte ad un panorama tanto generoso per equilibrio e grazia. Arriva presto, fin troppo presto, l’ultima notte alla fonda, ed è ancora una coperta di stelle che ci culla assieme al dondolio delle acque riparate di Port Launey. Tra risate ed allegria, rinvigorite dalle crepes che mia moglie sciorina con disinvoltura: farcite con pappa di banane e decoro di Nutella per i piccoli, piuttosto che con il Rhum locale per l’equipaggio maggiorenne, si trova la migliore ispirazione per un canto corale di ringraziamento. Godspeed.
Se è vero che ci sei - Biagio Antonacci
Una porta aperta
Mi bastano piccole per cose per essere felice, non ho grandi desideri e solo alcuni sogni davvero importanti che vorrei vedere realizzati, ma senza fretta, con il timore poi di dover cercare sogni altrettanto belli che possano prendere il loro posto. Mi contento delle piccole cose insomma ed in quelle trovo una gioia dalla misura giusta, che è una bellissima misura; non è un’estasi, ma molto più di un sorriso.
Oggi sono lieto di avere trovato una porta che si è nuovamente spalancata, la porta che si schiude è sempre un invito, vedere quello spiraglio di luce regala la voglia di entrare e scoprire che nuove persone e voci e idee sono entrate a popolare stanze dove prima era il silenzio. Adesso alla musica si somma quel brusio di sottofondo delle chiacchiere che sa tanto di festa.
Di questa piccola felicità volevo parlarvi, del piacere insperato di sentire il rumore dell’amicizia che si libera di un altro lucchetto e si apre all’infinito.