E quante volte hai pensato che alla fine il sorriso è una parentesi se vedi bene? Quante volte hai pensato che alla fine il sorriso è una paresi se vedi bene?
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E quante volte hai pensato che alla fine il sorriso è una parentesi se vedi bene? Quante volte hai pensato che alla fine il sorriso è una paresi se vedi bene?
Dovrei sorridere per confondere il Karma 🙄, ma sono stanca.
Sasha🌷
Ci sono dolori che ti restano addosso anche quando sorridi.
Frasi di Argeta Brozi
Ogni volta che mi viene detto “sei così gentile” sono molto felice di me stesso ma allo stesso tempo resto come stranito. È mai possibile che salutare sorridendo, dire buongiorno e buon lavoro ad un* commess* , rispondere sorridendo ad un* camerier* o ad un* barista in difficoltà senza metterlo sotto pressione, offrire una parola di conforto, del semplice ascolto, una semplice chiacchiera con calore, con affetto sia diventato così strano? Quand’è successo? Forse il mio essere un vero e proprio asociale mi ha tenuto a distanza da questa trasformazione o forse è stata proprio questa trasformazione ad allontanarmi dalle persone…credo fortemente che l’amore e la gentilezza possono salvare vite tanto quanto la medicina. Offrire conforto, ascolto, un sorriso sincero, un abbraccio, una risata quante persone potrebbe salvare? Quante persone si sentono sole, abbandonate, incomprese, strane, diverse, fallite, in ritardo col loro percorso di vita, impossibili da amare, impossibili anche solo da frequentare, perse, a pezzi, sbagliate? Ogni volta che scelgo consapevolmente di aiutare qualcuno con appunto dei piccoli gesti quasi innocenti mi sento effettivamente utile a questo mondo, importante. Perché io stesso sono passato per quelle sensazioni orribili, distrutto dai brutti pensieri, dall’ansia, facendo l’amore con l’idea di farla finita. Ed a volte quei momenti ritornano, alla fine ci impari a convivere non li lasci mai veramente. Chi ha abbracciato la vera oscurità se ne porta una parte con sé per sempre. Però quella parte di oscurità per quanto spaventosa ho scelto consapevolmente di utilizzarla come qualcosa di utile. Posso aiutare le persone a non sentirsi come mi sono sentito io per un sacco di tempo: posso ascoltare le persone mentre mi raccontano qualsiasi cosa per tutte le volte che nessuno l’ha fatto con me, posso offrire un abbraccio per tutte le volte che ho dovuto abbracciare il cuscino, posso congratularmi e festeggiare un successo di qualcuno per tutte le volte che ho dovuto dirmi da solo “bravo, ce l’hai fatta”, posso donarmi nella speranza di poter alleggerire anche solo per un minuto la sofferenza di qualcuno. E lo so che questa cosa non salverà il mondo, non posso salvare tutte le persone. Ma per le persone con cui entro in contatto assolutamente sì. Nessuno può conoscere le battaglie che le persone stanno combattendo dentro di loro o quanto siano a pezzi e penso che proprio per queste servirebbe gentilezza, un minimo di amore. Un semplice sorriso può riparare ferite enormi. Un abbraccio può rimettere assieme pezzi di anima. L’ascolto può alleggerire il peso anche solo per un secondo. Questo è quello in cui credo: in un mondo sempre più avvilente scelgo di credere nell’amore, la cosa più bella e potente che abbiamo.
I miei genitori dicevano sempre:
“Lavt', viestet', trucct' e scinn'.
Fa semp' invidia e mai pietá..
A gent' te vó veré abbattut' e tu, pur' ca mort' a rint', ridi sempre e faj schiattá“
“Lavati, vestiti, truccati e scendi fai sempre invidia e mai pietà..
La gente ti vuole vedere abbattuta, ma tu pure se sei morta dentro, ridi sempre e falla schiattà”
(Sophia Loren)
Ridi...ridi sempre,
impara a ridere senza contegno
a dire quello che pensi senza filtri
ad accettare i tuoi errori
come esperienza di vita...
canta, anche se sei stonato,
anche senza motivo...
perché piangere,
se si può cantare?
La vita va presa con un sorriso
con la musica nel cuore
con un po' di leggerezza...
e con il coraggio di essere te stesso...
non permettere a niente e nessuno
di spegnere la luce che hai dentro...
perché in questo viaggio
ciò che resta davvero
non sono le mete raggiunte,
ma i brividi che hai saputo
regalare al tuo cuore...
M.C.©
“Se sei spaventato allora sii più spaventoso di quello che fa ti paura.”
-Bambi
@waterfallsofsensations
✍️📏👊🏻⛓️💥🍀
I ladri di centimetri
Ci sono persone che non ti rubano il tempo. Non ti rubano il denaro. Non ti rubano nemmeno la serenità. Rubano qualcosa di molto più piccolo. E per questo molto più prezioso.
I centimetri.
Non quelli che separano una porta da una finestra o una città da un’altra. I centimetri invisibili. Quelli che misurano il coraggio necessario per alzarsi dal letto quando la vita pesa troppo. Quelli che separano una ferita dalla guarigione. Quelli che ti permettono di sorridere dopo una delusione. Li portiamo addosso senza saperlo. Come un mantello cucito sotto la pelle.
La mattina in cui accadde ne possedevo abbastanza per affrontare il mondo. Camminavo tra le strade della città mentre il sole scivolava sulle facciate dei palazzi come miele caldo. Nell’aria galleggiava l’odore del pane appena sfornato. Una finestra aperta lasciava uscire le note stonate di un pianoforte. Da qualche parte qualcuno stava annaffiando delle piante.
Tutto sembrava appartenere a una di quelle giornate che non chiedono nulla e regalano molto. Avevo raccolto piccoli tesori. Una parola gentile. Una risata inattesa. Un ricordo felice comparso all’improvviso. Li custodivo dentro di me come sassolini luminosi trovati lungo un sentiero.
Poi arrivò quella persona.
Non fece nulla di memorabile. Nessun gesto teatrale. Nessuna cattiveria evidente. Solo poche parole. Parole così normali che chiunque altro le avrebbe dimenticate un minuto dopo.
Ma certe persone hanno il talento involontario dei cercatori d’acqua. Trovano la crepa. Sempre. Anche quando è nascosta sotto metri di terra.
Sentii qualcosa muoversi dentro di me. Come il rumore quasi impercettibile di un bicchiere che si incrina. Una linea sottile. Un difetto minuscolo. Eppure irreversibile.
Continuai la giornata. Sorrisi. Risposi. Finsi persino di stare bene. Ma ormai conoscevo quel fenomeno. Lo sentivo avanzare. Le parole ricevute diventavano più grandi del necessario. Si gonfiavano. Occupavano stanze. Corridoi. Interi piani della mente. E più cercavo di scacciarle, più trovavano posto.
La sera tornai a casa con la sensazione di essere diventata più piccola. Di pochi centimetri appena. Ma abbastanza da accorgermene. Appoggiai le chiavi sul tavolo. Mi sedetti nel silenzio. E fu allora che successe qualcosa di strano. Per la prima volta non provai a difendermi. Non cercai spiegazioni. Non cercai giustificazioni. Non cercai nemmeno di convincermi che andasse tutto bene.
Restai semplicemente lì. Ad ascoltare. E nel silenzio sentii un rumore. Un ticchettio. Leggerissimo. Quasi invisibile.
Tic. Tic. Tic.
Guardai dentro di me come si guarda in una stanza buia. E li vidi. Centinaia. Forse migliaia. Piccoli frammenti luminosi. Minuscoli. Vivi. Stavano risalendo dalle profondità. Da ogni dolore attraversato. Da ogni delusione sopportata. Da ogni lacrima versata in segreto. Da ogni volta in cui avevo pensato di non farcela e invece ero andata avanti.
Erano centimetri. Centimetri nuovi.
Compresi allora qualcosa che nessuno mi aveva mai detto. Avevo passato la vita credendo che la forza fosse una riserva. Un serbatoio da proteggere. Una quantità limitata da conservare. Mi sbagliavo. La forza non è acqua. È sorgente. Più viene attinta, più cerca una strada per emergere. E il finale della storia non fu che la persona che mi aveva ferito perse importanza.
No.
Fu molto più sorprendente. Mi accorsi che non mi aveva rubato nulla. Nemmeno un centimetro. Aveva soltanto acceso una luce in una stanza che evitavo da anni. Una stanza piena di ferite guarite male e battaglie dimenticate. Entrandoci, avevo trovato qualcosa che non sapevo di possedere. Non una debolezza. Un patrimonio. Perché ogni dolore superato aveva lasciato un deposito. Ogni caduta aveva aggiunto un mattone. Ogni cicatrice custodiva una riserva di forza che non avevo mai contato.
Così sorrisi. Non alla persona. Non alla giornata.
A me stessa.
Perché finalmente avevo capito il segreto. I ladri di centimetri non esistono. Esistono solo inconsapevoli esploratori che, tentando di ridurci, finiscono per mostrarci territori di noi che non avevamo ancora scoperto.
E da quel giorno, ogni volta che qualcuno cerca di farmi sentire più piccola, io misuro la mia altezza interiore.
E puntualmente accade la stessa cosa.
Scopro di essere cresciuta.