2013 - 2023
Thank you Isayama, good bye AOT.

seen from Australia

seen from Singapore

seen from United States
seen from Malaysia

seen from United States
seen from China
seen from Türkiye

seen from United States

seen from Indonesia

seen from France
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from China
seen from United States

seen from Malaysia
seen from Germany

seen from Canada
seen from Singapore
seen from Malaysia

seen from Switzerland
2013 - 2023
Thank you Isayama, good bye AOT.
Levi Ackerman || ▪SnK S4 ▪ E08 ▪ ||
CANDY: CHAPTER 3
Previous + Music Playlist + Story Masterlist
SUMMARY: After a small incident occurs you decide to help Eren out.
WARNINGS: Unedited. Mentions of an idiotic man. (If I missed some plz lmk.)
PAIRING: Mob Boss!Eren Jaeger x Fem!Stripper!Reader
(A/N: As always the reader is referenced as black. Sorry for the wait.)
L'attacco dei giganti - Ep 88 - Il boato della terra
Avevo concluso la scorsa parte aprendo la gara di apnea; pensavo davvero che non avrei ugualmente trattenuto il fiato durante questa mirabolante ora? Ma che mi prendo in giro a fare, dico io. Bentornati alla terza parte della stagione finale di Aot, "sono passati 84 anni" come direbbe la cara vecchia Rose, intenta a lanciare in acqua quel bigiottone del cuore dell'oceano.
Mikasa si avvicina, e tende le sue mani verso il volto addormentato di Eren. Aot, che facciamo, foreshadowiamo?? I lettori del manga mi hanno capito. E rivedamo quel pezzettino del primissimo episodio, quando Eren si sveglia sotto un albero, da un sogno che non ricorda ma che gli ha lasciato le lacrime agli occhi. Torniamo al presente, due bambini piuttosto familiari sono intenti a nascondere un piccolo mucchio di monete e pietre preziose in un boschetto, in previsione di poterlo utilizzare per i loro familiari, per un futuro migliore. Sì, come no. Alzando gli occhi vedono gente che sta correndo, con armi e bagagli, in maniera piuttosto disperata. Ma non è dai programmi trash della mediaset che fuggono, quello sì che sarebbe stato grave. Stanno fuggendo dal boato della terra, i giganti colossali si sono fatti strada e pian pianino trotterellando hanno camminato per gran parte del continente di Marley. Poveretti quelli camminano, mica fanno nulla, il problema è che camminando schiacciano. Il tempo l'hanno avuto poi, è passato quasi un anno dalla scorsa stagione.
Questo il presente, ma ad Aot piace confonderci, e ci rimanda nel passato, all'epoca della ricognizione a Marley, quando Hange tentava di dar da mangiare delle carote alle automobili, bei tempi. Chi ci parla in questo caso è Eren, che si aggira per le strade della città pensando a ciò che aspetta queste brave persone intente a prendere un tè o leggere il giornale. Lui lo sa, lo ha visto, sappiamo ormai che grazie al potere del suo gigante è capace di spostarsi avanti e indietro nel tempo. Capisce perfettamente che tra gli abitanti di un'isoletta e gli abitanti di un continente, andrebbero sacrificati quelli che sono di meno (io mi dissocio eh, per me la via è sempre quella della pace), ma semplicemente non ci vuole stare, lui vuole proteggere gli amichetti suoi e quindi spiaze Marley. Ma tale decisione non gli impedisce di pensare alla morte e alla disperazione che porterà a queste persone, e non riesce a fare a meno di chiedere perdono. Il mondo che aveva sognato, le distese di acqua salata, le terre di ghiaccio, i fiumi di fuoco, tutto era una bugia, perchè nel mondo al di fuori delle mura ha solo trovato odio, quell'odio che lui stesso ha provato sulla propria pelle fin da bambino. E' deluso, amareggiato, angosciato, dispiaciuto, pieno di rimorsi e sensi di colpa ma allo stesso privo di scrupoli e determinato finanche alla morte a realizzare il suo obiettivo. Il panorama di morte lasciato dai giganti che schiacciano tutto, nella mente di Eren è sacrificio necessario che si trasforma in un'infinita distesa di nuvole che navigano su un cielo limpido. Disperazione e poesia, serenità e morte. E sono solo passati dieci minuti. E mi dicono che gli anime son per bambini. Certo come no.
Torniamo al presente, sulla nave dove i nostri eroi sono riusciti a fuggire. Armin ed Annie stanno parlando, innanzitutto del passato, ed Annie chiede come mai lui si sia intestardito a parlare con un pezzo di roccia per tutto questo tempo. Una mezza frase porta ad un'altra mezza frase, ed entrambi diventano rossi come pomodori maturi. Che bello Aot, un secondo prima schiacciano bambini come se non ci fosse un domani ed il secondo dopo ti ritrovi in Piccoli problemi di cuore. Annie ci prova ad arginare la situazione, sicuramente Armin veniva a parlare da lei perchè è un bravo ragazzo e crede nell'ideale del dialogo, ma Armin la rimette a sedere accanto a sè (♥️) dicendo che non è mai stato un bravo ragazzo, anche lui si è sentito derubato della speranza di un mondo bellissimo…ma quel mondo merita ancora di essere salvato, e lui farà di tutto per convincere Eren. Come biasimare Annie, davanti ad un Armin così maturo è difficile restare indifferenti.
Siamo arrivati intanto a Odiha, la città dove faranno la manutenzione all'idrovolante. Dopo una brevissima parentesi che ci fa vedere un Falco disperato a bordo della nave per la sorte toccata agli abitanti di Liberio, torniamo da Annie, che stavolta parla con Mikasa; non se la sente più di combattere, oltretutto per una popolazione che l'ha cresciuta e ripagata con l'odio, non comprende l'ideale di salvare la razza umana. E da un punto di vista puramente umano la capiamo perfettamente, non c'è niente di male e non voler più immolarsi, chi vuole fare l'eroe lo faccia, ma se qualcuno non se la sente non deve essere biasimato, Annie ne ha passate tante, ed anche Mikasa riconosce che nessuno le chiederà di soffrire ancora. La maturità che gronda da questi dialoghi mi sta facendo piangere di commozione, come sono cresciuti bene i miei ragazzi. Un'occhiata ad Armin intento a discutere i preparativi per il combattimento fa capire anche a Mikasa il flirt in atto, ne è talmente spiazzata che rimane imbambolata con la bocca aperta, è veramente la fine del mondo se perfino Annie dimostra una cotta ed arrossisce, Eren fatti da parte tu e la tua lagna, qui abbiamo una Annie arrossita, non so se ci rendiamo conto. Scherzi a parte, anche Mikasa ha un uomo da gestire, ed infatti Annie le chiede che intenzioni ha con Eren, ma la nostra Ackermann preferita sa perfettamente cosa vuole, e cioè prendere quel testone (wink wink) e portarlo a casa. Intanto il nostro altro Ackermann preferito non ci vuole stare nemmeno lui, ha saputo che Yelena s'è svegliata e non gliene frega una mazza del fatto che sia mezzo cieco ed ormai venga soprannominato "Levi tre dita", lui la vuole interrogare per sapere quali sono gli obiettivi di Eren nel continente. Grande Levi, potrai anche essere monco ma l'apporto di testosterone che dai tu nessuno mai (ignorate il mio urletto da fangirl in sottofondo appena il capitano è stato inquadrato).
Si va quindi ad interrogare Yelena, che senza problemi riferisce che l'obiettivo più probabile di Eren sarà la fortezza di Salta, nella Marley meridionale, dove vengono studiati i dirigibili, un'arma molto efficace contro i giganti. E nessuno riesce a dare contro alla donna, quando dice che davanti alla minaccia scatenata dai giganti tanto torto, lei e Zeke, non ne avevano. I preparativi sono quasi finiti, è il momento di salutare Annie, con un'altra chiacchierata tra lei e Reiner, che le chiede scusa per la sua testardaggine nel portare avanti la missione affidata loro da Marley; Reiner è un altro personaggio che è cresciuto in maniera esponenziale, entrandomi nel cuoricino, ha capito perfettamente di avere sbagliato ed ora vuole solo redimersi, anche a costo della vita. Annie sorride, ebbene si, e lo abbraccia. Non ce la faccio, mi serve un fazzoletto, so proud. Anche i nostri eroi salutano Annie, e l'ultimo sguardo di lei è rivolto al biondone dagli occhi di cerbiatto, che davanti a Mikasa che gli chiede se davvero gli vada bene così, ammettendo di sapere della love story, arrossisce e dice di sì, Annie deve rimanere quella di sempre. Ma basta finitela di farmi piangere. Ci si mette pure Hange, che chiede a Levi se pensa che i loro compagni li stanno guardando combattere. Hange per favore!
Ci pensa Floch a interrompere il piagnisteo, il pazzo si era attaccato alla nave in barba alle leggi della fisica ed all'attrito dell'acqua ed è rispuntato fuori più morto che vivo, ma abbastanza in forze da sparare qualche colpo al serbatoio dell'idrovolante. Eccheppalle Floch, ma fino alla fine devi farti odiare male?? Il danno però è fatto, e mentre gli ingegneri si mettono all'opera per saldare delle lastre di metallo sui buchi nel serbatoio, la terra comincia a tremare. Il tempismo, porca miseria. Dai monti vicini si staglia l'ormai familiare vapore, insieme all'armata dei giganti. Serve un'ora per riparare l'idrovolante, ed in un crescendo di emozione e lacrime, come se già non stessi piangendo da mezz'ora, Hange si fa avanti e nomina Armin quindicesimo Comandante della Legione esplorativa, perchè andrà lei a rallentare l'armata colossale. Sulla sua strada incontra Levi, che comprende anche lui l'intenzione di Hange. "Offrite i vostri cuori" le dice, incapace di fermare l'amica di sempre per il bene della missione finale. Ed Hange vola, fra i giganti colossali che vede ancora come creature bellissime, ne spezza uno, dieci, ancora, pur di dare tempo all'idrovolante di scappare via. Il suo corpo si infiamma, grazie al vapore incandescente che la circonda e all'attrito dell'aria, ma lei non si ferma, non finchè la speranza è al sicuro lontano da quel posto. Un ultimo barlume di fuoco viene visto dai ragazzi a bordo del velivolo, in lacrime per aver perso un altro dei loro pilastri, e fra loro Levi, che con gli occhi bassi mormora "Ci si vede, Hange. Stacci a guardare". A terra Erwin, Nile e tutti i compagni che ormai sono caduti danno il benvenuto ad Hange, che si alza da terra lamentandosi del casino in cui l'hanno lasciata.
Cosa aggiungere? Me lo chiedo davvero, sto fissando la tastiera da alcuni minuti, tutte le mie parole sono state risucchiate da questa superba e gloriosa sequenza, dal sacrificio di Hange, dal dolore silenzioso di Levi, dall'emozione potente che stravolge e colpisce, ancora una volta, sempre più forte. Facile dire che sono solo personaggi inventati, storie inventate, non c'è nulla di vero. Ma un capolavoro non ha bisogno di essere vero, ed Aot dimostra, puntata dopo puntata, minuto dopo minuto, la sua altezza, la sua qualità, la sua magia, la sua tragicità, la sua potenza. L'animo umano, dalla cattiveria più ingloriosa al sacrificio più sublime, viene tratteggiato in ogni sequenza e lascia senza fiato, le musiche, i colori, le animazioni, le espressioni, i dialoghi, perfino anche i flashback ed il punto di vista di quello che banalmente parlando è "il cattivo", anche se sappiamo bene che qui non c'è più questa distinzione così netta, tutto è talmente ben coeso e trasposto che lascia senza fiato, è difficile rimanere impassibili davanti a tutto questo. Io sono devastata ed emozionata, ancora con gli occhi umidi ed ho finito i fazzoletti, mi fermo qui per adesso per riprendere il commentone della prossima puntata nei prossimi giorni, sia per dare tregua a me sia per evitare un papiro che nessuno avrà mai voglia di leggere, visto che già con solo questa puntata è lungo assai. Ma a chiunque legga e sia arrivato fin qui dico grazie di cuore, e do appuntamento nei prossimi giorni, per il commentone alla seconda puntata della terza parte della stagione finale. Saluti e, offrite i vostri cuori! -sand
How are we feeling on that Head Spinning AOT episode 😭🤣😭
Armin Arlert; ep. 76
My first drawing of 2022! Uf, I loved Zeke very much in the first episode of Attack on Titan Season 4.