Sì, ci son cascata anche io. Ma non potete biasimarmi, Qifrey è materiale pericoloso! Anime: Witch hat atelier

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@sandnerd
Sì, ci son cascata anche io. Ma non potete biasimarmi, Qifrey è materiale pericoloso! Anime: Witch hat atelier
Nulla da vedere qui, solo NuCarnival che mi fa deliberatamente salivare vestendo di black&white i suoi maschioni.
Avete fazzoletti? Tutta sta bava rischia di far andare in corto lo smartphone.
Oshi no ko - Commentone! 📜📜📜
Fin dai tempi di Creamy (roba da boomer, zio Pietro prendimi i sali), c'è stata una fetta di anime dedicata alla fama, ai vip, alle ragazze dal cuore d'oro che riescono a sfondare nel mondo dello spettacolo e o rimangono se stesse o si perdono correndo dietro alle luci del palcoscenico. Mi ricordo ad esempio Nana, le montagne russe sentimentali, i problemi legati alle canzoni che prendevano il cuore ma che non sfondavano e le band che si scioglievano a causa della vita e dei problemi che si incontravano crescendo. Insomma, è pieno di traumi pure quest'angolo di fandom. Volevate i lustrini, i glitter, i colori accecanti e i sorrisi a 32 denti? eh no belli miei, anche oggi si piange. Oshi no ko è uno schiaffo, una doccia gelata che già col pilot (della durata di un'ora e venti) si caratterizza in tutta la sua forza e da motivazione a tutta quanta la storia. Ed in occasione dell'uscita della terza stagione, commenterò col solito papiro, in pieno stile SandNerd, proprio il pilot. Afferrate il microfono, sistemate i lustrini sulle guance e via, sul palco!
DA QUI IN POI SONO PRESENTI SPOILER DEL PRIMO EPISODIO, SE VOLETE RECUPERARE LA SERIE NON PROSEGUITE.
It's BL time! - On or Off & Work Love Balance [A1] - Parliamone!
Ho notato che sta per cominciare la nuova stagione di Work love balance. L'ho notato perché ogni tanto scorro i lavori che mi hanno emozionato di più, tanto da ricordarmi ancora adesso i nomi dei protagonisti, impresa che per una persona priva di memoria come me non è facile, specialmente se i nomi sono coreani (non me ne vogliate, sono complessi da ricordare se leggete decine di manhua/manhwa/webtoon diversi ogni giorno T.T). Adoro entrambe le storie, sia chiaro, e metto qui le mani avantissimo perchè le mie impressioni sono quelle di semplice lettrice ed appassionata del genere, c'è sicuramente gente mooooolto più esperta di me. Da qui in poi ci saranno SPOILER, yaoisti/e avvisati/e, yaoisti/e salvati/e. Partiamo da On or Off, la prima storia.
Lo trovo graziosissimo da rileggere, completo quasi in tutto, i personaggi sono ben delineati, anche i secondari, il comportamento di tutti loro è sempre ben motivato, ma soprattutto, ai sentimenti viene dato il giusto spazio e respiro, e non solo a quelli positivi ma anche a quelli negativi. La storia è neanche troppo complessa: un gruppo di amici, tra cui Ahn Yiyoung, che è l'elemento diciamo di coesione tra loro perché sempre allegro e positivo, crea un'app, ma per lanciarla hanno bisogno di essere finanziati, e si rivolgono ad un'azienda per farlo; ma il giorno della presentazione, il pc di Yiyoung si blocca, e la presentazione va a quel paese. Disperato, Yiyoung più tardi si ritrova ad implorare il selezionatore delle proposte, Kang Daehyung (che a guardarlo è proprio il tipo d'uomo che piace a Yiyoung), di considerare lo stesso la loro proposta, e Daehyung, di pessimo umore perché è stato appena scaricato dalla donna con cui stava, gli propone, chiaramente per far desistere il ragazzo, se fosse disposto perfino ad usare il suo corpo per convincerlo, e quell'ingenuotto di Yiyoung dice di si, nonostante avesse quasi nessuna esperienza in fatto di rapporti.
La notte fra i due non va bene, Daehyung è arrabbiato, Yiyoung si fa male e ne conserva un pessimo ricordo, e come se non bastasse Daehyung si comporta da stronzo dicendo che non ha mai detto testualmente di "Sì" all'accordo e lasciando Yiyoung nudo e umiliato. Successivamente però, Daehyung si rende conto di quanto effettivamente la proposta dei ragazzi sia meritevole e ben fatta, tanto che scelgono proprio loro, e lavorando a stretto contatto con lui, si ritrova a pensare che in effetti Yiyoung è un ragazzo affidabile, intraprendente, socievole, allegro, genuino, insomma una brava persona davvero, che lui ha trattato di melma.
Il senso di colpa è tale che arriva a proporgli un'altra notte insieme, perchè si rende conto che l'unica che hanno avuto è un pessimo ricordo e vuole lasciargli la migliore impressione possibile (sì sì, è solo per questo motivo, raccòntatela pure, Daehyung) e i due trovano modi sempre più ridicoli per passare del tempo insieme, dicendosi che è per lavoro che lo fanno. All'ultimo di questi incontri di lavoro Yiyoung bacia Daehyung convinto che questo ricambiasse i suoi sentimenti, e di risposta Daehyung gli chiede, sarcastico, se gli ha mai fatto credere che ci potesse essere una storia tra loro due, ma Yiyoung, poveretto, anima innocente, davanti a questa domanda (non capendo che fosse retorica e prendendola per un rifiuto) sprofonda dalla vergogna e si allontana. Da qui però, Daehyung soffre decisamente la mancanza del ragazzo e cerca in tutti i modi di riconquistarlo, finchè si mettono in mezzo perfino la segretaria di Daehyung e gli amici di Yiyoung, e i due finalmente riescono a stare insieme.
Questa la storia di On or Off. Bella, semplice, lineare, senza digressioni infinite su questo o quel personaggio, momenti belli e momenti brutti ben cadenzati, battute che mi hanno effettivamente fatto scoppiare a ridere (la segretaria che si immagina Daehyung cantare Creep dei Radiohead solo perché le aveva confessato di non essere abbastanza per Yoyoung mi ha fatto morire),
scene intime ben disegnate e che durano il giusto (ecco di cosa parlo quando dico "respiro" di un momento, non puoi farmi durare una notte insieme giusto mezzo capitolo, specialmente se c'è una relazione che sta nascendo, ridurla o rappresentarla poco significa renderla monca, parlando da lettrice ovviamente). Promosso in tutto, se passate da Tappytoon (o altre piattaforme su cui è disponibile) o lo trovate in libreria, leggete On or Off, è adorabile.
Con Work love balance, la storia fra i due è avviata, certo stanno insieme da poco, devono appunto capire, come suggerisce il titolo, dove finisce il lavoro e dove inizia l'amore, non possono certo amoreggiare sul tavolo della sala riunioni (wink wink),
ed a complicare il tutto c'è la differenza d'età fra i due (15 anni), l'esperienza molto più vasta di Daehyung in fatto di relazioni, e soprattutto che sia sempre stato con donne splendide; Yiyoung ha paura di non reggere il confronto, mentre dall'altra parte Daehyung ammette che lascerebbe andare Yiyoung senza combattere se questo dovesse rendersi conto di stare con un "vecchio", non capendo che così sta dimostrando poco attaccamento alla relazione. Insomma, le incomprensioni tipiche dei BL. Inoltre entra a gamba tesa un nuovo personaggio, compagno di college di Daehyung, che sembra interessato a Yiyoung, e che fa nascere altre incomprensioni tra i due. Insomma, c'è molta più storia diciamo "esterna", che riguarda anche personaggi diversi dai protagonisti, e se da un lato è comprensibile che ogni tanto le dinamiche varino per non avere sempre la solita storia di due che si amano e finisce lì, dall'altro lato ho trovato la narrazione più deconcentrata, meno lineare, come se si volesse a tutti i costi trovare un modo per far litigare Yiyoung e Daehyung.
Le scene intime, che in questa storia mi piacciono tanto, sembrano diminuite, non di numero ma di importanza, si fanno desiderare soprattutto considerando che in On or Off erano parte integrante della storia e contribuivano a coinvolgerti (forse è il mio cuoricino appassionato di yaoi che parla, perdonatemi!). Rimane però il clima leggero e le battute anche involontarie, che mi fanno sempre morire dalle risate, ricordo quella volta in cui Daehyung, per la gelosia (e menomale che l'avrebbe lasciato andare), è leggermente più focoso con Yiyoung, ed il giorno dopo l'uno è devastato dai sensi di colpa e a momenti sbatte la testa contro il volante, e l'altro, a letto a casa sua, ripensa alla cosa super eccitato ed innamorato.
E' certamente più difficile raccontare una storia d'amore quando è già partita, c'è il rischio che diventi noiosa e di routine, coi due che fanno i piccioncini e fine; c'è ovviamente più materiale se racconti la parte precedente, ovvero il corteggiamento, i dubbi, la paura di non piacere, gli ostacoli; ma spero lo stesso che con la nuova stagione questi piccoli, minuscoli nei che ho notato (sempre da lettrice, non sono un'esperta né pretendo di esserlo, racconto qui solo le mie impressioni) non ci siano più e non vedo l'ora di sapere come andrà la storia tra Yiyoung e Daehyung, in ogni suo aspetto (wink wink). Per oggi ho finito il monologo, torno a leggere i miei BL! -sand-
Ho un problema.
My happy marriage, S2, ep. 04
Signore e signori, vi presento Iseya "non voglio che le cose cambino fra noi" Nao. Reperto A: Nao che chiede a Souta se vuole provare coi baci, poi dicendo che scherzava ma rimanendoci male quando Souta dice che gli piacerebbe provare, un giorno, con Inoue. Reperto B: Quel QUASI bacio, dopo il festival. Reperto C: Nao che afferma di non aver mai detestato Souta, anzi... Reperto D: Nao indifferente al proprio punteggio indecente ai videogiochi, l'importante era passare del tempo con Souta Reperto E: Nao furioso nel vedere la giacca di Souta sulle spalle di Inoue. Ho finito, vostro onore.
Nota personale, Nao piantala con le cacchiate e stampa un bacio in bocca a quel poveretto, chè tanto lo vuoi pure tu.
Fonte: Idiots don't catch colds.
È comunque una storia migliore di Twilight.
(Non che ce volesse molto eh)
Smoky nectar - Akira Minazuki
Wow, la storia di Nice è stata la più particolare!
Forse perchè è il primo che ci hanno mostrato, ed un po' mi ero convinta che colui che si era "lasciato andare", non era ancora chiaro il perchè, e quello che vediamo passare dalla parte oscura fossero due Nice diversi, ma veder chiudersi nel 23esimo episodio il cerchio aperto nel primo, è stato davvero emozionante!
"Se non posso salvarla, allora andrò con lei"
Lord of mysteries, ep. 9
Eh si, ha sorriso.
Captivated by you, ep.3
L'estate in cui Hikaru è morto - Ep.5 "Impurità".
(Commento personale: Sono un anime horror semplice, devo avere cicale che friniscono e un'entità dai capelli neri e lunghi che infesta il bagno. ~ Scherzi a parte, amo quest'anime)
Le rose di Versailles (2025) - Lady oscar (1979) - Parliamone!
Questo commento mi voleva, mi ha chiamato lui dal profondo del mio cuore e memoria. Ricordo quando da piccola il pomeriggio scattavo come un orologio svizzero, staccavo da tutto quello che facevo e mi piazzavo davanti alla tv, perché trasmettevano quel cult dell'animazione giapponese diventato famoso ed imperituro in tutto il mondo, Le Rose di Versailles o Berusaiyu no Bara, in Italia tristemente chiamato Lady Oscar. Facendole oltretutto un torto immane perché metti un titolo inglese quale quello di Lady ad una nobile francese, che infatti in tutta la storia viene chiamata Madamigella. La Mediaset già negli anni 70-80 mieteva vittime coi suoi titoli del menghele. Ma vabbè.
L'anime storico consta di 40 episodi, e copre gli anni dall'arrivo della giovane Maria Antonietta a Parigi quale delfina di Francia, fino alla presa della Bastiglia nel 1789. E' importante citare anche se mooooolto sommariamente (non sono una storica) il contesto storico in cui si sviluppa l'anime, perché è indissolubilmente intrecciato agli altri eventi narrati. Non voglio parlare in questa sede nemmeno del manga, che ho letto molti anni addietro e dunque non sarei una fonte attendibile per eventuali confronti o ricordi. Voglio confrontare qui, dove fondamentalmente parlo da sola, l'anime del 1979 e il film del 2025, diretto da Ai Yoshimura. Prendete il fioretto, indossate la divisa e seguitemi verso la rivoluzione, e mi raccomando, seguite i vostri cuori (wink wink).
ANIME E FILM, DUE VISIONI DIVERSE Lo Studio MAPPA, già ampiamente amato dalla sottoscritta per Yuri On Ice, o le ultime stagioni di Shingeki no Kyojin, tanto per citare due cosette, si è rimesso all'opera, ed anche piuttosto bene. La sfida non era indifferente, perchè il tratto dell'anime era complesso: c'era forza, dolcezza, passione, sbrilluccichio, ma anche dolore, angoscia, lutto, e soprattutto struggimento (dirò spesso sta parola). Era un tutto che non lasciava spazio per nient'altro, ti inglobava nel suo vortice di rose e spine e ti lasciava inebriato e graffiato. E lo amavi per questo. I disegni sono ovviamente e giustamente diversi, ma MAPPA si sforza di onorare quelli che sono i segni distintivi dell'opera, come gli occhi, i capelli, i dettagli sugli abiti; in particolare su Oscar, hanno mantenuto il taglio maschile degli occhi, quando ogni altra dama li ha tondeggianti, e l'ho apprezzato molto. Io sono sempre rimasta ammaliata da Oscar, e lo sono rimasta anche nel film. Tuttavia i visi rimangono un poco bambineschi fino alla fine, mentre nell'anime si allungavano e maturavano in maniera evidente, gli occhi si rimpicciolivano ed assottigliavano, ed in ciò vedevi trascorrere del tempo. Inoltre, una cosa che ho notato molto, in ogni personaggio, è che gli occhi hanno poca profondità, le "stelline" tipiche del prodotto originale non danno, nel film, spazio al colore dell'occhio, e dunque paiono, boh, costantemente allucinati, vacui, senza un focus preciso.
Nel film hanno deciso di correre in alcuni pezzi e fermarsi in altri, e non è una scelta che condanno, poichè non puoi stringere 40 episodi in due ore e pretendere di metterci tutto. Molte vicende, per forza di cose, son state tagliate, o nel migliore dei casi solo accennate.
CANZONI, FORSE UNA SCELTA AZZECCATA Grande spazio hanno dato alle canzoni, scelta coraggiosa, perchè i musical non sempre trovano pubblico favorevole, io per prima non ne vado matta. Ma in questo caso devo ammettere che le ho trovate ben calibrate, anche se non tutte; certe canzoni, ad esempio quelle in cui reiterano le scelte di vita prese dai personaggi, potevano tranquillamente essere accorpate o tolte; ciononostante, non danno la sensazione di obnubilare l'intero prodotto, anzi, costruiscono un contesto che se fosse stato affidato ai dialoghi avrebbe occupato molto più tempo. Nelle canzoni ci si può permettere di saltare anni, di veder cambiare il carattere dei personaggi, di capire come alcuni eventi conducono ad altri, senza soffrire la velocità della narrazione, è un espediente che ho trovato vincente. Ho apprezzato molto anche la ripresa in più parti della canzone Versailles, canzone d'apertura in cui parla della speranza che il popolo ripone nella famiglia reale, degli amori che sbocciano a corte, della bellezza e dell'eleganza accecante, per poi trasformarsi nelle scene della rivoluzione in un canto di battaglia che spinge donne e uomini a combattere per i propri ideali e risollevarsi dal giogo dei potenti. Chiarissima la vicinanza all'anime, e se mi chiedeste se potete guardare il film senza prima aver visto l'anime, vi direi di filare a guardare l'anime sedutastante, e senza fiatare. Quei 40 episodi, nonostante sembrino tanti, ti prendono per mano ed aiutano a costruire un mondo, un universo, sul quale il film inevitabilmente si accomoda. Non potete certo sedervi su una sedia senza gambe, no? Anche gli episodi apparentemente riempitivi contribuivano a dipingere lo sfondo davanti al quale la storia si srotolava.
DU BARRY E INIZIO A CORTE La Contessa Du Barry, favorita di Luigi XV, grande assente nella parte iniziale, era grazie a lei che conoscevamo l'ambiente in cui si insedia la piccola Maria Antonietta, un ambiente fatto di intrighi, favoritismi, ruffiani, protocollo e mani legate dalla ragion di Stato. Ma forse sia lei che le figlie del re che aizzavano la faida tra lei e la delfina si sono intraviste nella canzone Vie En Rose. Ciò mi basta per non definire assente un personaggio. Avrei comunque preferito un accenno al discorso del rapporto col re da mantenere, Maria Teresa d'Austria che si abbassa a chiedere alla figlia di salutare la Du Barry, la Du Barry che tenta di portare la madre di Oscar dalla propria parte, coinvolgendo dunque anche Oscar, poi la malattia di Luigi 15 che porta la Du Barry a tentare di allacciare i rapporti con Maria Antonietta, invano, per poi essere allontanata dalla corte…tutto ciò è stato del tutto annullato, ma in due ore che vogliamo (ripeterò spesso anche questa frase). E' anche per questo che l'anime va guardato prima.
E GLI UOMINI? Nulla da dire sulla scena del ballo in maschera a Parigi, la scena in cui conosciamo Fersen, perfino i dialoghi tra lui ed Oscar mi sono sembrati quasi uguali all'anime; il tutto risulta un pochetto affrettato, certo, si capisce che l'hanno messa solo per farti conoscere il personaggio, ma non potevano tralasciarla. E continuando a parlare degli uomini, inseriscono la vicenda della delfina che vuole montare a cavallo facendo la splendida col risultato che lo fa imbizzarrire, e la cosa sfocia in un incidente che rischia di finire con la morte di Andrè, in quanto era lui che s'occupava del cavallo; come sappiamo, Oscar, Fersen e pure Maria Antonietta intercedono presso il re per salvare il poveretto, e ciò permette ad Oscar di cominciare a stimare Fersen, e ad Andrè di giurare di ricambiare un giorno il favore ad Oscar, salvandole la vita così come lei ha fatto con lui. Carina anche la scena in cui la nonna di Andrè deve cambiare la fasciatura al braccio di Oscar e quando Fersen ed Andrè non accennano ad uscire dalla stanza, la nonna li caccia lanciandogli dietro oggetti e maledizioni, lì ho riso di cuore. Insomma la storia va avanti, la morte del re, l'incoronazione, Fersen e Maria Antonietta che mandano a quel paese tutti e si mettono insieme. A tal proposito, bella la sequenza di loro due che danzano una volta riconosciuto il loro amore, mi ha fatto emozionare e mi ha ricordato l'anime; allo stesso tempo però, non posso non notare la gravissima (per me che sono innamorata da 20 anni di Oscar) mancanza della scena in cui Oscar, per evitare che Rimbambito 1 e Rimbambita 2 ballino davanti a tutta la corte francese, peggiorando le voci che già circolavano, indossa l'alta uniforme e balla con la regina per tutta la sera. Mi risuona ancora in testa la frase di Andrè "E' splendida in alta uniforme"; è vero Andrè, è proprio splendida. Io quella scena la ESIGEVO, ne avevo bisogno, ma pazienza, digrignando i denti mi dico che non si possono strizzare 40 episodi in due ore.
Frettolosa, ma almeno presente invece, la scena in cui finalmente Oscar si veste da donna e partecipa ad un ballo in cui danza proprio con Fersen, perché riconosce i propri sentimenti, ovviamente non corrisposti, per lui. Dico frettolosa perché non è ben chiaro come Oscar arrivi a provare tali sentimenti, non si capisce cosa succede mentre i due ballano, non si capisce perché lei scappi via da Fersen per andare a piangere su un muretto, né che Fersen l'abbia in sostanza friendzonata senza nemmeno accorgersi che aveva davanti proprio lei. Affidano ad una canzone (neanche molto utile, poiché ci sono solo i 4 personaggi principali che parlano della vita che hanno scelto) il compito di riempire questa scena, quando invece andava, andava fatta in parlato, bisognava che i personaggi parlassero, non farli parlare mettendo una canzone di sottofondo equivale a inquadrare Jack e Rose sul Titanic ma mettere l'audio dei discorsi dell'inaffondabile Molly Brown. Qui la scusa delle due ore non regge, perché i secondi per tutta una canzone son stati spesi, mentre invece parlando avrebbero reso più chiaro lo struggimento di Oscar e Fersen in molto meno tempo. Ahi Ahi.
QUELLE MANCANZE CHE NON DOVEVANO MANCARE Intanto andiamo incontro al problema sociale ed economico, e qui son state messe insieme diverse cose e tagliate altre. Tra le cose mancanti, in ordine di importanza, il Duca D'Orleans, Jeanne Valois e lo scandalo della collana, la vicenda del cavaliere nero ed il duello tra Oscar ed il duca di Germain che spara al bambino a Parigi (nel quale il Duca D'Orleans mette lo zampino). Innanzitutto grande, grandissimo assente il Duca D'Orleans. Io posso capire che abbiano voluto rimarcare più le romance che la storia, ma tagliare lui l'ho trovato discretamente grave. Lui attenta alla vita del futuro Luigi XVI, lui aiuta la Du Barry a tentare di avvelenare Maria Antonietta, lui diventa mecenate ed offre rifugio ai liberi pensatori che parlano di libertà e giustizia nei suoi salotti. E' il suo palazzo che viene usato come covo dal cavaliere nero e i suoi aiutanti, ed è durante la vicenda del cavaliere nero che Andrè perde l'occhio per sempre.
Per quanto riguarda Jeanne Valois (essendo Valois dava anche occasione di conoscere un pochetto di storia in più) e lo scandalo della collana, almeno un accenno andava fatto raga, è stato un discorso molto importante su come Maria Antonietta fosse vista dal popolo, e nell'anime storico viene data un'interpretazione di come invece la regina venga solo incastrata nello scandalo senza che lei stessa ne sapesse nulla; era importante anche perché Jeanne porta dritta al personaggio di Rosalie, che a sua volta era legata alla contessa di Polignac (personaggio facente parte in seguito della cerchia di Maria Antonietta) ed alla figlia Charlotte, che tutti noi ricordiamo per quella allegrissima scena colma di brio con la quale ci saluta (chi sa, sa).
Questi quattro personaggi e vicende, fondamentali, vengono messi insieme, e neanche tutti, in una sola, misera, scena: un nobile minaccia un bambino che gli aveva rubato un tozzo di pane, rosalie esce dalla folla per difenderlo, Oscar e Andrè accorrono, la folla accerchia loro e tra le legnate beccano l'occhio di Andrè, mentre il nobile sale in carrozza e scappa. Ecco, io non dico che il film non è un buon prodotto, ma ho appena finito di spiegare quattro personaggioni (Duca D'Orleans, Jeanne, cavaliere nero e Rosalie) dell'anime, e qui di loro c'è poco e niente. Capite quindi perché va guardato l'anime prima?
BENVENUTI SU AOT…ASPE'… Oscar, dopo l'incidente dell'occhio di Andrè, si informa sul malcontento del popolo, non riesce più ad essere capitano delle guardie reali, e chiede di essere messa a capo della gendarmeria, in pratica i soldati del popolo. Bello tutto, ma il motivo di Oscar è ben diverso, e secondo me andava seguito fedelmente. Lei, sebbene capisca che non verrà mai corrisposta, capisce che non sopporta più di vedere Fersen a corte, ed è per questo che chiede di essere trasferita; me l'avete voluta fare di nobili ideali (per carità, ce li ha), ma è umana e piena di sentimenti come ognuno di noi, e qui andava fatto vedere. I soldati della gendarmeria che prima non vogliono accettare come capo una donna e poi cambiano idea quando lei li difende dopo che hanno venduto i fucili te lo posso accettare pure, ma il discorso cringissimo in pieno stile Aot di Oscar che addirittura si mette a piangere davanti ai soldati e blatera sul cuore degli uomini che è libero e bla bla bla…ragazzi, non è l'attacco dei giganti, non spunta Eren pronto a mordersi una mano in difesa degli abitanti di Paradis, qui la gente si punta i fucili addosso, non filosofeggia, specialmente se è il capitano di un gruppo di soldati.
Non era con la filosofia che Oscar conquistava la gente, bensì con la forza e la sincerità cristallina delle sue azioni. Se diceva una cosa la faceva. Non blaterava sul cuore e sul cielo, gli animali, le piante, nomi, cose e città. Mi è mancato questo suo comportamento schietto, pane al pane e vino al vino, in questo film l'ho trovata più ricca di parole e mancante di fatti (e ti credo, il duello contro il nobile non c'è, il viaggio ad Arrais dove capisce le pessime condizioni del popolo nemmeno, Lei che si oppone alle guardie reali per far entrare i rappresentanti del popolo dall aporta principale invece che da quella secondaria come invece avevano ordinato i nobili e il clero, Chatelet solo accennato e Robespierre tolto del tutto...).
POTEVO ACCETTARE TUTTO… Intanto il padre di Oscar la promette in sposa a Girodelle, che perdonami Girodelle, ma qui ti hanno fatto uguale a Saotome di Kiss me licia, quasi quasi ti metto in mano una chitarra e ti chiedo di smetterla di chiedere ad Oscar di unirsi ai Beehive. Come biondone ci basta Mirko nel gruppo. Ovviamente Oscar è in confusione da sto padre che prima lo vuole uomo, mo lo vuole donna per sfornargli eredi (ma le mille sorelle maggiori 'ndo stanno??), e piglia na decisione. Ma la scena ragazzi, LA scena che mi ha fatto urlare al mio povero pc (scusami pc) è Andrè che dopo l'annuncio del matrimonio di Oscar, poichè invece lui vuole stare con lei fino alla morte, in barba al proprio personaggio dolce, fedele, protettivo e non so quanti aggettivi positivi, prende due bicchieri di vino e li AVVELENA per ammazzare Oscar. Non è neanche chiaro che diavolo volesse fare, se avvelenare entrambi o solo lei, se ha sbagliato, se è un attentato, c'è solo lui che porge il bicchiere ad Oscar e poi glielo schiaffa via dalle mani urlando di non berlo e le finisce addosso. MAPPA, mio caro MAPPA, doveva essere un richiamo alla struggente scena del "una rosa non potrà mai essere un lillà"? In che maniera scriteriata Andrè che tenta di avvelenare la donna che ama da tutta la vita è riconducibile a quella scena lì?? adesso ci sediamo, tu ed io, tu fai finta di non vedere la mazza insanguinata che ho poggiato a terra, e insieme chiariamo questa cosa. Non so neanche chi cacchio è che ha deciso di fare sta cosa, é stato MAPPA? Ai Yoshimura? Il passante che stava andando a fare la spesa?? Chi devo prendere a fiorettate?? Me lo fate femminicida?? Andrè?? Lui che si getterebbe nel fuoco per Oscar, che preferirebbe vederla passare di uomo in uomo se ciò la rende felice, ma viva?? Ma tutto a posto? Passo su tutto, sui personaggi mancanti, sui motivi di Oscar sbagliati, sul cringe e sulla filosofia spicciola. Su questo no. Andrè non andava dissacrato così. Lo vedo il cuore messo in questo prodotto. Si vede. Ma non in questo frangente. Qui si è toppato. Alla grande. Voglio aprire una parentesi: direte voi "eh ma nell'anime Andrè faceva un'altra cosa, sempre grave e non proprio da gentiluomo" (non vi dico cosa ma vi assicuro che non avvelenava bicchieri a muzzo) E fareste bene a puntualizzarlo; ma io in quella scena lì voglio vederci tutta la frustrazione di un uomo che, a prescindere dall'amore che prova, vede una donna che conosce come le sue dita chiudersi e privarsi, a causa di un amore non corrisposto, di ciò che invece deve chiedere a gran voce, ovvero la libertà di essere se stessa, e felice. Forse è comunque grave e non va difeso, ma ragazzi il vino avvelenato è una cima irraggiungibile, abbiate pazienza.
La buona notizia è che da qui è tutta in salita. Non era difficile direte voi, dopo un Andrè femminicida. Andiamo avanti, Oscar rifiuta di entrare nei Beehive-cioè rifiuta di sposare Girodelle, riconosce i sentimenti di Andrè anche se ancora non sa se li ricambia, e tutto è bene quel che finisce bene; però boh, Oscar non so tu ma uno che mi rifila del vino avvelenato solo perché non accetta che mi sposi con un altro io lo terrei a debita distanza, è una red flag grossa come la Bastiglia. Niente, Andrè femminicida non mi cala. Tra l'altro manca pure l'epicità colossale di Oscar che si presenta in uniforme da capitano delle guardie a quel ballo di pretendenti organizzato solo per lei, dicendo con estrema nonchalance "signori, che strano ballo è questo, neanche una dama con cui danzare!" Manca, sempre parlando del rapporto tra Oscar ed Andrè, quel momento in cui viene assaltata la carrozza dei Jarjayes in cui viaggiavano entrambi, vengono divisi dalla folla in tumulto, lei si ritrova in un vicolo sanguinante salvata da Fersen che aveva riconosciuto la carrozza, e lei in preda all'angoscia si divincola da Fersen ed urla di lasciarla andare perché deve ritrovare il "suo" Andrè, perché il "suo" Andrè è in pericolo; dimenticata l'infatuazione di Fersen, chi è questo niente, qui Oscar si rende realmente conto che anche lei prova sentimenti forti e potenti per Andrè che non ha mai lasciato il suo fianco, che ha sacrificato il suo occhio per lei e che l'ha seguita perfino adesso nella gendarmeria.
Che bomba quel momento lì. Nulla di tutto questo nel film. Eeeeh le due ore bla bla.
CHE L'ANIME ERA STRUGGENTE L'HO DETTO? Cancellato anche il principino Louis Joseph di salute cagionevole innamorato perso di Oscar che prima di morire le dichiara il proprio amore e le dice che quando sarà grande e forte la sposerà. Lo vedete cosa intendo quando dico struggimento, rose e spine, angoscia e commozione. Al posto di questa scena troviamo una Maria Antonietta che intima ad Oscar di tornare nelle guardie reali, e che quando Oscar rifiuta, si dimostra sprezzante nei confronti di Oscar e del popolo. Anche qui, io non so che dire, finito male il rapporto tra queste due grandi donne, da sempre legate per ammirazione reciproca, fiducia, sincerità, qui pare che si conoscano appena, mentre nell'anime si salutano con le lacrime agli occhi, in silenzio ma consapevoli che non ci sarebbe più stato un altro incontro, col vento che scompiglia i capelli ormai lunghi di Oscar e la chioma splendidamente acconciata di Maria Antonietta.
C'era una poesia, una commozione, uno struggimento appunto, che mi dispiace tantissimo, nel film non si è riusciti a ricreare.
E non ho neanche detto che Oscar si è malata di tisi, che sempre più spesso tossisce sangue nel fazzoletto, che Andrè sta perdendo anche l'altro occhio ed Oscar se n'è accorta ma si angoscia in silenzio perché non vuole che Andrè si senta umiliato da ciò, che Oscar ha ingaggiato un pittore per farsi fare un ritratto come figlia del dio Marte e che quando lo completa Andrè è talmente ipovedente che vede tutto un altro dipinto, mentre Oscar piange per il dolore dietro di lui che è ancora incantato dal quadro. Come ricreare tanto splendido struggimento e commossa angoscia? Guardate l'anime, non fate l'errore di guardare il film prima, vi rovinerà questa meravigliosa storia che merita tutta la fama che ha raggiunto e raggiunge tutt'ora.
CHE BELLO IL ROMANTICISMO…SE SOLO CE NE FOSSE Ma noi ci perdiamo in chiacchiere, la rivoluzione è vicina, gli Stati Generali sono stati convocati e non si è raggiunto un accordo definitivo, la rivolta è dietro l'angolo, e la squadra di Oscar ha avuto l'ordine di reprimere la folla. Ogni giorno che Oscar esce di casa per recarsi in città non sa se tornerà, e forse sentendo approcciarsi una sorta di fine, una sera che è nella sua stanza e Andrè le porta da bere, gli chiede candidamente se boh, gli va di fare robba, una Schweppes, tu ed io, io e tu, noi. Ho le braccia a terra, sia lui che lei hanno capito i propri sentimenti e si corrispondono, e Oscar sa solo dire "Rendimi la moglie di Andrè Grandier".
A parte il cringe di questa frase che vabbe, ma ragazzi nell'anime c'era una serietà che conferiva ancora più bellezza alla scena, i due si ritrovano braccati da dei rivoluzionari e si rifugiano in una radura vicino alla strada, son costretti a rimanere lì fino al giorno dopo, e lì si rendono conto del loro amore, di quanto abbiano brancolato nel buio, specialmente Oscar, non capendo che l'uomo che cercava, le braccia che l'avrebbero tenuta insieme durante ogni difficoltà, le aveva avute sempre al suo fianco senza mai capirlo.
Mi pare chiaro che una situazione del genere, un amore del genere così profondo e bruciante, sbocciato in mezzo alla rivoluzione, in una maniera così struggente, non è paragonabile a bicchieri di vino avvelenati e rapporti consumati al sicuro del palazzo Jarjayes. Nulla da dire sulle sequenze, le musiche, i disegni…ma è la trama che è mal gestita, poco intrecciata al contesto storico, qui fondamentale, alcune cose perfette nell'originale, deliberatamente cambiate per farle più banali e poco coinvolgenti.
SI PIANGE MA NON E' CHE MI MANCHERAI… Ciò che resta è storia, Oscar si sottrae al comando di sparare sulla folla e si unisce ai ribelli, rifiuta il proprio titolo di nobile e carica i suoi soldati contro le truppe schierate al giardino delle Tuileries, in aiuto del popolo. Qui Andrè viene colpito, e cominciano i pianti. Sia di Oscar che miei. Sia nell'anime che nel film. Perché non so, forse conosco la loro storia, e rivederla anche vestita con abiti nuovi è sempre emozionante come la prima volta. Ma se posso fare un raffronto tra le due versioni, nell'anime la morte di Andrè aveva molto più spazio, Oscar lo piangeva in maniera disperata e fino al giorno dopo rimaneva in un silenzio addolorato, quella notte la passa sulle scale della chiesa dove hanno posto il corpo del suo amato, dissociata dal resto delle persone, soldati e non, riunite tutte intorno che attendono di continuare a combattere il giorno dopo.
Nel film la morte di Andrè viene seguita dal giorno della presa della Bastiglia, e, perdonatemi, Oscar che a cavallo di fronte ai suoi soldati, non riesce a fermarsi dal piangere per Andrè l'ho trovato un poco non da lei. Si vede anche da questo il poco tempo a disposizione, poiché nell'anime tu avevi un episodio intero per piangere la morte di Andrè e vedevi Oscar letteralmente a lutto, nel suo silenzio, e ciò le dava la carica il giorno dopo di essere più agguerrita che mai, perché era anche il suo amore che combatteva assieme ai suoi soldati. Invece qui nel film la giornata la inizia piangendo, piangono anche i suoi soldati che boh, non li hai mai visti scambiare manco mezza occhiata con Andrè.
Eccole, le due ore, a fronte di 40 episodi. Guardate l'anime, lo ribadisco.
S'APPREZZA L'IMPEGNO…CREDO E insomma, 14 luglio 1789. Anche Oscar, dopo aver diretto l'assedio della Bastiglia, cade sotto i proiettili dei soldati rifugiati sulle torri, e pochi minuti dopo che viene portata al riparo, ormai morente, la Bastiglia alza bandiera bianca. La vittoria del popolo francese, assetato di giustizia, scatena le lacrime di Oscar, che nei suoi ultimi respiri nomina la sua amata Francia ed il suo adorato Andrè.
Non mi dilungherò sulla storia, nei titoli di coda vengono accennati gli episodi successivi alla presa della Bastiglia, così come nell'anime un intero episodio veniva dedicato al racconto della sorte dei regnanti ed in generale della Francia, nonché di Fersen e dei personaggi protagonisti della rivoluzione. Voglio più che altro dare uno sguardo complessivo al film, anche alla luce del romanzo che ho scritto adesso. E' una storia che conservo nel cuore, e forse sono a volte drastica ed a volte morbida, ma la mia sensazione generale è che con questo film si raggiunge la sufficienza. Non è un prodotto che Ommioddio guardalo ti cambierà la vita; ma non è neanche una perdita di tempo, anzi. E' una bella prova, si vede l'impegno, il cuore, si vede anche che l'anime fa da ispirazione e non si vuole nè annientarlo nè sostituirlo. Disegni, sfondi, musiche, canzoni, tutto tende a cercare di rendere omaggio ad una storia che, lo sappiamo benissimo, non troverà eguali. Ma certe scelte non possono passare, prima fra tutte quella di rendere Andrè un femminicida, poi molti personaggi assenti (e non li ho nemmeno citati tutti), scene frettolose o rese male, rapporti tratteggiati sommariamente, ed in sostanza tutto ciò che ho detto finora. Un 6 pieno, con bacetto in fronte doveroso per il lavoro che, nel suo piccolo, è risultato ispirato ed impegnato. Grazie a chiunque sia riuscito a leggere fin qui, davvero, ho tentato di essere sintetica ma con me è impossibile, si fa prima a conquistare la Bastiglia. Al prossimo commentone!
L'attacco dei giganti - Ep 89 - Peccatori
Eh lo so. Avevo detto "Nei prossimi giorni", eppure ho lasciato passare i mesi, e d'un tratto da che era marzo siamo a novembre, ed ho tranquillamente lasciato arrivare la fine della serie senza aver commentato il penultimo episodio. Ma ciò mi permette di rinfrescarmi la memoria per poter al meglio seguire la fine della fine, l'ultima puntata, l'ultima con la U maiuscola, quella finale, non so se si è capito, ma è la fine, chiaro? Lo scorso episodio è stato letteralmente una pioggia di emozioni, un temporale, un diluvio universale, e tutti i fazzoletti che avevo in casa non sono bastati a placarlo, e tutt'ora rileggendo il mio commento il pianto minacciava di tornare. Ma non possiamo cincischiare con fazzoletti e metafore, abbiamo un lavoro da fare, ossia commentare il penultimo episodio della terza parte della stagione finale dell'attacco dei giganti. E andiamo.
I nostri eroi sono distrutti dal dolore per il sacrificio di Hange, nessuno spiccica una parola, anche Pieck (ciau Pieck!) che in fin dei conti Hange l'ha conosciuta tipo due giorni prima, capisce quanto è grave l'atmosfera e che non è il caso di disturbarla. Armin intanto fa la conta dei danni causati da quel figlio di buon padre di Flock, che francamente se ci avesse lasciato due episodi fa sarebbe stato meglio, perchè infatti il serbatoio s'è potuto riempire solo a metà e Ymir sola sa se arriveranno a Salta. Ma abbiamo con noi Onyankopon, che dichiara che porterà i nostri eroi a destinazione dovesse costargli la vita; Onyankopon, veramente sei un tenerone, ma se la benzina finisce non è che tu possa fare molto eh. A meno che il velivolo non si possa alimentare a sputo, in quel caso saremmo a cavallo. Ma s'apprezza comunque l'impegno. E conclude dicendo che adesso grava su Armin la responsabilità di risolvere la situazione, tutti quanti contano su di lui. Quasi quasi la vedo la risposta di Armin, "Grazie mille Onyankopon, adesso sì che sono sereno, mi ci voleva questo peso per alleggerire il nervosismo, sei un amico". E facciamolo sto piano.
Mettiamo di sottofondo la musica di Mission Impossible e torniamo a fare i disegnini col gesso trovato chissà dove, saremo anche in emergenza mondiale, ma un pezzo di gesso per fare i disegnini c'è sempre. Bersaglio della missione è Eren, che ora come ora si è digievoluto in una sorta di cupolone di ossa, o per dirla con le sempiterne parole amorevoli di Levi, in un grosso insetto. Logica vuole che colui che comanda l'ammasso di ossa sia nella collottola della struttura, sono 4 stagioni e passa che tagliamo collottole, ormai me le sogno la notte. Ed invece no, perchè il boss finale deve essere overpower, e se ricordiamo bene, Eren ha inglobato il gigante martello, che ha la squisitissima capacità di spostare la propria coscienza dove cacchio je pare, può pure fare un cordone che raggiunge sotto terra l'estremità opposta del globo e nascondersi lì, e buona fortuna scemi! Ma non complichiamoci la vita, che già siamo messi male così. Dunque a questo punto diventa bersaglio non solo la collottola di Eren, bensì tutto lui. Pieck propone di usare la tattica usata da Armin a Liberio, quando ha ucciso tutti quegli innocenti, piccoli e grandi, vecchi e giovani, uomini e donne, sai quando ha fatto quel massacro, sangue per le strade, gente morta abbrustolita dappertutto…Caspita Pieck, se davi un pugno ad Armin facevi meno male. Ma il biondo incassa la frecciata e prende in considerazione la proposta, dicendo che potrebbe funzionare. Ma vuole usarla come ultima risorsa, prima vuole parlarci con quel testone (wink wink) di Eren, e solo se rimane di coccio passiamo alle maniere forti. Quanto è attuale tutto ciò?? Adesso, a novembre 2023, con non so quante guerre in corso, quanto è prorompente e sublime il concetto che un comandante prima di usare le armi e la distruzione voglia tentare prima la strada del dialogo? Quanto?? Ve lo dico io, una cifra. Anche Mikasa è d'accordo con Armin, sarà anche determinata ma sai com'è, ad uccidere la persona che ama sarebbe un attimo restìa.
Ma poniamo che dobbiamo quindi passare alla tattica boom, visto che Eren controlla i giganti tramite il sangue reale di Zeke, non sarebbe meno complesso trovare ed uccidere il gigante bestia? In tal modo fermeremmo il boato dei giganti, che è la cosa più urgente in questo momento, poi per riempire di schiaffi quel testone di Eren il tempo c'è. Ed allora così sia, Levi, un ammasso di testosterone che l'idrovolante pesa qualche tonnellata in più solo con lui a bordo, si fa avanti e dichiara che eliminerà il suo vecchio nemico, la scimmia. Chiede agli altri di prestargli la loro forza per riuscire nell'impresa, e sì, Levi, ti presto pure io la mia forza, anzi te la regalo, fa' di me ciò che vuoi.
Questo è l'obiettivo, per far volare a destinazione questo idrovolante e salvare l'umanità hanno ucciso loro compagni, non renderanno vane le azioni di cui si sono macchiati. Adesso, con questa presa di coscienza, per Connie è possibile comprendere l'incredibile fardello che sono stati costretti a sopportare Reiner, Berthold ed Annie, quando sono stati chiamati traditori e sono stati visti come nemici, quando sono stati tragicamente divisi tra le persone che li avevano cresciuti nel continente ed i loro compagni su Paradis ai quali si erano affezionati. Reiner da coraggio a Connie, ed anche Jean ammette di non avere il diritto di giudicarlo, perchè ormai sono tutti diventati assassini per un bene più grande di loro e dei loro affetti. Ma quanto è bello vedere uomini grandi e grossi commuoversi e avere gli occhi lucidi? Non perchè io sia una sadica e mi piaccia vedere la gente che piange, ma è così rinfrescante e liberatorio vedere un così ampio corollario di emozioni, niente di taciuto o nascosto, semplice e pura sincerità tra persone che stanno mettendo il loro animo più intimo in gioco. Sublime. Ma Reiner non finisce qui il suo discorso; ha infatti l'impressione che Eren voglia essere fermato da loro, che stia commettendo tutto questo proprio per istigarli ad ucciderlo o comunque fermarlo. Ed anche Armin dice che lo pensava da un po'; infatti Eren può influenzare tutti gli eldiani, tutti tutti, portatori di giganti compresi. Eppure eccoli lì i nostri eroi, ad elaborare piani per fermarlo. Eren li sta lasciando fare, non li sta manipolando volontariamente, come se volesse, per dirla come Armin "vedere cosa sono capaci di fare". Eeeee qui la cosa cambia.
Tutti si ritrovano in quel posto, come a dimostrare che la loro ipotesi che Eren li osserva ma non interviene di proposito è vera. E caspita se Eren ci ascolta allora tentiamo adesso la strada del dialogo! Armin ci prova, gli urla che adesso può fermarsi, ha talmente terrorizzato l'umanità che per secoli nessuno si avvicinerà di miglia a Paradis, la gente sarà talmente spaventata dalla minaccia dei giganti che costruiranno navi spaziali per andare su un altro pianeta, così Paradis avrà tutto il globo a disposizione se una mattina si sveglia con la luna storta. Ci provano tutti, Jean, Connie, che si scusa per non averlo capito ed averlo accusato per la morte di Sasha, anche Mikasa lo implora con la voce gonfia di emozione di tornare da loro e porre fine a tutto, perfino Levi gli dice che se smette adesso gli darà solo dei calci nel sederino (a me m'avresti già convinto, capitano oh mio capitano), ma Eren risponde a tutti loro che avanzerà, non fermerà il boato della terra; compare un bambino, il piccolo Eren, accanto alla fondatrice Ymir, ma a nulla servono le corse dei ragazzi, è impossibile raggiungerli. Eren risponde all'ultima domanda di Armin, vuole portare via la libertà al mondo per ottenerla a loro, e per questo sta lasciando tutti liberi di perseguire i loro obiettivi. Ognuno avanzerà, il dialogo è inutile, e l'unico modo di porre fine al boato è uccidere Eren. Fine delle trattative. E' stato bello.
Ci spostiamo sulla nave dove abbiamo lasciato Annie e gli altri, la capoclan degli Hizuru ha dei rimorsi perchè è stata lei a fare incontrare Zeke ed Eren. Ma inutile pensarci, il passato non può essere riscritto. Ad interrompere il discorso arrivano Gabi e Falco, e Falco dice di aver visto un ricordo di Zeke, dopotutto è diventato gigante grazie al suo fluido spinale, è logico supporre che in questo vortice di passaggi di ricordi e sogni tra portatori di giganti qualcosa di Zeke sia arrivato a Falco; ed in questo ricordo Falco si librava nel cielo, volava, quindi è convinto di poterlo fare. Ed anche qui la cosa cambia. Hai presente un gigante volante quanto può essere strategicamente d'aiuto in una battaglia dove le fazioni sono tutte a terra?? Dunque mi dispiace Annie, ma forse forse parteciperai alla battaglia anche te.
Intanto nel continente un treno si affretta ad arrivare verso la fortezza di Salta, da cui sono in partenza alcuni dirigibili. Sul treno ci sono molte nostre conoscenze, tra cui i genitori di Reiner, di Annie, di Gabi ed altri; e noto con poco stupore che la situazione sempre più tragica col passare dei minuti non ha insegnato a marleyani ed eldiani a collaborare insieme, anzi è rimasta una battaglia per la sopravvivenza, se ci fosse stato un eldiano capace di guidare il treno avrebbero felicemente ucciso il marleyano al comando. Ne usciremo migliori, dicevano. Ma le loro speranze vengono disattese, perchè poco prima di arrivare alla fortezza vedono volare via tutti i dirigibili, sono arrivati troppo tardi ed in lontananza già si staglia il vapore dei giganti che ridendo e scherzanddo hanno già spianato tutto il continente fino a lì. Seh, ridendo e scherzando, ridendo e sterminando semmai! Ma i dirigibili non stanno volando via, stanno andando contro i giganti, vogliono tentare di bombardarli. Fanno quasi tenerezza, una decina di supposte con qualche barile di esplosivo vogliono sterminare centinaia di giganti colossali capitanati dal gigante fondatore che solo lui è grosso qualche ettaro. Che teneri, veramente. Ci sarebbero state altre opzioni, tipo che ne so, sfruttare i suppostoni volanti per raccattare più superstiti possibili e portarli tutti in un posto sicuro, ma i militari so' loro, che ne so io di come si salvano degli innocenti.
I dirigibili si dirigono dunque verso i giganti, e qui il comandante delle forze armate fa un discorso che onestamente dovremmo inciderci nel cervello, noi e tutti i politici del mondo, e che per ovvie ragioni scriverò per intero.
"A tutti i soldati dello squadrone di dirigibili e di questa fortezza! Questo è l'ultimo baluardo rimasto all'umanità. Sulle vostre spalle grava un peso incommensurabile. Tuttavia qualsiasi sarà il risultato sappiate che la responsabilità non sarà soltanto vostra. La colpa è di tutti noi adulti. Abbiamo utilizzato l'odio continuando a farlo crescere credendo che ci avrebbe salvato. Abbiamo scaricato ogni nostro problema sull'"isola dei demoni". E come risultato di tutto ciò è nato quel mostro che adesso è giunto a restituirci il rancore che abbiamo continuato a provare. Se mi sarà possibile avere di nuovo un futuro non farò mai più lo stesso errore. Lo giuro. Vorrei che tutti voi facciate un giuramento. Abbandoniamo per sempre quest'epoca di odio reciproco...diamo inizio ad un mondo dove avremo più considerazione del prossimo e qui diciamo addio ai nostri mostri."
Quanto è potente questo segmento. Quanta presa di coscienza che attanaglia lo spettatore, messo davanti ai propri demoni insensati ed al proprio odio immotivato. Ma gli anime sono per bambini. Mortacci di chi lo dice. Anche la signora Braun si accascia a terra sotto il peso delle sue colpe, perchè comprende finalmente di non aver mai visto suo figlio come un essere umano, bensì come uno strumento per vendicarsi di Paradis. Quanto ha sbagliato, come madre e come essere umano. Se ci pensiamo, è lo stesso identico errore che hanno fatto i genitori di Zeke con lui, non l'hanno mai visto come un bambino, per loro era lo strumento per vendicarsi di Paradis, era un oggetto utile alla restaurazione dell'impero Eldiano, non gli interessava di crescerlo con amore ed affetto, e sappiamo bene com'è andata a finire. La storia si ripete.
Ed a morte si aggiunge morte, i civili da terra vedono il gigante fondatore creare con un fulmine una sua appendice a forma di gigante bestia, che con la classica posa di giocatore di baseball lancia rocce contro i dirigibili, facendoli a brandelli in tipo 30 secondi. Niente può fermare l'avanzata dei giganti, se non fosse per quella nuvoletta bianca alle spalle del fumo scuro sprigionato dal bombardamento fallito. Dalla nuvoletta spunta il velivolo pilotato da Onyankopon, è arrivata la cavalleria che non vede l'ora di disossare qualche gigante troppo cresciuto. Eccoli lì i nostri eroi, più incacchiati che mai, portati grazie all'ultima goccia di carburante proprio sopra il fondatore, per poter avvicinarsi il più possibile al gigante bestia. Da terra i civili vedono i nostri eroi trasformarsi ed apparire il gigante corazzato ed il gigante carro, increduli capiscono che le forze di Eldia stanno combattendo anche loro i giganti, non importa più il sangue e la provenienza, l'obiettivo ultimo è la fine del boato. Ed a questo guarda Armin, chiedendo ad Eren dov'è la libertà di cui tanto si riempie la bocca davanti a tanta morte.
E che dire raga', questo episodio è un alzarsi in piedi, un tendere verso quella che sarà la fine. E come ci stiamo arrivando bene a questa fine, tutto è messo al suo posto in maniera perfetta, i personaggi si stanno riunendo nello stesso punto, la grande battaglia del nostro tempo ha inizio, col Signore degli anelli avevo sinceramente meno hype. Confermo quanto detto per la scorsa puntata, dove si è pianto naturalmente di più mentre qui abbiamo fatto un'analisi degli intenti delle parti in gioco, abbiamo vagliato le due alternative, tentato di metterle in pratica grazie ad Armin, abbiamo scoperto qualcosa che forse si dimostrerà un asso nella manica, ed Eren tuttavia rimane un po' oscuro nel suo intento, vuole distruggere il mondo ma nello stesso tempo lascerà i suoi compagni liberi di fare ciò che vogliono, anche ucciderlo se riescono. L'affetto che prova per loro non è stato dimenticato, anzi, è il motore ed il carburante di ogni sua azione, per loro vuole creare un mondo senza guerre, per loro sta massacrando milioni di persone, ma se loro non vorranno farglielo fare sono liberi di distruggerlo. Si farà comprendere nella puntata finale? Non rimane che scoprirlo, vi invito a sintonizzarvi qui "nei prossimi giorni" questa volta speriamo davvero, per parlarne insieme. Come al solito, offrite i vostri cuori! -Sand-
Higurashi no naku koro ni - Let's talk about!
Lo so, di anime carini e pucciosi che nascondono un risvolto horror ce ne sono ormai a iosa. Ma nel lontano 2006 non era così. Nel lontano 2006 (ben 17 anni fa, zio Pietro prendimi i sali perchè sono troppo vecchia) se ti ritrovavi un anime con delle ragazze kawaii dagli occhioni sbrilluccicanti, i capelli dai colori vivaci e le voci squillanti (sembra quasi una canzone di Cristina D'Avena), pensavi che fosse solo questo, un anime con ragazze kawaii e tutta la pappardella sopradetta. Dunque, immedesimandoci in questo contesto, e nella mente di uno sprovveduto spettatore, appare chiaro come mai Higurashi no naku koro ni sia un must per tutti gli appassionati del genere horror/creepy/psicologico.
Il titolo, tradotto in inglese come "When they cry", contiene un simbolo hiragana che da un lato si riferisce ad un pianto se si parla di esseri umani, ed al frinire delle cicale in estate se si parla di versi, un suono molto insistente e che da solo fa da colonna sonora a tutto l'anime. Non sentirò più delle cicale in un anime senza pensare ad Higurashi. E già con un titolo del genere dovrebbero drizzarsi le orecchie allo spettatore di turno, poichè non mi risulta che in un anime con ragazze kawaii e basta si parli di pianti. Di primo acchitto può sembrare un malloppone, siamo davanti a ben 4 stagioni, dalla media di 25 episodi per le prime 3 e 15 episodi per l'ultima, questo volendo evitare tutti gli speciali, che con la storia principale non hanno niente a che fare, ma se vuoi guardare anche quelli ce n'è abbastanza per diventare hikikomori solo con questa serie. E fai rifornimento di acqua, in estate è importante bere! Come dicevo quindi, un bel malloppone, ma risulterà chiarissimo quanto siano scorrevoli gli episodi, non perchè leggeri di per sè, ma talmente coinvolgenti che li addenti uno dopo l'altro, come se fossero smarties, senza nemmeno capire che ti sei finito un'intera stagione in un solo pomeriggio.
Ma andiamo con ordine. Giugno del 1983, le date sono importanti (wink wink). Keiichi, tipico ragazzo normale degli anime, a causa del lavoro di suo padre, ma ciò non importa mai granchè, si trasferisce in un villaggetto nel bel mezzo del nulla (e te pareva; quando mai sono metropoli?) di duemila anime, animali e piante compresi, e fa amicizia con 4 ragazze, Rena che ha la sua età, Shion che è più grande, Satoko e Rika che sono più piccoline. I bambini/ragazzi vanno tutti nella stessa classe, perchè in tutto il villaggio ce ne sono solo 15, e i più grandi aiutano i più piccoli (un applauso alla maestra, utilissima). Ma ben presto Keiichi scopre alcune voci molto inquietanti che circolano nel villaggio e che riguardano il suo passato ed i suoi abitanti. Questa la premessa, priva di spoiler. Perchè da qui in poi è dura parlare di Higurashi senza spoilerare. E non voglio neanche togliere il divertimento di scoprire la verità che si cela dietro la facciata apparentemente semplice di questa realtà presentata. Leggevo infatti molte testimonianze di persone che evidentemente conoscevano già la storia, e che spronavano gli spettatori incerti o confusi di continuare la visione, perchè ne sarebbe certamente valsa la pena. E che dire, ho seguito il loro consiglio nonostante non avessi bisogno di essere spronata, l'atmosfera dell'anime mi aveva già catturata fin dai primi episodi. E sono stata ricompensata, poichè ciò che ho scoperto via via, episodio dopo episodio, devo dire che mi ha pienamente soddisfatto. Davvero, voglio fermarmi qui perchè non voglio avere sulla coscienza gente che afferra mannaie a caso o mi infila spilli negli onigiri e mi viene a cercare perchè gli ho rovinato il divertimento. Filate a guardare l'anime, da bravi.
Personalmente trovo che la prima e seconda stagione siano un gioiellino, suspence e momenti ilari sono super calibrati, le scene violente mantengono una semplicità che rafforza l'angoscia del momento, le vicende trasudano di un'inquietudine che non sai nemmeno da dove deriva, ma sai che c'è, lì, aldilà della porta socchiusa, che ti fissa con occhio attento dal corridoio buio. La paranoia cresce man mano che vai avanti, prendi note per non perdere nemmeno un dettaglio, convinta che tu non sei come gli altri, tu la trama la sbroglierai subito, senza capire che stai incappando nella stessa ragnatela in cui sono incappati tutti nessuno escluso prima di te. Noti che ci possono essere dei punti di congiunzione tra alcune vicende raccontate, fai un collegamento, ma subito dopo ti perdi di nuovo, davanti a nuovi elementi che smontano le ipotesi che stavi facendo un momento prima. Insomma, queste due prime stagioni meritano tutta l'attenzione che potete dare loro. Parola di scout.
Devo invece esprimere qualche dubbio sulle ultime due stagioni. Sarà che sono del 2020-21, mentre le prime due sono del 2006-07, sarà che forse il franchising ha voluto mettere il burro su troppo pane, sarà qualsiasi cosa, ma il mordente delle prime due stagioni a mio parere si perde e viene rimpiazzato da una premessa un po' banale, e nel contempo troppo complessa forse per reggere il paragone con la limpida semplicità iniziale, un background psicologico che invece di maturare regredisce, un insieme di corsi e ricorsi storici, tanti episodi sprecati quando la soluzione al problema era a portata di cervello, se solo si fossero avuti i neuroni necessari. Non so, sarà che sono una nostalgica e per me certe prime volte non si discutono, ma le prime due stagioni non hanno pari e, quanto meno per conoscere un must di questo genere, vanno guardate. Mi dicono che le due ultime stagioni, che appunto non mi hanno pienamente convinto, siano connesse ad Umineko no naku koro ni, un titolo molto simile ad Higurashi ma che purtroppo non è stato sapientemente trasposto in versione animata, quindi se mai avrò la possibilità di leggere la storia di Umineko capirò quanta verità c'è dietro questa diceria.
Siamo arrivati alla fine, e devo dire che mi merito un applauso perchè sono arrivata fin qui senza spoilerare, mi faccio pat-pat sulla spalla intanto. Vi do appuntamento ai prossimi commenti, grazie per la lettura! A presto, -sand-
L'attacco dei giganti - Ep 88 - Il boato della terra
Avevo concluso la scorsa parte aprendo la gara di apnea; pensavo davvero che non avrei ugualmente trattenuto il fiato durante questa mirabolante ora? Ma che mi prendo in giro a fare, dico io. Bentornati alla terza parte della stagione finale di Aot, "sono passati 84 anni" come direbbe la cara vecchia Rose, intenta a lanciare in acqua quel bigiottone del cuore dell'oceano.
Mikasa si avvicina, e tende le sue mani verso il volto addormentato di Eren. Aot, che facciamo, foreshadowiamo?? I lettori del manga mi hanno capito. E rivedamo quel pezzettino del primissimo episodio, quando Eren si sveglia sotto un albero, da un sogno che non ricorda ma che gli ha lasciato le lacrime agli occhi. Torniamo al presente, due bambini piuttosto familiari sono intenti a nascondere un piccolo mucchio di monete e pietre preziose in un boschetto, in previsione di poterlo utilizzare per i loro familiari, per un futuro migliore. Sì, come no. Alzando gli occhi vedono gente che sta correndo, con armi e bagagli, in maniera piuttosto disperata. Ma non è dai programmi trash della mediaset che fuggono, quello sì che sarebbe stato grave. Stanno fuggendo dal boato della terra, i giganti colossali si sono fatti strada e pian pianino trotterellando hanno camminato per gran parte del continente di Marley. Poveretti quelli camminano, mica fanno nulla, il problema è che camminando schiacciano. Il tempo l'hanno avuto poi, è passato quasi un anno dalla scorsa stagione.
Questo il presente, ma ad Aot piace confonderci, e ci rimanda nel passato, all'epoca della ricognizione a Marley, quando Hange tentava di dar da mangiare delle carote alle automobili, bei tempi. Chi ci parla in questo caso è Eren, che si aggira per le strade della città pensando a ciò che aspetta queste brave persone intente a prendere un tè o leggere il giornale. Lui lo sa, lo ha visto, sappiamo ormai che grazie al potere del suo gigante è capace di spostarsi avanti e indietro nel tempo. Capisce perfettamente che tra gli abitanti di un'isoletta e gli abitanti di un continente, andrebbero sacrificati quelli che sono di meno (io mi dissocio eh, per me la via è sempre quella della pace), ma semplicemente non ci vuole stare, lui vuole proteggere gli amichetti suoi e quindi spiaze Marley. Ma tale decisione non gli impedisce di pensare alla morte e alla disperazione che porterà a queste persone, e non riesce a fare a meno di chiedere perdono. Il mondo che aveva sognato, le distese di acqua salata, le terre di ghiaccio, i fiumi di fuoco, tutto era una bugia, perchè nel mondo al di fuori delle mura ha solo trovato odio, quell'odio che lui stesso ha provato sulla propria pelle fin da bambino. E' deluso, amareggiato, angosciato, dispiaciuto, pieno di rimorsi e sensi di colpa ma allo stesso privo di scrupoli e determinato finanche alla morte a realizzare il suo obiettivo. Il panorama di morte lasciato dai giganti che schiacciano tutto, nella mente di Eren è sacrificio necessario che si trasforma in un'infinita distesa di nuvole che navigano su un cielo limpido. Disperazione e poesia, serenità e morte. E sono solo passati dieci minuti. E mi dicono che gli anime son per bambini. Certo come no.
Torniamo al presente, sulla nave dove i nostri eroi sono riusciti a fuggire. Armin ed Annie stanno parlando, innanzitutto del passato, ed Annie chiede come mai lui si sia intestardito a parlare con un pezzo di roccia per tutto questo tempo. Una mezza frase porta ad un'altra mezza frase, ed entrambi diventano rossi come pomodori maturi. Che bello Aot, un secondo prima schiacciano bambini come se non ci fosse un domani ed il secondo dopo ti ritrovi in Piccoli problemi di cuore. Annie ci prova ad arginare la situazione, sicuramente Armin veniva a parlare da lei perchè è un bravo ragazzo e crede nell'ideale del dialogo, ma Armin la rimette a sedere accanto a sè (♥️) dicendo che non è mai stato un bravo ragazzo, anche lui si è sentito derubato della speranza di un mondo bellissimo…ma quel mondo merita ancora di essere salvato, e lui farà di tutto per convincere Eren. Come biasimare Annie, davanti ad un Armin così maturo è difficile restare indifferenti.
Siamo arrivati intanto a Odiha, la città dove faranno la manutenzione all'idrovolante. Dopo una brevissima parentesi che ci fa vedere un Falco disperato a bordo della nave per la sorte toccata agli abitanti di Liberio, torniamo da Annie, che stavolta parla con Mikasa; non se la sente più di combattere, oltretutto per una popolazione che l'ha cresciuta e ripagata con l'odio, non comprende l'ideale di salvare la razza umana. E da un punto di vista puramente umano la capiamo perfettamente, non c'è niente di male e non voler più immolarsi, chi vuole fare l'eroe lo faccia, ma se qualcuno non se la sente non deve essere biasimato, Annie ne ha passate tante, ed anche Mikasa riconosce che nessuno le chiederà di soffrire ancora. La maturità che gronda da questi dialoghi mi sta facendo piangere di commozione, come sono cresciuti bene i miei ragazzi. Un'occhiata ad Armin intento a discutere i preparativi per il combattimento fa capire anche a Mikasa il flirt in atto, ne è talmente spiazzata che rimane imbambolata con la bocca aperta, è veramente la fine del mondo se perfino Annie dimostra una cotta ed arrossisce, Eren fatti da parte tu e la tua lagna, qui abbiamo una Annie arrossita, non so se ci rendiamo conto. Scherzi a parte, anche Mikasa ha un uomo da gestire, ed infatti Annie le chiede che intenzioni ha con Eren, ma la nostra Ackermann preferita sa perfettamente cosa vuole, e cioè prendere quel testone (wink wink) e portarlo a casa. Intanto il nostro altro Ackermann preferito non ci vuole stare nemmeno lui, ha saputo che Yelena s'è svegliata e non gliene frega una mazza del fatto che sia mezzo cieco ed ormai venga soprannominato "Levi tre dita", lui la vuole interrogare per sapere quali sono gli obiettivi di Eren nel continente. Grande Levi, potrai anche essere monco ma l'apporto di testosterone che dai tu nessuno mai (ignorate il mio urletto da fangirl in sottofondo appena il capitano è stato inquadrato).
Si va quindi ad interrogare Yelena, che senza problemi riferisce che l'obiettivo più probabile di Eren sarà la fortezza di Salta, nella Marley meridionale, dove vengono studiati i dirigibili, un'arma molto efficace contro i giganti. E nessuno riesce a dare contro alla donna, quando dice che davanti alla minaccia scatenata dai giganti tanto torto, lei e Zeke, non ne avevano. I preparativi sono quasi finiti, è il momento di salutare Annie, con un'altra chiacchierata tra lei e Reiner, che le chiede scusa per la sua testardaggine nel portare avanti la missione affidata loro da Marley; Reiner è un altro personaggio che è cresciuto in maniera esponenziale, entrandomi nel cuoricino, ha capito perfettamente di avere sbagliato ed ora vuole solo redimersi, anche a costo della vita. Annie sorride, ebbene si, e lo abbraccia. Non ce la faccio, mi serve un fazzoletto, so proud. Anche i nostri eroi salutano Annie, e l'ultimo sguardo di lei è rivolto al biondone dagli occhi di cerbiatto, che davanti a Mikasa che gli chiede se davvero gli vada bene così, ammettendo di sapere della love story, arrossisce e dice di sì, Annie deve rimanere quella di sempre. Ma basta finitela di farmi piangere. Ci si mette pure Hange, che chiede a Levi se pensa che i loro compagni li stanno guardando combattere. Hange per favore!
Ci pensa Floch a interrompere il piagnisteo, il pazzo si era attaccato alla nave in barba alle leggi della fisica ed all'attrito dell'acqua ed è rispuntato fuori più morto che vivo, ma abbastanza in forze da sparare qualche colpo al serbatoio dell'idrovolante. Eccheppalle Floch, ma fino alla fine devi farti odiare male?? Il danno però è fatto, e mentre gli ingegneri si mettono all'opera per saldare delle lastre di metallo sui buchi nel serbatoio, la terra comincia a tremare. Il tempismo, porca miseria. Dai monti vicini si staglia l'ormai familiare vapore, insieme all'armata dei giganti. Serve un'ora per riparare l'idrovolante, ed in un crescendo di emozione e lacrime, come se già non stessi piangendo da mezz'ora, Hange si fa avanti e nomina Armin quindicesimo Comandante della Legione esplorativa, perchè andrà lei a rallentare l'armata colossale. Sulla sua strada incontra Levi, che comprende anche lui l'intenzione di Hange. "Offrite i vostri cuori" le dice, incapace di fermare l'amica di sempre per il bene della missione finale. Ed Hange vola, fra i giganti colossali che vede ancora come creature bellissime, ne spezza uno, dieci, ancora, pur di dare tempo all'idrovolante di scappare via. Il suo corpo si infiamma, grazie al vapore incandescente che la circonda e all'attrito dell'aria, ma lei non si ferma, non finchè la speranza è al sicuro lontano da quel posto. Un ultimo barlume di fuoco viene visto dai ragazzi a bordo del velivolo, in lacrime per aver perso un altro dei loro pilastri, e fra loro Levi, che con gli occhi bassi mormora "Ci si vede, Hange. Stacci a guardare". A terra Erwin, Nile e tutti i compagni che ormai sono caduti danno il benvenuto ad Hange, che si alza da terra lamentandosi del casino in cui l'hanno lasciata.
Cosa aggiungere? Me lo chiedo davvero, sto fissando la tastiera da alcuni minuti, tutte le mie parole sono state risucchiate da questa superba e gloriosa sequenza, dal sacrificio di Hange, dal dolore silenzioso di Levi, dall'emozione potente che stravolge e colpisce, ancora una volta, sempre più forte. Facile dire che sono solo personaggi inventati, storie inventate, non c'è nulla di vero. Ma un capolavoro non ha bisogno di essere vero, ed Aot dimostra, puntata dopo puntata, minuto dopo minuto, la sua altezza, la sua qualità, la sua magia, la sua tragicità, la sua potenza. L'animo umano, dalla cattiveria più ingloriosa al sacrificio più sublime, viene tratteggiato in ogni sequenza e lascia senza fiato, le musiche, i colori, le animazioni, le espressioni, i dialoghi, perfino anche i flashback ed il punto di vista di quello che banalmente parlando è "il cattivo", anche se sappiamo bene che qui non c'è più questa distinzione così netta, tutto è talmente ben coeso e trasposto che lascia senza fiato, è difficile rimanere impassibili davanti a tutto questo. Io sono devastata ed emozionata, ancora con gli occhi umidi ed ho finito i fazzoletti, mi fermo qui per adesso per riprendere il commentone della prossima puntata nei prossimi giorni, sia per dare tregua a me sia per evitare un papiro che nessuno avrà mai voglia di leggere, visto che già con solo questa puntata è lungo assai. Ma a chiunque legga e sia arrivato fin qui dico grazie di cuore, e do appuntamento nei prossimi giorni, per il commentone alla seconda puntata della terza parte della stagione finale. Saluti e, offrite i vostri cuori! -sand
Sao Alicization: War of Underworld - Ep 17 Il Figlio del Demonio
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E ritorna l'appuntamento con Sao, ora più che mai l'hype è alto perchè finalmente Kirito pare molto vicino a svegliarsi, seriamente se non bastano le ragazze ed Eugeo a convincerlo io alzo le mani. Kirito era in questa scuola dunque, e pensa che è meglio che torni a casa, sai com'è si sta facendo buio, prima o poi dovrà tornarci. Mentre cammina per strada vediamo Eugeo ed Alice, le uniche persone dotate di occhi, le comparse sono tutte come delle ombre. Kirito cerca di ricordare cosa stesse facendo, c'era qualcosa di importante da fare (EH SI, gli urlano dall'Underworld tutti quanti), ma non riesce ad afferrare cosa fosse. Arrivato vicino casa si sente chiamare, e riconosce la primissima gilda a cui si è unito nel primo Sao, ed il momento in cui sono morti male perchè volevano aprire per forza un baule del cavolo.
Sul campo di battaglia Vassago comincia a stufarsi del fatto che il protagonista se la dorma della grossa, e comincia a minacciare di uccidere tutti quelli che gli capitano a tiro se Kirito non si sveglia. Asuna prova ad alzarsi ma è troppo stremata. A darle la forza arriva la piccola Yuki, che ricorderemo certo per quel piccolo arco narrativo della seconda stagione, che le ricorda che deve proteggere le persone a lei care. E così Asuna ritrova la forza e si scaglia contro Vassago, ah se anche nella vita reale bastassero i discorsetti volemosebbè a risolvere le situazioni. I due incrociano le lame, e quando lei gli chiede perchè faccia tutto questo lui risponde che ciò che gli interessa è Kirito, lo ama profondamente per la sua capacità di rimanere saldo nei suoi principi ed onesto nonostante tutta la corruzione e la cattiveria con cui fa i conti, e non gli permette di ridursi così senza di lui, incapace di combattere, ucciderà tutti quelli che gli capitano a tiro a costo di farlo svegliare. Aspetta aspetta aspetta, avverto una vaga contraddizione capitano, ma Vassago la scorsa puntata diceva che stava facendo tutto questo perchè ce l'aveva coi giapponesi e ne voleva uccidere quanti più possibile, adesso è andata a finire a love story? A meno che per amore non intendano ammirazione o stima, in questo caso avrebbe molto più senso la cosa. Il problema è che Vassago dice "aishiteru", l'amore vero e proprio, quindi la perplessità mi rimane. E non per l'amore in se, non fraintendetemi, ma perchè il personaggio di Vassago l'amore manco sa cosa sia, non trovo coerente che la sua smania di combattere contro Kirito sia dovuta a questo e non ad una sana e classica psicopatia. E comunque mio caro Vassago, mettiti in fila di grazia, che le/gli spasimanti di Kirito potrebbero oramai fondare un paesello. Ma andiamo avanti. Vassago spiega anche il funzionamento della sua mannaia, cioè quello di assorbire l'energia delle persone uccise, e si da il caso che su quel campo di battaglia non fanno altro che ammazzarsi a vicenda da giorni. E' chiaro quindi chi ha più potenzialità tra lui e Asuna. Ma lei ha Yuki dalla sua, e sappiamo che il potere dell'ammore è di gran lunga più potente di qualsiasi logica negli anime di questo tipo, e le spuntano dalla schiena due ali enormi. Comincia uno scontro epico davvero, simile come stile a quello tra Miller e Bercoulli, con i disegni tratteggiati in maniera più forte e scura, ed Asuna gliene fa vedere quattro a quell'infame psicopatico, tanto che riesce a fargli un enorme buco al torace.
Mo sarà morto, come può sopravvivere ad un buco largo mezzo metro in pancia? Ebbene anche qui la logica va a quel paese, ma penso che sia dovuto al potere della mannaia, perchè è diventata ancora più larga e riesce a tirare su Vassago, che puntando in alto l'arma prende ancora il controllo dei cavalieri rossi e li aizza tutti contro i nostri eroi. La povera Asuna, spinta a terra, non può fare altro che fissare Kirito disperata. Mettiamo in pausa l'Underworld e torniamo dentro la mente di Kirito, fermo alla morte della sua prima gilda e di Sachi. Quel momento lo perseguita ancora, se ne addossa la colpa, e non solo di quello ma di tutte le morti che ha visto e che ha commesso nel corso di queste stagioni, anche se l'ha fatto per il bene dei suoi amici, per la propria sopravvivenza, per combattere contro persone malvagie…ha comunque ucciso, e non vuole più ricordare nè sentirsi in colpa. Del resto anche Higa aveva in un certo senso spiegato questa cosa, dopo la morte di Eugeo, la fluctlight di Kirito era così in collera con se stesso che se n'è addossato la colpa ed è andata in corto circuito, autosabotandosi. Davanti a Kirito, in lacrime e sanguinante perchè vuole strapparsi il cuore, compaiono Asuna, Sinon e Sugua, ma ancora non è abbastanza per svegliarlo. Anche Higa è frustrato davanti al pc, non sa cos'altro fare per dare una scossa al senpai, ma dal nulla sullo schermo appare una quinta fluctlight, da dentro Underworld, e noi dentro la mente di Kirito vediamo Eugeo, che ricorda all'amico di quanto siano importanti i ricordi di quelli che ci amano, saranno sempre serbati nel nostro cuore, a prescindere dalle difficoltà e dagli addii. Eugeo, insieme alle ragazze, riesce a convincere Kirito che può, e deve, per il bene di sè stesso e dei suoi cari, ricominciare a camminare e a combattere, ed insieme si prendono per mano. Nessun giro giro tondo però eh, che qua la gente muore e voi fate i vostri porci comodi.
Il campo di battaglia viene invaso da un profumo di rose, risuonano la voci di Kirito e di Eugeo insieme, e tutti i nemici vengono racchiusi in bozzoli di ghiaccio. La voce di Eugeo, mia cara Asuna, apri bene le orecchie; verò è che secondo me lei si è ormai arresa a condividere il senpai con altre tremila persone. Nulla può rendere più felice Vassago, che si libera e si scaglia contro Asuna e le altre, ma una mano dorata spunta a fermare la mannaia e a proteggere le ragazze. Kirito si è alzato ed avanza lentamente con la spada di Eugeo in mano, il braccio destro gli è tornato e sovrappone la mano a quella dorata che aveva fermato Vassago, come se Eugeo lo avesse anticipato ed ora lui lo stia seguendo nei movimenti e nei gesti. Asuna con le lacrime agli occhi vede un Kirito del tutto sveglio e determinato a riempire di botte qualche sederino. Un bell'episodio. Tecnicamente non è successo nulla, Asuna ha provato a fermare Vassago e Kirito si è svegliato, potevo commentare dicendo questo e mi sarei risparmiata il tempo, ma è quello che c'è aldilà di questo che conta, c'è tanta commozione, tanto dolore e senso di colpa, e devo fare un applauso al doppiatore di Kirito, Yoshitsugu Matsuoka, ha realmente fatto trasparire il dolore e l'angoscia del personaggio, la voglia di farla finita e di non voler più vedere nulla, e la voce rotta dal pianto quando grazie a Eugeo capisce che in realtà merita di vivere e di essere felice, tutto quello che ha sopportato non è mai stato colpa sua e deve smettere di angosciarsi per questo. E Eugeo, piccolo mio, la tenerezza fatta persona, c'è un legame specialissimo tra lui e Kirito, non si tratta di amore, è qualcosa che va aldilà, anche Asuna fallisce dove Eugeo invece riesce, poichè è morto tra le braccia di Kirito ed ora è divenuto la sua forza…indescrivibile, seriamente. E mi ferisce dirlo, ma tutto questo non avrebbe funzionato se Eugeo non fosse morto, doveva andare così, si doveva sacrificare perchè solo così avrebbe avuto la potenza per risollevare Kirito. Da brividi. Ora non resta che mettersi comodi e godersi lo spettacolo, Kirito è tornato e non vediamo l'ora di vederlo in azione! Al prossimo episodio! -sand-