Corruzione su appalti pubblici: chiesto l'arresto per imprenditore favarese e sindaco di Sommatino
La Procura di Caltanissetta ha richiesto misure cautelari per otto persone nell'ambito di un'inchiesta su corruzione su appalti pubblici che coinvolge amministratori e imprenditori. Tra gli indagati figura l'imprenditore favarese Diego Caramazza, noto come Dino, 45 anni, già arrestato nel maggio 2025 nell'operazione "Appalti e mazzette". Insieme a lui rischiano l'arresto il sindaco di Sommatino Totò Letizia, il vice sindaco Mariangela Castellano, l'assessore Jean Pierre Rumeo e diversi tecnici comunali. Le accuse riguardano un presunto giro di tangenti per ottenere l'aggiudicazione di lavori pubblici. Le accuse di corruzione su appalti pubblici Secondo l'ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero messo in piedi un sistema corruttivo per pilotare l'assegnazione degli appalti. In particolare, a Caramazza viene contestata una tangente di 15mila euro per assicurarsi i lavori di riqualificazione di Villa Garibaldi. Inoltre, la stessa cifra sarebbe stata promessa al tecnico comunale Calogero Vendra e al dirigente Roberto Alotta per l'affidamento dei lavori al cimitero comunale di Sommatino. La Procura ha chiesto il carcere per cinque indagati e i domiciliari per altri tre. Oltre a Caramazza e al sindaco Letizia, per i quali si chiede la custodia in carcere, la misura cautelare più grave riguarda anche il dirigente comunale Roberto Alotta. Per il vice sindaco Castellano, l'assessore Rumeo, il tecnico Vendra e l'imprenditore Luigi Pulci è stata invece richiesta la misura degli arresti domiciliari. Gli interrogatori preventivi davanti al gip Tutti gli indagati compariranno il 25 e 26 giugno davanti al giudice per le indagini preliminari Lorena Santacroce per gli interrogatori preventivi. Durante questi interrogatori, ciascun indagato potrà fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a discarico. Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri della Procura nissena, sono state condotte dai carabinieri che hanno ricostruito il presunto sistema corruttivo. Per l'imprenditore favarese si tratterebbe di un ritorno in carcere a distanza di poco più di un anno dal primo arresto. Infatti, nel maggio 2025 Caramazza era finito in manette proprio nell'ambito dell'inchiesta "Appalti e mazzette", accusato di aver elargito denaro per assicurarsi lavori pubblici nell'Agrigentino. Quella stessa indagine vede coinvolto anche il deputato Roberto Di Mauro. Terremoto giudiziario al Comune di Sommatino L'inchiesta ha provocato un vero terremoto giudiziario all'interno dell'amministrazione comunale di Sommatino. Infatti, le richieste di arresto riguardano non solo il sindaco ma anche il suo vice e un assessore. A rischiare le misure cautelari sono pure due figure tecniche fondamentali per la gestione degli appalti pubblici: il dirigente comunale Alotta e il tecnico Vendra. L'ipotesi investigativa delinea un sistema in cui politici e tecnici avrebbero agito di concerto con alcuni imprenditori per indirizzare l'assegnazione dei lavori pubblici. In cambio dell'aggiudicazione degli appalti, gli imprenditori avrebbero versato somme di denaro agli amministratori e ai funzionari comunali. Si tratta, al momento, di accuse che dovranno essere valutate dall'autorità giudiziaria. Read the full article












