L’ultimo caso è quello di Luca Palamara, ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, indagato per aver ricevuto regali, viaggi e benefici in cambio di favori. Prima di lui, Edoardo Rixi, Armando Siri, Stefano Pellegrino: i casi di corruzione nelle ultime settimane sono fioccati come popcorn. E il problema è a tutti i livelli: locale, regionale, statale. La Lega da sola ha 72 tra indagati e imputati all’interno del partito. Eppure, dopo aver accettato le dimissioni di alcuni tra i suoi più stretti collaboratori senza batter ciglio, Matteo Salvini annuncia di voler rivedere i criteri per l’assegnazione delle scorte e di voler sospendere il codice degli appalti perché frena le imprese. Quando non più di un paio di settimane prima a Legnano, comune a guida leghista, sindaco, vicesindaco e un’assessora sono stati arrestati per corruzione elettorale e, manco a dirlo, appalti ritoccati. È solo un’impressione, o c’è un cortocircuito politico incredibile in atto nel nostro paese?[...]
La sfilza di inchieste delle ultime settimane riporta alla luce il tema della corruzione e della criminalità organizzata. Ma il ministro dell’interno non batte ciglio, e anzi ha atteggiamenti contraddittori. Il giornalista sotto scorta: “Lancio un allarme per la mafia al Nord, dove si vota Lega”