I just want to appreciate how BEAUTIFUL and HANDSOME Artyom looks in HD!
Metro Exodus is really spoiling us with the graphical beauty of this man (and the game!)
seen from China
seen from China

seen from Malaysia
seen from Malaysia
seen from China
seen from United States

seen from Malaysia

seen from United States
seen from Malaysia

seen from Malaysia

seen from Netherlands
seen from China

seen from Slovakia

seen from China

seen from United States
seen from China
seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from Russia
seen from United States
I just want to appreciate how BEAUTIFUL and HANDSOME Artyom looks in HD!
Metro Exodus is really spoiling us with the graphical beauty of this man (and the game!)
compagni di merenda Il dottor Artom, da Pietra Ligure, ha sentito forte il bisogno di scrivere a Corrado Augias.
Gli uomini sono uomini. Bisogna cercare di renderli migliori e a questo scopo per prima cosa giudicarli con spregiudicato e indulgente pessimismo. In quasi tutte le mie azioni sento un elemento più o meno forte di interesse personale, egoismo, viltà, calcolo, ambizione, perché non dovrei cercarlo anche in quelle degli altri? Perché ritrovandolo dovrei condannarlo severamente?
A Torino non ci ero mai stato, però avevo un amico che mi ha raccontato del suo quartiere. La zona in cui abitava era Mirafiori Sud, Via Artom era la parte più malfamata. Case popolari che erano state ideate come alloggi per le famiglie degli operai Fiat e quelle dei detenuti delle carceri. Considerando che molti operai venivano dal sud, si creavano rapidamente intrecci tra i migranti in cerca di lavoro e i malviventi della periferia, finché Artom divenne un sottoquartiere chiuso in cui la polizia non entrava, in mano ai camorristi, scene da Judge Dredd. Marco è cresciuto subito fuori dal girone infernale, molti amici del tempo, mi raccontava tante volte, erano pienamente dentro. E neanche un ventesimo di loro è diventato delinquente o tossico, ma ancora oggi se dici a un torinese d.o.c. “Artom” vedi che faccia fa, un po’ come Torbella, per noi romani. Io a Torino non ci ero mai stato ma questa è la storia che scrissi qualche tempo fa aiutato dalle descrizioni di Marco.
I sassi tirati ai finestrini delle auto in sosta. Poi ti accorgi che non hanno le ruote da probabilmente mesi. E non ti resta nulla se non rubare il foglietto “veicolo sottoposto a sequestro giudiziario” come trofeo. Anche se a malapena sai cosa significhi. Anzi, per nulla.
La lavatrice incastrata nel tetto d’una Fiat 500 primo modello, il 1° gennaio, all’angolo Artom-Garrone. Come un monumento a un eroe caduto, nella piazza sotto bombardamenti. Che s’ammira ma non ci si avvicina, troppi ordigni inesplosi attorno. Bombe carta da far piangere Jack Bauer.
I boy scout che giocano a football americano in strada, nella nebbia, fra le (pochissime) auto. Nessuno sa come si segni il punteggio, ma volan randellate in cifre a doppio zero. Di entrare in chiesa, cantare gaiamente o aiutare una vecchia, mai un accenno. Il coltello c’è, ma non è svizzero e quindi non resta neutrale. Poi a vendere calendari porta a porta la sera tardi, e nessun dubbio su che lavoro faccia la slava che t’apre in vestaglia.
Diego che di colpo smette di sorridere. A 10 anni, l’aria vissuta d’un quarantenne. Tua madre che affoga tua sorella e poi salta dal balcone tende a fare quest’effetto. E dalla temibile Artom distavano 3 isolati. Non gli ho mai detto quanto mi spiacesse. Ne guardavo tante, di cose, ma i suoi occhi no, non ci riuscivo più.
E le figurine con la droga dietro, i rapitori coi furgoni bianchi, le caramelle corrette, e quasi ti vien voglia di dirglielo, a tua madre, che se si trovasse così facilmente Stefano non andrebbe fino in Monastir a comprarla, attraversando 3 cortili danteschi data la popolazione. Ma ti ha regalato la prima bomboletta, anche se non sai come cazzo dipingerci, e non ti va di sputtanarlo.
Rovistare dallo sfasciacarrozze per procurarsi camere d’aria da trattore, legarle su di un pallet, usare la tua nuova slitta biposto per un’unica, stupenda, discesa sulla neve, prima che si sfasci a metà gita. La riporti comunque a casa, in pezzi, perchè è tua e ci avete messo due pomeriggi e farla. La tua settimana bianca, felice come un re, cazzo avrà mai Cortina di speciale.
Camminare per il Colonnetti e ad ogni schicchiolio sudare freddo, rametto o siringa? Non guardare, cammina dritto, sei quasi dall’altro lato, vedi? Scorgi già le mignotte. Le giostine per i bimbi, 30% tubi spezzati 70% tetano, ancora 20 passi alla ciclabile.
Le leggendarie messe nere al Mausoleo, le mille storie assurde, ridere dei fantomatici satanisti, poi una sera 23 arresti e tu dodicenne che scavalcavi per sentirti figo, ridi un po’ meno.
Poi i blitz della polizia, nuovi sindaci, la riqualificazione, il parco senza risse tra albanesi e neonazi, fine secolo ed epopea… e quando le cariche saltano, e le ex case occupate crollano, colpo di grazia al mostro che terrorizzò Torino, quasi ti viene una lacrima, per il demone Artom dai mille volti e milioni di storie.
Non era una periferia, nè un ghetto, nè una zona di guerra. Era un posto a parte, un posto di cui far parte, anche se non volevi, anche se non capivi. Lui e quel che vi succedeva. E forse era meglio così.
Ci ripassi, nel quartiere ora placido e rispettabile… ed è irreale. Quasi non fosse mai successo. Quasi fosse un film, che hai visto in tv, seduto sul divano di una casa bene, nella Torino elegante. Quella che ancora oggi, se dici Artom, pensa fosse solo un covo di malavita e nessuna persona normale ci possa aver abitato, lì o accanto.
Oggi da Torino ci torno e non ho visto con i miei occhi la parte malfamata che mi ha fatto volare lontano con la fantasia. Ho visto solo le sue bellezze, bellezze che però non ho dovuto immaginare stavolta, bellezze che mi hanno stregato in maniera semplice, toccandomi e stringendomi.
Io a Torino ci torno presto. Promesso.
I'm in love with you... are you in love with me, too?
Dakota - A Rocket to the Moon
Annabelle, you think you're so ___ special, but there's a million other girls like you.
Annabelle - A Rocket to the Moon