To my 13-year-old self:
YOU DID IT
(but all the Jonas are married by now, so stop dreaming about your perfect wedding with Nick)
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From Milan to Rome with love.. much LOVE
Soundtrack: ‘IN UN'ALTRA VITA’ By Ludovico Einaudi
Slipknot live in Milan @ Assago forum: People = Shit
"In due è amore, in tre una festa" e in quasi diecimila è "un bel concerto da mitomani" con Lo Stato Sociale.
La prima volta che ho visto Lo Stato Sociale dal vivo era estate, era agosto ed era il 2012 - quanti anni avevo? 18? - e lo ricordo perché era un concerto in spiaggia, a quel festival estivo gratuito che prego ogni anno che riescano a (ri)organizzare ogni anno, perché oltre ad animare questa zona, porta sempre delle gran belle serate - oltre a darmi qualche gioia che porto dentro per anni, come Lo Stato Sociale o i Tre Allegri Ragazzi Morti. Mi ricordo che, ad andarli a vedere, mi convinse un'amica che, ora, non so neanche se li ascolta più. Io di canzoni ne conoscevo ben poche, ma quelle poche che conoscevano mi piacevano parecchio - cinque anni dopo, Magari non è gay ma aperto è ancora nella top ten delle mie personali preferenza di questa band - e così andai, trascinandomi dietro qualche altro amico che non apprezzando molto la musica che facevano, non mi fece godere il concerto. Non ricordo se mi hanno disturbato la serata o se mi hanno trascinato via, per poi tornare, facendomi perdere qualche canzone, però ricordo che non me lo sono potuto godere e, col senno di poi, dico che mi dispiace. Il 2012 era l'anno di uscita di Turisti Della Democrazia, anno in cui piano piano, grazie soprattutto al web e al passaparola, la band si è fatta conoscere sempre di più, passando da piccole piazze a luoghi sempre più capienti. Quando nel settembre 2015 andai al concerto della Garrincha a Firenze - concerto a cui andai soprattutto per la band prima di loro mentre due amiche erano lì soprattutto per Lo Stato Sociale - mi ritrovai davanti ad una band cresciuta: prima di tutto, c'era un vero e proprio palco, cosa che non c'era alla prima volta in cui li vidi, le luci erano quelle di un vero concerto, i microfoni erano molto migliori, ma quello che spiccava era che la band aveva preso più confidenza col palco, ma senza perdere quell'aria scanzonata di gente che si diverte, che dice quello che gli passa per la testa non dando peso al fatto che quello che potrebbero dire potrebbe far storcere la bocca a qualcuno. Il pubblico sotto al palco, oltre alla band sopra, era cambiato, perché quello in cui mi ritrovai nel 2015 sapeva tutte le canzoni, le cantava a squarcia gola, pogava, sudava, si divertiva molto di più di quello acerbo e poco informato di tre anni prima. Comunque, anche quel giorno, se qualcuno mi avesse detto cosa sarebbe successo quasi due anni dopo, avrei detto "sì, vabbe, mi prendi per il culo" e, probabilmente, l'avrebbe detto Lo Stato Sociale stesso. Cosa è successo quasi due anni dopo? Quasi due anni dopo, sabato 22 aprile 2017 per l'esattezza, Lo Stato Sociale ha riempito con quasi diecimila persone l'Assago Forum. Certo, qualche voce polemica a questa mia cosa potrà pure dire "c'è chi il Forum l'ha riempito" e non sarei stupita di questa affermazione, ma con tutta la calma del mondo potrei pur spiegare che chi c'è riuscito o sono grandi nomi nazionali o lo sono a livello internazionale. Non è proprio il caso de Lo Stato Sociale che, effettivamente, non ha di certo grandi passaggi in radio, non ha grandi supporti mediatici, non ha avuto grandi sponsor per il concerto. Ho seguito questa band per anni, a periodi alterni di entusiasmo estremo a quelli in cui li ascoltavo o leggevo qualcosa su di loro distrattamente, ma praticamente ho vista band almeno una volta in ogni fase della sua evoluzione, da una spiaggia in una provincia dimenticata a al Forum. Quella che ho avuto sabato "davanti" - davanti si fa per dire, per la prima volta ho fatto un concerto dalla piccionaia, anche se questo non ha limitato il mio entusiasmo e delle persone con e intorno a me - era una band evoluta, ma non per questo meno emozionata, meno cazzara, meno libera di parlare. Hanno riempito quasi totalmente il Forum, arrivando per una strada alternativa che non è quella dei talent, dei singoli con grandi passaggi in radio - in cinque anni, credo di aver beccato una sola volta una canzone loro in radio e di radio ne sento diverse - o di grandi major che tirano in mezzo sponsor e quant'altro e questo non lo dico per polemica verso altri, che ognuno fa la strada che vuole e quella che si ritrova davanti, ma perché come hanno sottolineato loro dal palco, c'è sempre una strada alternativa per arrivare a fare quello che si sogna. Sono la solita band di sempre, quella che non si vergogna di dire che "è band antifascista, antisessista, antimilitarista e che prima di ogni tour firma una piccola clausola che dice: ogni volta che vai sul palco devi dire “La Lega fa schifo”.", non limitando neanche le battute contro Salvini che facevano partire grandi boati - e, ho letto di qualcuno che si è risentito di quanto detto, perché la musica dovrebbe essere apolitica... ma hanno comprato il biglietto alla cieca? I figli che hanno accompagnato non li hanno mai fatto sentire qualche pezzo prima del concerto? - e applausi, per confermarsi i soliti di sempre che parlano dicendo quello che vogliono. La scaletta era varia, alternando pezzi del cd uscito a marzo a quelli del passato - per questo posso dichiararmi una persona felice visto che hanno fatto quasi tutte le canzoni che preferisco, compreso Forse più tardi un mango adesso canzone che io ho aggiunto accanto al disegno di un ananas su un banco in università - e nonostante una voce iniziale, una voce femminile, metallica e impersonale, aveva iniziato la serata dicendo "ci scusiamo per la mancanza di scenografie, ma a fare i prezzi bassi non ci sono i soldi per fare le ficate", la scenografia c'era ed era anche efficace al contesto: erano giochi di luci, balletti della band sul palco o video mandati su uno schermo alle loro spalle sul palco. E' stato un concerto che ha fatto pogare la platea, cantare tutto il forum e far ballare le persone anche sul terrazzino della platea C, ma tutte le belle sensazioni di un concerto con una scaletta composta da circa 25 pezzi - di cui una era una cover di Bello Figo suonata al pianoforte da un solitario Lodo - si potrebbero riassumere in Niente Di Speciale, quando il forum è stato illuminato dai cellulari - e da qualche accendino qua e là - mentre la canzone veniva suonata alla pianola. Nel 2012 ho visto una band acerba, ma con buone qualità. Nel 2017 ho viso una band cresciuta, evoluta con sonorità varie, testi scanzonati, testi arrabbiati, testi a volte criptici a volte diretti, ma una band con grandi qualità sia su disco sia e soprattutto sul palco, da dove sa coinvolgere, sa far cantare, ballare, sudare, emozionare, ridere e perfino far dire "ora potrei piangere io" (e fidatevi, mi è stato detto).
E dopo aver cercato di raccontare con estrema lucidità questo concerto, cosa non proprio da me, volevo spendere due righe per dire quanto sia bello avere accanto qualcuno che ti dà corda quando dici "se noi non possiamo andare al Coachella, portiamo il Coachella da Lo Stato Sociale", che si mette a ballare in piccionaia con te e sa quando dire "questa è la tua canzone". I concerti sono sempre belli, ma quando a fianco avete un'Amica, è meglio.
Lo Stato Sociale - 22 aprile - Assago Causa impegni improvvisi io e un'altra persona non possiamo più venire al concerto. Offro due biglietti, settore Anello B Numerato, B28, fila 9, posti 3 e 4. Ovviamente senza guadagnarci nulla, al solo costo dei biglietti (19 euro l'uno). Abito a Milano, fatemi sapere se interessati.
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Spandau Ballet oggi al Mediolanum Forum
Milano 24 Marzo - Dopo il «Reformation Tour», che nel biennio 2009/2010 ha celebrato la loro clamorosa reunion dopo un ventennio di liti anche giudiziarie, la band icona del filone «New Romantic» del pop Anni ’80 torna in concerto a Milano con il greatests hits «The Story: The Very Best Of Spandau Ballet». Il live di martedì 24 marzo al «Mediolanum Forum», che inizia con l’inedito «Soul Boy» e i classici «Highly Strung» e «Only When You Live», ripercorre una carriera da oltre 25 milioni di dischi venduti nel mondo fino all’apoteosi finale con le hit planetarie «True», «Through The Barricades» e «Gold».
Tony Hadley, Steve Norman, John Keeble e i fratelli Martin e Gary Kemp – quest’ultimo apprezzato anche come attore e protagonista del film «Guardia del corpo» con Kevin Costner e Whitney Houston – nella prima parte dello show eseguono i recenti singoli «This Is The Love» e «Steal», i tre brani nuovi, con «Soul Boy», firmati dal leggendario produttore Trevor Horn e inseriti nella raccolta «The Story: The Very Best Of Spandau Ballet» in attesa di un intero disco di inediti. Il resto del concerto è un jukebox di successi senza tempo come «I’ll Fly For You» «Lifeline», «How Many Lies», «Round And Round» e «Communication».
Ospiti di Carlo Conti al «Festival di Sanremo» lo scorso febbraio e del «Festival Internazionale del Film» di Roma – dove nell’ottobre del 2014 hanno presentato il docu-film «Soul Boys Of The Western World» della regista George Hancken, che racconta gli strepitosi anni Ottanta di questi cinque compagni di scuola figli della classe operaia londinese – gli Spandau Ballet si aspettano dai fan milanesi la solita accoglienza trionfale.
«Anche se ci ha scoperti in ritardo grazie ai video trasmessi da Mtv – hanno dichiarato – il pubblico italiano ha un ruolo importante nella nostra storia: qui abbiamo conosciuto le fan più pazze di tutto il mondo. Ai nostri concerti vengono persone di ogni età, dai nonni ai nipoti, e ci regalano un affetto straordinario che siamo felici di ricambiare».
Negli Anni ’80 il loro dualismo con i Duran Duran ha creato fenomeni d’isteria collettiva paragonabili alla rivalità fra Beatles e Rolling Stones. «Eravamo in competizione per la supremazia in classifica: una sfida naturale e senza astio, come con altri gruppi tipo Culture Club e Frankie Goes To Hollywood. Noi eravamo forti in Europa, ma gelosi della loro affermazione negli Stati Uniti. Comunque i Duran Duran ci hanno fatto gli auguri per questa nuova avventura». Sotterrata l’ascia di guerra, artistica, con la band di Simon Le Bon, gli Spandau Ballet hanno lanciato il guanto di sfida alle nuove generazioni. «Oggi i nostri rivali sono le attuali popstar: dagli One Direction a Calvin Harris».
Luca Benedetti (Corriere)
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