La bonté, ce n’est pas l’absence de colère, de douleurs ou de vengeance. C’est le choix, répété, de ne pas se laisser transformer entièrement par le mal qu’on subit.

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La bonté, ce n’est pas l’absence de colère, de douleurs ou de vengeance. C’est le choix, répété, de ne pas se laisser transformer entièrement par le mal qu’on subit.
How best do you like to dress???
Meetup/Dropbox 😋 slide on my DM
Sweet Tooth OC Animatic
Afraid i got a terrible sweetdevils tooth little fairy!
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El 2018 fue el peor año de mi vida
Le fallé a la gente que más amo
Me fallé a mi
El 2018 fue el peor año de mi vida
Errores que nunca contaré
Dolores que aún están y que quizá nunca se irán
El 2018 fue el peor año de mi vida
Nadie lo noto y nadie me ayudo
Soy buena fingiendo que todo está bien
El 2018 fue el peor año de mi vida
Ganas de llorar y ganas de morir no me faltaron
La culpa y vergüenza se presentaron
El 2018 fue el peor año de mi vida
Viví momentos que nunca pensé
Y por eso este año decido ser una pagina en blanco
El 2019 es mi año
Decido vivir, decido vivir bien
Prometo buscar ayuda y hablar de cómo me siento
El 2019 es mi año
Porque yo lo espere tanto
Porque te llore tanto
El 2019 es mi año
Un año de cambios y de nuevas metas
Un año que para mucho puede ser como cualquier otro pero para mi es un nueva oportunidad
Porque aunque no hable sobre el peor año de mi vida sé que pasó, sé cuanto dolió y también sé que puedo superarlo.
I feel so bad right now. I wish I hadn’t done that
Watching Ethiopia And Eritrea: Will The Two Bald Men Stop Fighting Over A Comb Soon?
WHEN Ethiopia and Eritrea went back to war in 1998 after the latter seceded from the former in the wake of a protracted struggle for independence the trench warfare conflict, in which tens of thousands of troops on both sides died, was fatuously described as “two bald men fighting over a comb”.
The war, ostensibly stemming from a border dispute, only lasted two years, but relations have never recovered, cementing a stand-off that threatens regional security and development. Ethiopia’s new prime minister, Abiy Ahmed, proffered an olive branch earlier last week, saying “we are fully committed to reconcile with our Eritrean brothers and sisters.” We too, came the swift response from Asmara, as long as you finally honour your peace treaty obligations.
The big question now is whether Abiy will pull Ethiopian troops from land around the frontier town of Badme, which an international commission in 2003 determined belonged to Eritrea. Such a concession would be a risky move public relations-wise for a man facing a raft of monumental challenges, but it could also mend one of the most combustible fences in Africa. One to keep an eye on.
Watching Ethiopia And Eritrea: Will The Two Bald Men Stop Fighting Over A Comb Soon? was originally published on Africapedia
Asmara, 8 giugno 2018 – Abiy Ahmed, primo ministro etiopie, e Isaias Afwerki il dittatore eritreo si sono incontrati nella capitale eritrea per firmare una dichiarazione che ha posto fine allo “stato di guerra” tra i due Paesi. Lo “stato di guerra esistito tra i due Paesi è giunto al termine”, si legge in un documento pubblicato su Twitter da Yemane Ghebremeskel ministro dell’Informazione eritreo.
Per la prima volta, dopo il conflitto del 1998-2000, tra i due paesi pare riprenderà la normalità: erano vent’anni che un aereo delle linee etiopiche non atterrava ad Asmara. Riaperti anche il commercio bilaterale e le rispettive ambasciate oltre che ripristinate le linee telefoniche tra i due paesi del Corno d’Africa.
Il clima di pace e distensione si è subito percepito in aeroporto dall’abbraccio fraterno tra Isaias e Abiy e i diversi momenti, alternati al protocollo, di spontanea e informale cordialità.
Grande festa lungo lungo le strade di Asmara addobbate con le bandiere dei due paesi. Migliaia di giovani hanno sfilato sulla Harnet Avenue, quella che un tempo si chiamava Viale Mussolini, con magliette e cartelli con le foto dei due leader e la scritta “peace”.
Al centro dei colloqui di questi giorni, come già era stato anticipato il 5 giugno dal primo ministro Abiy, ci sarà la restituzione dei territori nella zona di confine attorno alla città di Badme, rispettando quindi – finalmente – gli Accordi di Algeri (2002). L’Etiopia, infatti, governata dal premier Melles Zenawi (TPLF), non aveva ancora mai ritirato le proprie truppe dai territori occupati poiché rifiutava la natura “definitiva e vincolante” della decisione che stabiliva che la zona intorno a Badme fosse eritrea.
Era del 20 giugno, ad Asmara, la dichiarazione del presidente Isaias quando promise che una delegazione eritrea sarebbe andata ad Addis Abeba. L’incontro nella capitale etiope, avvenuto il 26 giugno, con la delegazione eritrea, composta da Yemane Ghebreab, adviser del presidente e Osman Saleh, ministro degli esteri, ha portato alla decisione del premier Abiy di incontrare ad Asmara il presidente Afwerki, per far procedere il dialogo.
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I rapporti tra i due paesi erano tesi ormai da molti anni. L’Eritrea aveva ottenuto infatti l’indipendenza dall’Etiopia nel 1993, dopo essere stata a lungo una sua provincia. Intercorsero buoni rapporti sino al 1998 quando iniziò una guerra per dispute territoriali lungo il confine. Si calcola morirono 80.000 persone e decine di migliaia furono gli sfollati. Da allora le relazioni tra i due paesi sono rimaste ostili: l’Etiopia occupò alcune aree in violazione degli Accordi di Algeri del 2002 che avevano, teoricamente, sancito la fine degli scontri. In Eritrea, il dittatore Isaias aveva usato il pretesto di una presunta minaccia alla sicurezza nazionale proveniente dall’Etiopia per giustificare una repressione interna attraverso condanne senza processi, chiusura di tutti i media indipendenti e annullamento di partiti politici di opposizione.
Dopo 20 anni di guerra di confine la storica pace tra Etiopia ed Eritrea Asmara, 8 giugno 2018 - Abiy Ahmed, primo ministro etiopie, e Isaias Afwerki il dittatore eritreo si sono incontrati nella capitale eritrea per firmare una…