Oggi sono stata alla Fiera del Libro con la mia amica Gloria. È sempre bello tuffarsi in questo mondo, lasciarsi riempire gli occhi di tutta questa bellezza e impegno e fatica.
Abbiamo camminato e guardato e commentato e ammirato e comprato. Abbiamo pure lasciato un piccolo contributo tra tutti i disegni fatti dagli illustratori/visitatori nel murale collettivo. Abbiamo fatto sapere alla casa editrice dei Mumin che in italiano non riusciamo a trovare l’edizione di Magia di mezza estate e la signora (finlandese?) che era allo stand ha detto che approfondirà la faccenda con la Salani. Abbiamo speso tutto il nostro budget e pure qualcosa di più, dato che non è facile resistere alle offerte dell’ultimo giorno e alla meraviglia di tutti questi libri messi insieme.
Ho fatto decine e decine di foto, per conservare in qualche modo l’emozione dei disegni e dei libri che più mi hanno colpito. C’era una bella mostra su Shanghai, di cui voglio parlare ai miei compagni del corso di storia della Cina, c’era una rassegna di autori svizzeri, che hanno illustrato le lettere dell’alfabeto con tanti stili diversi, c’era una raccolta dei vincitori del premio dedicato a Coretta Scott King e mi sarebbe piaciuto leggere di più su ciascuna delle opere esposte, chissà quali erano le storie dietro a quelle immagini, considerate le premesse del premio. E ovviamente c’era la Mostra degli illustratori, quella generale, che riserva sempre qualche sorpresa, come per esempio “Tv series” di Antoine Corbineau, che ha immortalato in un’unica immagine un’intera serie, come Game of Thrones o Breaking Bad.
Una delle parti che da sempre preferisco è quella del Muro degli illustratori, che di solito è all'inizio dall'esposizione, vicino alla Mostra degli illustratori per l’appunto. Mi piace perchè ci si trova un po’ di tutto, tutti i generi si mischiano e si vede nel caos chi si mette più in mostra, con mille cartoline e mille bigliettini ovunque, o con poster appesi in alto, dove nessun altro li va a coprire con i propri disegni, Però io vado a guardare anche i più piccini, quelli meno in risalto, quelli che hanno attaccato poche immagini qua e là, perchè magari non si aspettavano una concorrenza tanto agguerrita, oppure non hanno fatto in tempo a fare la giusta scorta prima di venire a farsi pubblicità. E quindi mi piace girare e girare e girare per far cadere gli occhi su qualcosa che magari al giro precedente mi era sfuggito. Oggi era l’ultimo giorno e nel primo pomeriggio cominciavano già a staccare tutto quello che era sopravvissuto alle mani dei visitatori. Mentre circumnavigavo per l’ennesima volta questo spazio ormai in sfacelo, carica di libri e con i primi morsi della fame a oltre 6 ore dalla colazione, mi si è avvicinata una ragazza e con un sorriso mi ha dato uno dei poster appesi, uno di quelli che avevano il “balconcino” per contenere i biglietti da visita: “Thank you! it’s beautiful” “I made it” Nell’emozione del momento ho dimenticato tutto l’inglese che so (che non è poi mica tanto, quindi la cosa non mi sorprende granché) “Oh! How did you... ehm... with pen...?” “Yeah, with ink. And digital. Here, you can found me on Instagram”, mi fa, sempre con il sorriso, indicandomi il QR code inserito vicino agli altri riferimenti sul balconcino. “It’s really beautiful, thank you!” E così, mentre restavo senza ulteriori parole sensate da dire, ho dimenticato pure di farmi fare un autografo, ché non è mica così frequente avere l’autrice a disposizione per fare un autografo sulla propria opera. Regalata, per di più. E invece. Anche lei si stava dirigendo all’uscita, ma non ho avuto il coraggio di fermarla, nemmeno quando l’ho riconosciuta mentre si faceva un selfie vicino all’insegna della fiera. Ti cercherò su Instagram, Karen Lee Vendriger, magari ti troverò anche su qualche libro che regalerò e racconterò di te. Intanto grazie del sorriso e del ricordo.











