Di Silvia Pellegrino Io non mi ricordo quando ho visto per la prima volta una performance di Luca Ravenna in TV. D'altro canto, mi ricordo bene quando abbiamo scientemente deciso di guardare il primo episodio della serie Baby (ispirata ai fatti raccapriccianti delle baby escort dei Parioli scoppiato come una bomba di merda nel 2013) assieme ai miei sei coinquilini più il cane Gonzo, quando vivevamo in una casa da massimo quattro persone, in via Mowatt Close.Una serie che più cringe non si può ma tant'è che il gusto dell'orrido ha avuto la meglio anche sulla classica lotta sociale del ''toccava a te comprare la carta igienica'', e grazie ad essa ci siamo trasformati, per ben 18 episodi, in una happy family. L'unico disagio-momentocringe che ho provato guardando Luca Ravenna è stato postumo alla visione della performance, e inspiegabilmente provocato da un campanilismo mai accusato in precedenza. È successo infatti quando ho scoperto che era di Milano.Uno di Milano, anche se vive a Roma da mille-milioni di anni e ha la sua storia scritta sul Lapis Niger, non può imitare così bene uno spaccino qualunque di San Lorenzo. A meno che ha un fottutissimo e innegabile talento. Mr Ravenna (junior ma sappiamo che anche il senior ha della stoffa) ce ne ha assai di talento e anche meticolosa preparazione.Tij Events allora, con la collaborazione di Marco Di Pinto (BeComedyuk), ce lo porta a Londra con lo spettacolo Red Sox il 1 novembre alla O2 Shepherds Bush Empire, cosí da poterne ascoltarne gli sproloqui irriverenti, esilaranti e mai banali, senza neanche dover prendere l'aereo. Nel frattempo, lo abbiamo intervistato.Keep reading!Luca Ravenna (credits Chiara Mirelli)Ho imparato più con Mattia Torre in due settimane che nel primo anno di studi al CSCCiao Luca, partiamo in quarta parlando della tua formazione. Come il Centro Sperimentale ha influenzato la tua carriera? Ci sono stati insegnanti o esperienze lì che ti hanno segnato?''Sicuramente il CSC è stato molto utile, soprattutto perché non era minimamente favorita la scrittura comica e questa cosa ha generato un effetto fionda molto forte in me. Ogni volta che vedevo la possibilità di proporre qualcosa di divertente, mi ci tuffavo a pesce. Ma è stato molto utile anche per imparare a capire come muoversi rispetto alle regole della drammaturgia.Mattia Torre mi ha permesso di fargli da assistente per il suo leggendario spettacolo teatrale 456, nel 2011, ho imparato più con lui in due settimane, che nel primo anno di studi al Centro. Nicola Lusuardi è invece la persona che cambiato il mio modo di concepire le storie, di portarle avanti e di credere nella possibilità di raccontare qualsiasi cosa-o quasi.''La stand-up cambia molto da paese a paese. Secondo te, quali sono le differenze tra la stand-up italiana e quella anglosassone? Ci sono temi che funzionano meglio per il pubblico italiano?''La differenza è linguistica- l’inglese è una lingua per natura molto più sintetica dell’italiano. La comicità anglosassone si aggancia molto al concetto di “slide”, sembra sempre che il comico sul palco stia facendo una presentazione per immagini. In 4 parole si riesce a disegnare un mondo che in italiano ha per forza di cose bisogno di molte più premesse, perifrasi, figure retoriche. Questo non significa che sia meglio, significa solo che bisogna rendersene conto. Ci sono ovviamente temi che funzionano meglio in Italia, ci sono cose che da noi si possono e si devono affrontare in un modo in cui in America o in Inghilterra sarebbe sicuramente più difficile fare. Questa cosa ovviamente vale anche al contrario.''Luca Ravenna (credits Chiara Mirelli)L’Italia è un paese medievaleNoti differenze nei gusti comici del pubblico a seconda della regione?''Non a seconda della regione, posto il fatto che l’Italia è un paese medievale e ci si odia paesino per paesino, ma a seconda della grandezza della città in cui ci si trova. La differenza non è tanto nord o sud, ma grande centro o piccolo centro.''Come vedi la transizione generazionale degli attori e delle attrici in Italia rispetto a quella, ad esempio, francese? Parlo soprattutto al livello di formazione attoriale ed esigenze di pubblico.''Non saprei proprio. Il mestiere dell’attore è così complesso e così semplice allo stesso tempo. Diciamo che non sono un grande amante della recitazione da film italiano, ma non penso che la colpa sia mai degli attori, ma di chi ha scritto le battute che devono recitare e di chi li dirige.''C’è un episodio di improvvisazione “awkward” che ti è rimasto impresso mentre performavi? Come l’hai gestito?''Mi dispiace quando si pensa che io voglia prendere in giro la persona con cui sto improvvisando, io mi diverto molto-e il pubblico anche- se giochiamo insieme. Improvvisare poi è molto più facile che portare un proprio pezzo scritto, dove provi veramente a dire qualcosa.''Raccontare il verosimileCome riesci a rendere coinvolgenti episodi della tua vita di cui, potenzialmente, potrebbe non fregare un cazzo a nessuno?''È una bellissima domanda questa. Non lo so, non ne ho idea davvero, però mi butto, come fa chiunque salga sul palco e provando e riprovando ci si rende conto della direzione da dare alla storia- vera o meno- che si sta raccontando. ... 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