Un mio scritto di tanti anni fa postato su un vecchio profilo ormai perduto.
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Cronache di Ponsacco (Pisa) [Scusate i termini].
Vi spiego perché gli abitanti di Ponsacco li chiamano "Rubaorsi".
Avverto gli incauti lettori che questa è una storia triste e dolorosa, fatta di soprusi e angherie.
Bisogna innanzitutto dire che i ponsacchini non hanno mai brillato per acume intellettivo, infatti basta guardarli in volto per capire che non sono propriamente persone sveglie e attente e solo in un lavoro erano piuttosto attivi e "scaltri": nelle ruberie ai danni dei forestieri e contadini. E, come se ai ponsacchini non bastassero le ruberie, avevano anche la mania di vessare gli abitanti dei paesi vicini, nei confronti dei quali istituirono perfino una tassa per chi proveniva dalla Alta Valdera e gli toccava attraversare il paese di Ponsacco, i tapini dovevano pagare la gabella sia per trasportare il prezioso sale dalle Saline di Volterra che per altre cose o merci, essendo costretti e obbligati, loro malgrado, a passare l'unico ponte sull'unica strada che collegava la Valdera alla pianura e al bacini dell’Arno (Vedere la foto). Inoltre non erano rari i furti di mercanzie varie che i trasportatori di allora portavano ai mercati di Pontedera e di Bientina, si dice che quando dopo essere transitati sul ponte frustavano le già esauste bestie per passare il più velocemente possibile in mezzo a Ponsacco e alle campagne limitrofe coi loro barrocci per evitare i birbaccioni.
Infatti, su Wikipedia si legge questo:
Gli storici che nel corso dei secoli hanno citato Ponsacco sono assai numerosi e questo ha contribuito a generare varie ipotesi ed incertezze sull'origine del nome. Attualmente, in base alle fonti più accreditate, si ritiene che il nome nasca dalla fusione di pons sacci che significa ponte di Sacco. È logico supporre che Sacco fosse il nome della persona che aveva fondato il ponte oppure che lo custodiva e riscuoteva i pedaggi di coloro che transitavano sul ponte del fiume Cascina, attualmente situato nelle immediate vicinanze del centro storico, sulla via Salaiola che conduceva alle Saline di Volterra.
Ma torniamo ai Rubaorsi.
Non contenti di rubare le merci, avevano anche il vizio di appropriarsi indebitamente delle cose più preziose che i contadini dei paesi nei dintorni avevano: i maiali.
Si narra (ma ci sono varie leggende a tal proposito) che un contadino, e qui ci sta tutto il detto "Scarpe grosse e cervello fino", stanco di vedersi portar via i maiali dalle stallette, vi rinchiuse dentro una di esse un orso fattosi prestare da un saltimbanco che faceva spettacoli itineranti nei dintorni. Quando i ladri entrarono dentro vi trovarono appunto la sorpresa: al posto del suino il bestione che, incazzato come un orso, non esitò ad attaccarli, le cronache narrano che una volta entrati non vi uscirono più, e che forse i resti furono dati in pasto agli altri maiali.
Certo che il racconto sopra è una delle tante varianti del fattaccio, tuttavia in rete ho trovato quest'altra che, pare, sia la più vera di tutte:
si dice che una volta un tale Cini, figlio di Palle di Mescuglio, un poco di buono di Ponsacco a capo di un manipolo di ladroni, si fosse messo in testa di fare incursione in una stalla per rubare un maiale. Tutto era pronto, quando il destino ci mise lo zampino. E il destino assunse le sembianze di un saltimbanco che con il suo orso girava per fiere e mercati. Il giullare chiese ospitalità al contadino che accettò ma l’orso, pensò, meglio metterlo nella stalla al posto del maiale…. Avrete già capito come andò finire. I ladroni di Ponsacco entrarono a tentoni nella stalla e si trovarono davanti la bestia feroce che con una zampata sfigurò il povero Cini. La voce di quella bravata finita male arrivò agli orecchi degli abitanti di Pontedera che cominciarono a sbeffeggiare i ponsacchini chiamandoli “Rubaorsi”.
Tutt'oggi allo stadio, ricettacolo di contumelie e prese di culo, quando gioca il Ponsacco, i giocatori e specialmente i suoi tifosi, vengono sbeffeggiati chiamandoli "Rubaorsi", vale a dire Tonti o Sciocchi.
Spero abbiate gradito questa turpe storia, e non mi mandate a quel paese... specialmente se quel paese è Ponsacco.
P.s.: O ponsacchini... si fa per scherzare, eh?















