Un disoccupato, una professoressa e due sposini di Hong Kong
Cosa ci fanno un disoccupato, una professoressa e due sposini di Hong Kong, con un conducente informatico, tutti in un'auto, senza conoscersi, diretti a Milano?
Non è una barzelletta, nè una novella di qualche scrittore mattacchione, bensì un esempio smart di carpoooling!
E il protagonista di questa storia è Claudio Vacchetti , informatico di professione, cinquantenne dall'aspetto simpatico e disposto ad incontrarci il giorno di pasquetta a suon di brioches e cappuccino in un bar torinese.
Claudio è uno dei più attivi carpooler di Torino, mister 216 passaggi offerti, una vita tra Piemonte e Lombardia per lavoro e la voglia di migliorare il suo modo di viaggiare.
La piattaforma che ha reso possibile tutto questo è la gettonatissima Blablacar.
Come sei venuto a conoscenza del servizio? Chiacchierando con un collega che era stato in Germania l'anno scorso, lì è molto utilizzato questo modello di mobilità condivisa. Per lavoro viaggio molto e la sera quando torno a casa mi sento stanco, mi piacerebbe fare due chiacchiere con qualcuno. Intorno a marzo 2012 ho deciso di provare, ma ero molto scettico, pensavo "chi si fiderà di viaggiare con un cinquantenne?".
Perché hai deciso di utilizzare questo modo alternativo di viaggiare? Passare tutto il giorno davanti a un computer non è molto "sharing", volevo conoscere nuove persone e condividere esperienze diverse. Il motivo principale è stato il lato sociale: molte persone che ho accompagnato da Torino a Milano, o viceversa, avevano la stessa esigenza. Mi è capitato di portare un amministratore delegato, un responsabile amministrativo e un'attrice, che certo non lo facevano per il risparmio economico, ma per la voglia di condividere un'esperienza e scambiare due chiacchiere con qualcuno.
Poi certo, c'è anche il lato economico, che però penso valga di più per chi cerca il passaggio, poiché con cifre minime si affrontano viaggi che altrimenti sarebbero più costosi, motivo per cui ho portato molti giovani e studenti.
In più avevo l'esigenza che fosse sicuro. Sai, sono padre di famiglia, subito ero restio, chi metto in macchina, magari mi danno una botta in testa, ma devo dire che il sito garantisce una buona sicurezza. Diciamo che è stato un atto di fiducia: se vogliamo andare avanti, dobbiamo cominciare a fidarci degli altri.
Quale è stato il viaggio più particolare? Sicuramente quello in cui ho riempito la macchina con un disoccupato, una professoressa e due sposini di Hong Kong in viaggio di nozze per l'Europa. Quella volta ho avuto chiaramente anche un piacevole ritorno economico.
Nella mia auto c'era uno spaccato dell'Italia e non, si parlava in inglese, di tutto un po'. Questi due sposini asiatici sono ancora in viaggio per l'Europa tra l'altro, utilizzando solo carpooling e couchsurfing per dormire. Straordinari!
Conosci altre persone che fanno uso del carpooling a Torino? No, anzi le persone con cui ne ho parlato sono molto restie, hanno paura di condividere, hanno paura che qualcuno possa fare del male, la famosa botta in testa. Anche in famiglia erano preoccupati all'inizio, poi si sono abituati.
Utilizzeresti altri servizi simili? Ho sentito parlare da qualche mio passeggero di gnammo, il social network delle cene condivise, mi piacerebbe utilizzarlo ma non sono riuscito ad organizzare ancora nulla, non riesco a far concordare le mie esigenze con quelle proposte. Inoltre mia figlia, che frequenta il Politecnico di Torino, mi ha parlato del crowdfunding, mi sembra interessante, soprattutto per i giovani che hanno una buona idea.
Se le esigenze attuali (economiche, relazionali, etc) non ci fossero più, torneresti ad utilizzare servizi tradizionali? Sarebbe una grossa perdita, per me ora è un modo di vivere: la mattina mi sveglio e controllo subito se mi è arrivato qualche messaggio di richiesta di passaggio. Certo che, anche se ho offerto 216 passaggi, ne ho concretizzati solo 25, poiché c'è ancora poca gente che conosce e utilizza questi servizi, quindi spero che aumenti la massa critica intorno a questo stile di vita. Per me è un arricchimento.
Matteo P.












